spesa farmaceutica
26 Febbraio 2026Il presidente di Egualia interviene nel dibattito aperto dall'articolo di Dataroom sulla spesa farmaceutica: sono analisi parziali e fuorvianti che non distinguono adeguatamente tra convenzionata e ospedaliera, che hanno dinamiche e composizione molto diverse e non considerano invecchiamento e innovazione

Le analisi sulla spesa farmaceutica apparse sulla stampa in questi giorni sono parziali e talvolta fuorvianti, perché non distinguono adeguatamente tra spesa convenzionata e ospedaliera, che hanno dinamiche e composizione molto diverse e non tengono conto di fattori strutturali come invecchiamento della popolazione e accesso ai farmaci innovativi. Lo sottolinea Stefano Collatina, Presidente di Egualia in una nota in cui esprime “incredulità e amarezza”.
“Incredulità per analisi parziali e talvolta fuorvianti sui dati reali di spesa che hanno trend e composizione molto diverse se si guarda la convenzionata e l’ospedaliera; amarezza per il rischio che dinamiche che poco hanno a che vedere con l’accesso alle cure possano mettere in discussione la tenuta di un comparto, quello dei farmaci fuori brevetto, essenziale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale; preoccupazione che approcci ideologici finiscano per comprimere diritti che oggi sono ancora garantiti ai pazienti”.
Per Collatina è fuorviante parlare di spesa fuori controllo senza considerare che l’invecchiamento della popolazione e l’accesso ai farmaci innovativi rappresentano componenti strutturali e in larga misura incomprimibili della spesa sanitaria. Dinamiche che, sottolinea, costituiscono un segnale di progresso e di civiltà del sistema, non certo di spreco.
Per una governance responsabile della sanità pubblica, aggiunge, servono “strategie capaci di evitare la progressiva scomparsa di farmaci fondamentali per le terapie croniche e di valorizzare pienamente il ruolo di equivalenti e biosimilari”.
I farmaci equivalenti e biosimilari, prosegue, “sono indispensabili per ampliare la platea dei pazienti che accedono alle cure e, al tempo stesso, per liberare risorse da destinare in modo appropriato anche ai farmaci innovativi, necessariamente più costosi, che rispondono a bisogni terapeutici prima insoddisfatti”.
“Da anni – aggiunge Collatina – segnaliamo un duplice rischio: la progressiva uscita dal mercato di molti farmaci essenziali di sintesi chimica e la possibilità che in diverse aree terapeutiche non arrivino nuovi biosimilari nel prossimo futuro. Affrontare il tema della spesa farmaceutica ricorrendo a misure di riduzione lineare dei prezzi o introducendo principi come la sostituibilità automatica dei biosimilari significherebbe indebolire uno dei pochi strumenti realmente in grado di garantire la sostenibilità del sistema.
“Confidiamo – conclude il Presidente di Egualia – che si possa avviare quanto prima un confronto serio e responsabile con le istituzioni nazionali e regionali, nel solco del dialogo costruttivo finora mantenuto. Un confronto che, auspicabilmente, si svolga nelle sedi appropriate e non sulle pagine dei giornali”.
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