spesa farmaceutica
08 Ottobre 2026Nel 2025 la farmaceutica convenzionata ha registrato 575,7 milioni di ricette e una spesa lorda di circa 10,1 miliardi di euro. Dal congresso Fimmg, Marrocco invita a valutare le scelte terapeutiche anche per le ricadute sulla prevenzione, sulle complicanze e sulle ospedalizzazioni, non per il costo del

L’appropriatezza delle prescrizioni mediche va valutata “senza scorciatoie contabili” considerando l’intero percorso di cura e le ricadute sulla salute del paziente, non solo il costo del singolo farmaco. È la posizione espressa da Walter Marrocco, coordinatore dell’Area scientifica della Fimmg in occasione del congresso nazionale del sindacato in corso a Villasimius. Una riflessione che si inserisce in un quadro di prescrizioni sostanzialmente stabili e di crescita della spesa farmaceutica convenzionata.
Secondo il monitoraggio dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel 2025 la farmaceutica convenzionata ha registrato 575,7 milioni di ricette, un numero sostanzialmente invariato rispetto al 2024. La spesa lorda convenzionata è passata da 9,735 miliardi a 10,064 miliardi di euro, con un incremento di 328,7 milioni, pari al 3,4%. I dati si riferiscono al complesso della farmaceutica convenzionata.
Al congresso, Marrocco ha richiamato la dimensione dell’attività prescrittiva e il ruolo della medicina generale nell’assistenza territoriale: “Sono cifre che restituiscono la dimensione del lavoro quotidiano svolto sul territorio e mostrano come il medico di famiglia sia il principale punto di riferimento delle esigenze di salute del paziente. Ma allo stesso tempo deve garantire il mantenimento dei conti senza sforare i tetti di previsione della spesa”.
Il punto posto dalla Fimmg riguarda i criteri con cui valutare le decisioni terapeutiche. “Dobbiamo passare dall’appropriatezza della singola prescrizione all’appropriatezza dell’intero percorso di cura. Valutare una prescrizione solo sulla base del suo costo significa adottare una scorciatoia contabile”, ha affermato Marrocco.
La proposta è di ampliare la valutazione alle conseguenze della scelta terapeutica lungo il percorso assistenziale, per “superare una logica per compartimenti separati e considerare le ricadute di una scelta terapeutica sulla prevenzione, sulle complicanze e sulle ospedalizzazioni”.
In questa prospettiva, il farmaco dovrebbe essere valutato anche per gli eventi che può contribuire a evitare e per i risultati di salute ai quali concorre. L’obiettivo indicato dal sindacato è quindi affiancare alla valutazione economica quella degli esiti del percorso di cura. La questione coinvolge anche il rapporto con i cittadini e le loro aspettative nei confronti della prescrizione. “Il medico deve recuperare in autorevolezza il riconoscimento di questa funzione sia verso il Servizio sanitario che verso i cittadini”, ha concluso Marrocco.
ph.cr.magnific
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