testo unico farmaceutica
31 Marzo 2026I medici di medicina generale in audizione per il Ddl delega per l Testo unico della farmaceutica chiedono più la collaborazione con i farmacisti: rafforzare il collegamento digitale tra medico e farmacia per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica e chiarire che la presa in carico dei pazienti resta un processo multiprofessionale.

I medici di medicina generale chiedono di rafforzare la collaborazione con i farmacisti, di chiarire la logica della presa in carico dei pazienti, in una prospettiva esplicitamente multiprofessionale, rendendo strutturale e digitale il coordinamento tra i due presidi territoriali e valorizzando il collegamento informatico tra studio medico e farmacia per il monitoraggio dell’aderenza e della persistenza terapeutica, la condivisione tempestiva delle informazioni sui farmaci e una gestione più efficace e continuativa dei percorsi di cura. Sono le proposte presentate da Alessandro Dabbene, vicesegretario nazionale della Fimmg durante l’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica.
Sul piano normativo, la Dabbene ha richiamato l’esistenza di una disposizione già prevista dall’ordinamento ma mai pienamente attuata. Dabbene ha infatti ricordato che "esiste già un provvedimento di legge, la 502 del 1992, che all’articolo 8 richiama in maniera esplicita la collaborazione interprofessionale tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti delle farmacie", in riferimento alle disposizioni della legge che ha istituito la farmacia dei servizi. Tuttavia, ha sottolineato, "di fatto questo comma non è mai stato applicato" e la collaborazione, pur esistente nella pratica, "può essere sicuramente resa più efficiente".
"Noi siamo professionisti che sul territorio svolgiamo due punti fondamentali della stessa filiera, la prescrizione e la dispensazione, ma i punti di incontro non sempre sono così coordinati", ha osservato. Da qui la proposta di intervenire direttamente sul disegno di legge delega: "una prima proposta è quella di esplicitare il richiamo all’articolo 8 della 502 nell’articolo 3 del disegno di legge, proprio affinché poi i decreti attuativi ne diano esplicita attuazione attraverso modalità concrete e immediatamente applicabili".
Dabbene ha posto l’accento sull’implementazione dei sistemi informativi e sul monitoraggio dell’aderenza terapeutica, richiamando una normativa di recente approvazione. Ha ricordato che la legge Semplificazioni del dicembre 2025 "consente la prescrizione dei farmaci con piani terapeutici fino a 12 mesi e promuove la dispensazione e la collaborazione tra medicina generale e farmacisti per il monitoraggio dell’aderenza e della persistenza terapeutica".
In questo contesto, è fondamentale il collegamento informatico tra i diversi servizi sanitari, affinché "il medico di medicina generale possa valutare l’effettiva assunzione e responsabilizzazione del paziente nel prendere il farmaco in farmacia per i prossimi 12 mesi e possa valutare problematiche che facciano risentire al paziente una mancata assunzione".
Anche su questo aspetto la Fimmg ha avanzato una richiesta esplicita al legislatore: “Pensiamo che un esplicito riferimento a questa legge del 2025 in questo disegno di legge, in questa legge delega, possa favorire poi la realizzazione di questa collaborazione tra farmacisti e medici di medicina generale".
Sul tema della presa in carico, la Fimmg ha chiesto di chiarire meglio il ruolo dei diversi professionisti, in particolare in relazione agli strumenti di televisita e telemonitoraggio. Dabbene ha osservato che, così come formulato il comma del disegno di legge, "quando si parla di televisita e di telemonitoraggio come strumenti finalizzati alla presa in carico dei pazienti", la norma dovrebbe specificare che tali attività si collocano "nell’ambito della presa in carico dei pazienti", perché nella formulazione attuale "sembra quasi che la presa in carico sia un esclusivo compito del farmacista". Al contrario, ha precisato, "la presa in carico è un’azione multiprofessionale nel cui ambito ovviamente anche le farmacie con il telemonitoraggio danno il loro contributo", all’interno di un modello organizzativo condiviso tra i diversi professionisti sanitari.
Infine, il tema carenze e disponibilità dei medicinali. Su questo ambito la Fimmg ha chiesto di rafforzare i meccanismi di comunicazione tempestiva tra i diversi attori del sistema sanitario. Dabbene ha definito "molto interessante il richiamo alla tempestiva segnalazione a tutti gli attori della eventuale carenza di farmaci", ma ha sottolineato la necessità di precisare meglio la formulazione normativa. In particolare, ha chiesto di specificare non solo l’"interruzione della commercializzazione", ma anche l’"interruzione della disponibilità", evidenziando che "la disponibilità può essere anche solo temporaneamente limitata" e che è fondamentale che il medico di medicina generale ne sia informato in modo tempestivo. In caso contrario, ha osservato, si rischia che "il paziente poi debba tornare indietro dal medico perché il medico non sapeva che il farmaco non era in quel momento disponibile".
Photo credits: Freepik
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