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Politica sanitaria

28 Luglio 2026

Ondate di calore e inquinamento, le Linee guida del Ministero

Il ministero della Salute ha pubblicato le “Linee di indirizzo per la prevenzione. Ondate di calore e inquinamento atmosferico", strumento rivolto in particolare agli operatori sanitari per la corretta gestione dei pazienti a rischio durante il periodo estivo

di Redazione Farmacista33


caldo

Il ministero della Salute ha pubblicato le “Linee di indirizzo per la prevenzione. Ondate di calore e inquinamento atmosferico”. Il documento ha le seguenti finalità: sintetizzare le evidenze attualmente disponibili sui fattori di rischio associati al caldo e alle ondate di calore e sugli interventi efficaci per la prevenzione dei relativi effetti; fornire raccomandazioni, modelli e strumenti operativi, basati sull’evidenza scientifica, per l’implementazione di piani locali di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; migliorare l’efficienza dei piani locali di prevenzione già esistenti per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; fornire agli operatori sanitari indicazioni aggiornate e basate sull’evidenza per la corretta gestione dei pazienti a rischio durante il periodo estivo.

I punti cardine 

“Nel contesto internazionale, l’Italia registra gli effetti più elevati del caldo sulla mortalità giornaliera”, si legge nel documento. “Tuttavia, vi è una certa eterogeneità degli effetti del caldo tra le città italiane, dovuta al clima locale, alla vulnerabilità della popolazione. La vulnerabilità alle temperature estreme è in aumento in Italia per effetto dell’invecchiamento della popolazione, dell’incremento delle fasce di popolazione con disagio sociale, mancanza di occupazione o reddito inadeguato. L’impatto del caldo varia anche in base alla mortalità nell’inverno precedente. Difatti, la stessa popolazione che è vulnerabile alle ondate di calore, risulta vulnerabile anche ad altre esposizioni che si verificano nella stagione invernale, come l’epidemia influenzale, ondate di freddo, picchi di inquinamento atmosferico. Queste esposizioni agiscono da rischi competitivi rispetto alle ondate di calore, riducendo così la quota di popolazione che si trova esposta a inizio estate. Oltre agli anziani, nuove evidenze sono disponibili sugli effetti avversi del caldo anche in fasce più giovani della popolazione affette da malattie croniche, in lavoratori all’aperto, in bambini piccoli, donne in gravidanza”. 

Va precisato che “gli effetti avversi del caldo sulla salute sono in gran parte prevenibili. Operativamente è necessario definire piani di prevenzione a differenti livelli che tengano conto di vulnerabilità e peculiarità proprie di singole realtà locali. In Italia, come in altri paesi europei, è stato attivato un Piano di risposta alle ondate di calore a seguito dell’eccezionale ondata di calore dell’estate 2003, grazie a una collaborazione tra ministero della Salute e il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, basato su una rete di sistemi di allarme integrati da attività di prevenzione e misure di sanità pubblica (es. sistemi di sorveglianza epidemiologica). Negli anni si è assistito a una progressiva estensione della rete di prevenzione in tutte le grandi aree urbane italiane, registrando anche una riduzione nella mortalità associata al caldo. Cambiamenti climatici e inquinamento atmosferico”.

Molto dannosa è anche “l’esposizione cronica a inquinamento atmosferico, responsabile di un carico elevato di decessi prematuri. Nel periodo 2016-2019 in Italia si stima che oltre 70mila decessi totali siano stati attribuibili a valori di particolato fine (PM2.5) maggiori di 5 μg/m3 (valore raccomandato dall’Oms). Dal 2018, il Piano Nazionale di Prevenzione degli effetti del caldo è stato esteso anche alla prevenzione degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico. Il progetto consente di utilizzare i sistemi di monitoraggio della mortalità giornaliera e degli accessi in pronto soccorso nelle città italiane sviluppati nell’ambito del piano Caldo anche per il monitoraggio degli effetti sulla salute associati ai picchi di inquinamento atmosferico”.

Il ruolo primario dei Mmg

La figura del Medico di medicina generale svolge “un ruolo importante nella rete di prevenzione/protezione nei confronti degli anziani suscettibili al caldo. Queste le principali attività che spettano loro: campagna di informazione ai pazienti e ai familiari e/o caregivers; sensibilizzazione sull’importanza di seguire le raccomandazioni generali per proteggersi dal caldo, sul corretto utilizzo del climatizzatore, sulla prevenzione della disidratazione, sull’interazione caldo e farmaci e sulla loro corretta conservazione; informazioni sui sintomi dei disturbi associati al caldo, su come riconoscerli e prevenirli e cosa fare in caso di emergenza;  orientamento sui servizi socio-sanitari, servizi di emergenza attivi sul territorio e linee telefoniche dedicate".

Importante l’operatività delle Case di comunità, benché la loro presenza attiva sul territorio sia ancora molto parziale: “Il personale sanitario che opera nelle Case della Comunità svolge un potenziale ruolo nella pianificazione di interventi di prevenzione anche degli effetti del caldo, quali interventi di informazione ai pazienti e ai loro familiari, specifici interventi di sorveglianza sanitaria non solo rivolti alla popolazione anziana suscettibile al caldo ma anche nella popolazione adulta affetta da patologie croniche”

Da non dimenticare, infine, il ruolo di “nuove figure assistenziali quali l’infermiere di comunità. Questo modello assistenziale rivolto alla popolazione anziana è in fase di sperimentazione nella regione Piemonte nell’ambito del progetto Europeo CoNSENSo (Community nurse supporting elderly in a changing society)77. L’infermiere di comunità svolge un ruolo di case-manager nella valutazione dei bisogni assistenziali dell’anziano, a livello complessivo, sia sanitario che sociale e in relazione alle condizioni abitative (es. rischio di cadute) e al contesto familiare”.

Fonte

Ministero della Salute - Linee di indirizzo su ondate di calore e inquinamento atmosferico

TAG: CALDO ESTIVO, MINISTERO DELLA SALUTE, PREVENZIONE

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