salute
06 Luglio 2026Lo STADA Health Report 2026, condotto in 20 Paesi europei, evidenzia una crescente diffusione dell'intelligenza artificiale nella gestione della salute, ma nonostante la trasformazione digitale, medici e farmacisti restano i principali punti di riferimento per le decisioni sulla salute.

L'intelligenza artificiale entra sempre più nella gestione quotidiana della salute degli europei, ma la fiducia continua ad a essere affidata al medico e al farmacista: il 55% dei cittadini utilizza già strumenti di IA in ambito sanitario e l'82% è favorevole a un suo impiego nell'assistenza, mentre il 77% continua ad affidarsi al medico di medicina generale e il 57% al farmacista per le decisioni relative alla propria salute. È il quadro che emerge dallo STADA Health Report 2026, indagine indipendente e rappresentativa realizzata in 20 Paesi europei, che fotografa l'evoluzione del rapporto tra cittadini, sistemi sanitari, professionisti e tecnologie digitali.
Il report descrive un sistema sanitario europeo ancora sotto pressione. La soddisfazione nei confronti dei sistemi sanitari resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno: solo il 56% degli europei si dichiara soddisfatto, contro il 58% rilevato nel 2025. Tra le principali criticità emergono la carenza di operatori sanitari e i conseguenti tempi di attesa, indicati dal 67% degli intervistati, seguiti dalle patologie croniche (56%), dall'aumento dei disturbi mentali (53%) e dalle difficoltà di accesso a cure economicamente sostenibili, segnalate dal 43%. Se potessero intervenire direttamente sul sistema sanitario, il 58% darebbe priorità alla riduzione delle liste d'attesa attraverso un aumento del personale sanitario, mentre il 49% migliorerebbe l'accesso alle cure primarie.
In risposta a queste difficoltà, gli europei stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nella gestione della propria salute. Il 78% afferma di sentirsi preparato a prendersi cura di sé, mentre il 94% ricorre all'automedicazione almeno per alcuni disturbi. Inoltre, l'85% utilizza almeno uno strumento per monitorare il proprio stato di salute, dai fitness tracker ai dispositivi domestici per la misurazione dei principali parametri clinici.
Secondo il report, l'intelligenza artificiale è ormai entrata nell'uso quotidiano. Il 55% degli europei dichiara di utilizzarla già per questioni legate alla salute e l'82% si mostra favorevole al fatto che possa avere un ruolo nell'assistenza sanitaria. Il 43% sarebbe disposto a rendere accessibile la propria cartella clinica a sistemi di IA per migliorare diagnosi, prevenzione o trattamento, mentre il 49% afferma di fidarsi già, o sarebbe disposto a fidarsi, di una diagnosi fornita dall'intelligenza artificiale.
"Il dibattito sui pazienti consapevoli e autonomi sta accelerando, e l'IA sta spingendo questo sviluppo in avanti a una velocità nettamente superiore - commenta Peter Goldschmidt, CEO di STADA. -Gli Europei non sono più semplicemente pazienti in attesa in una fila. Sono partecipanti attivi che combinano azione personale, strumenti digitali e consulenza professionale in qualcosa di nuovo. Tutti gli operatori del settore sanitario dovranno adattarsi e agire in risposta a questi cambiamenti".
Nonostante la crescente diffusione dell'IA, il report evidenzia che la fiducia dei cittadini continua a essere rivolta ai professionisti sanitari. Il 77% degli europei indica il proprio medico di medicina generale come principale riferimento nelle decisioni riguardanti la salute e il 57% si affida ai farmacisti. Inoltre, circa otto europei su dieci preferiscono ancora recarsi personalmente dal proprio medico.
L'apertura verso l'intelligenza artificiale riguarda soprattutto le attività amministrative e di supporto. Il 50% degli intervistati ritiene accettabile affidare all'IA la gestione degli appuntamenti e dei follow-up, mentre il 36% la considera utile per prendere appunti durante le visite mediche e per il monitoraggio delle patologie croniche. Allo stesso tempo, il 38% esprime preoccupazione per una possibile riduzione dell'interazione umana in un sistema sanitario basato sull'IA e il 35% teme un peggioramento della qualità della comunicazione con gli operatori sanitari.
Secondo gli intervistati, la diffusione dell'intelligenza artificiale non ridurrà il ruolo degli operatori sanitari, ma lo trasformerà. Il 41% si aspetta un aumento dei consulti digitali e a distanza, il 30% ritiene che medici e farmacisti diventeranno ancora più importanti come interlocutori umani affidabili e il 26% immagina che assumeranno sempre più il ruolo di consulenti e interpreti delle informazioni sanitarie generate anche dagli strumenti digitali. Solo il 20% ritiene che la loro importanza diminuirà a causa dell'IA.
Nelle conclusioni del report, Goldschmidt sottolinea come questo cambiamento rappresenti una trasformazione strutturale del sistema sanitario europeo. "Tra i numerosi risultati del Report c'è il fatto che questo cambiamento non è una soluzione temporanea per un sistema sotto pressione - sta diventando esso stesso il modello", afferma. "Anche tra coloro che sono più aperti all'IA, la richiesta è di supporto, non di sostituzione. Le farmacie sono uno dei punti di contatto più accessibili e affidabili che la maggior parte degli Europei ha con il proprio sistema sanitario – e la domanda non è se cambieranno, ma come evolveranno in hub che uniscono competenze umane, velocità e capacità di estensione degli strumenti digitali."
Fonte:
https://07.cdn.stada.com/media/y5rfptro/stada_health_report_2026_ai_is_transforming_healthcare.pdf
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