farmacia dei servizi
15 Aprile 2026La rete delle farmacie di comunità si consolida come componente stabile della sanità territoriale, le esperienze regionali mostrano un impatto sulla riduzione delle liste d’attesa e rafforzano il ruolo della farmacia nella presa in carico dei pazienti, in particolare cronici.

La farmacia dei servizi è stata stabilizzata con un finanziamento strutturale di 50 milioni di euro, consolidando un modello ormai parte integrante della sanità territoriale, e produce risultati concreti sulla gestione delle liste d’attesa, con una riduzione del 18% nelle Marche, soprattutto nella telecardiologia. Sono i messaggi emersi dagli interventi del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del presidente di Federfarma Marco Cossolo nel corso dell’evento Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide, tenutosi a Roma.
Gemmato ha evidenziato il ruolo crescente delle farmacie come presidio territoriale per l’erogazione di prestazioni sanitarie di base e per il miglioramento dell’accesso alle cure.
"Il Governo ha investito molto sulla cosiddetta farmacia dei servizi. Si tratta di farmacie che non si limitano più a vendere farmaci, ma offrono anche prestazioni sanitarie semplici e accessibili", ha spiegato, ricordando che oggi "in Italia ci sono circa 20.000 farmacie, tra pubbliche e private convenzionate, diffuse su tutto il territorio", che rappresentano "un presidio sanitario fondamentale, soprattutto nelle aree più isolate, montane o con meno servizi".
In questo contesto, ha sottolineato che "nelle farmacie è ora possibile effettuare diverse prestazioni di bassa complessità, come elettrocardiogrammi, spirometrie, vaccinazioni, holter cardiaco e pressorio in telemedicina, prenotazioni di visite ed esami", strumenti che consentono "soprattutto ad anziani e persone fragili di accedere più facilmente al Servizio sanitario nazionale, evitando allo stesso tempo il sovraffollamento di ospedali e strutture sanitarie".
I risultati già ottenuti nei territori dove il modello è stato applicato in modo strutturato sono stati citati da Cossolo: "Nelle regioni dove si ricorre correttamente alla farmacia dei servizi si ha un calo delle liste d'attesa", ha affermato, citando l’esperienza delle Marche dove "c'è stata una riduzione del 18% delle liste d'attesa, soprattutto sulla telecardiologia", e quella del Piemonte, dove "il contributo alle liste d'attesa è stato importante, tant'è che la Regione ha chiuso la sperimentazione ed è andata in proroga".
Nel suo intervento Cossolo ha inoltre collegato lo sviluppo della farmacia dei servizi al percorso di riforma delineato nel Testo unico della legislazione farmaceutica. "Il testo unico va nella direzione giusta, la farmacia viene ampiamente citata e viene valorizzata nel suo ruolo che è quello di presidio di prossimità del Servizio sanitario nazionale insieme ai medici di medicina generale e agli infermieri di comunità", ha spiegato, sottolineando che nella delega sono previsti interventi per migliorare il sistema distributivo e rendere la distribuzione del farmaco più vicina al cittadino.
In questa prospettiva, ha ribadito che "fare la farmacia dei servizi senza farmaco è una cosa assurda", evidenziando come il valore del modello non risieda solo nell’erogazione di singole prestazioni, ma nella capacità di presa in carico del paziente: "la farmacia dei servizi ha un ruolo fondamentale se insieme al team multiprofessionale fatto da medici di medicina generale, infermieri di comunità e farmacisti prende in carico il percorso del paziente, soprattutto il paziente cronico".
A margine nell’evento Gemmato ha richiamato il tema della sicurezza della filiera farmaceutica e della dipendenza dall’estero per i principi attivi, segnalando la necessità di rafforzare la produzione nazionale: “Oggi l’80% dei principi attivi del prodotto per allestire i farmaci salvavita viene prodotto in India, in Cina, nei paesi esteri, seppur l'Italia sia il primo paese in Europa per produzione di farmaci. Stiamo compendiando questo riappropriandoci della tradizione della chimica farmaceutica di base e quindi della produzione dei farmaci e dei principi attivi in Italia oggi”.
ph.cr. freepik
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