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08 Aprile 2026Dopo le audizioni di sindacati e Federfarma, le Commissioni regionali propongono di sostenere il rinnovo del contratto, rafforzare il ruolo sanitario delle farmacie nel nuovo Piano sociosanitario e valutare interventi a sostegno delle farmacie rurali e dei servizi territoriali.

La Regione Umbria intende sostenere il rinnovo del contratto nazionale delle farmacie private, valorizzare il ruolo sanitario delle farmacie nella programmazione territoriale e rafforzarne il contributo nel nuovo Piano sociosanitario regionale. È quanto prevede la Proposta di risoluzione predisposta dalle Commissioni Seconda e Terza dell’Assemblea legislativa dopo le audizioni in seduta comune delle parti sociali e delle rappresentanze del settore.
A fine marzo erano stati ascoltati i sindacati dei lavoratori delle farmacie private, che avevano segnalato diverse criticità: salari ritenuti insufficienti rispetto all’inflazione e alle responsabilità professionali crescenti, difficoltà nel reperimento di farmacisti e mancato riconoscimento del nuovo ruolo sanitario svolto nelle attività di prevenzione, screening, vaccinazioni e gestione della cronicità. In quella sede l’Assemblea aveva annunciato l’intenzione di predisporre un documento di indirizzo e di avviare un confronto con le rappresentanze datoriali del settore.
Il percorso è proseguito con l’audizione di Federfarma Umbria, nel corso della quale il presidente regionale Stefano Monicchi e la presidente di Federfarma Perugia Silvia Pagliacci hanno illustrato le principali questioni legate alla sostenibilità delle farmacie sul territorio e all’evoluzione dei servizi erogati, dettagliate dal resoconto della Regione. In particolare, è stato messo in evidenza che, per via della fine della sperimentazione, sono variati i rimborsi per i nuovi servizi: per esempio per un Ecg da 31 euro, dallo scorso 31 marzo si è passati a 20. Inoltre, nell’ultimo anno e mezzo, oltre dieci farmacie umbre sono state cedute a capitali stranieri, con il rischio di un “cognizione diversa di farmacia, più asservita alla finanza che non alle esigenze del servizio sanitario”. Tra le criticità indicate da Federfarma anche la difficoltà nel reperire farmacisti: “Una farmacia media, con circa un milione di fatturato ha minimo 4 dipendenti. I servizi di telemedicina vengono soprattutto svolti nelle realtà locali dove operano la metà delle farmacie umbre ed è proprio in questi casi che non si trovano i farmacisti”. Infine, è stata rappresentata la necessità di rivedere le indennità di residenza per le farmacie dei piccoli centri, considerate tra le più basse a livello nazionale.
Nel dispositivo della Proposta di risoluzione, le Commissioni impegnano la Giunta regionale a sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, il rapido rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie private, promuovendo un confronto costruttivo tra le parti e monitorando costantemente l’evoluzione della vertenza, riferendo periodicamente alle Commissioni consiliari sugli sviluppi e sulle eventuali criticità. L’atto prevede inoltre di riconoscere e valorizzare il ruolo sanitario delle farmacie private nell’ambito della programmazione regionale dei servizi territoriali, anche in relazione alla gestione delle liste d’attesa e alla crescente integrazione delle attività di prevenzione, screening, vaccinazioni e supporto alla gestione della cronicità.
La risoluzione impegna inoltre la Giunta a farsi promotrice, presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni, di iniziative volte a favorire adeguati incrementi salariali per il personale delle farmacie private e a valorizzare il riconoscimento delle nuove competenze professionali, anche attraverso l’istituzione di percorsi professionali strutturati e coerenti con l’evoluzione del ruolo sanitario della farmacia. Tra gli obiettivi indicati figura anche il sostegno allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi della farmacia dei servizi, ritenuti funzionali al rafforzamento dell’assistenza territoriale e alla continuità delle cure.
Un ulteriore impegno riguarda la revisione della normativa regionale con riferimento alle indennità di residenza per le farmacie rurali e dei piccoli centri, tema ritenuto strategico per garantire la sostenibilità della rete territoriale e la permanenza dei presidi farmaceutici nelle aree più fragili. La Giunta viene inoltre chiamata a monitorare l’evoluzione della vertenza contrattuale e a riferire in Terza Commissione sulle concertazioni in corso con il comparto farmaceutico, in modo da integrare le esigenze del settore nella definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale.
Dagli interventi dei Commissari, intervenuti a margine delle audizioni, è emersa in modo trasversale la volontà di istituire un tavolo tecnico permanente di confronto con tutte le parti interessate, anche in vista della predisposizione del nuovo Piano sanitario regionale, che dovrà riconoscere in modo più strutturato i servizi delegati e gestiti dalle farmacie. Nel corso del dibattito è stata inoltre ribadita la necessità di prestare particolare attenzione alle farmacie rurali, a quelle che operano nei centri storici e nei piccoli borghi dell’Umbria, considerate presidi essenziali per l’accesso ai servizi sanitari e per la tenuta complessiva del sistema territoriale.
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