Formazione
30 Settembre 2022
La tempestività con cui viene iniziato il trattamento con Paxlovid rappresenta un elemento critico per il successo della terapia: la terapia deve essere iniziata il più precocemente possibile e comunque entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi. Sono state anche le difficoltà organizzative legate al precedente sistema di prescrivibilità e distribuzione del farmaco, che rendevano talvolta difficile, se non impossibile l'inizio della terapia all'interno della ristretta finestra temporale, a indurre Aifa ad autorizzare la prescrivibilità di questo antivirale da parte del medico di medicina generale e di conseguenza la sua dispensazione nelle farmacie di comunità (1).
Quest'ultima avviane attraverso il canale della DPC che garantisce una rapida disponibilità del medicinale, ovviamente con differenze organizzative passando da regione a regione. In Lombardia, per esempio è prevista la disponibilità di una confezione in ciascuna farmacia, mentre in altre regioni, una volta che è stata emessa la ricetta dematerializzata con relativo numero di protocollo, il farmaco può essere ordinato tramite la piattaforma DPC ed essere consegnato al paziente nell'arco di poche ore. Al momento della dispensazione il farmacista è tenuto a riportare sulla piattaforma il numero del lotto e la scadenza del farmaco e a consegnare al paziente una copia del foglietto illustrativo in italiano.
Considerando il lungo elenco di interazioni di Paxlovid con altri farmaci, il farmacista di comunità che conosce bene il paziente e i farmaci che assume normalmente può intercettare eventuali interazioni sfuggite al momento della prescrizione. Secondo le linee guida della Società Americana di Malattie Infettive (IDSA) sono rigorosamente da evitare due soli farmaci in particolare, rivaroxaban e salbutamolo, mentre nel caso di molti altri medicinali vengono raccomandati esclusivamente degli aggiustamenti posologici (2).
In Italia l'atteggiamento è più prudente e lo stesso sito dell'Aifa rimanda a un documento (Principali interazioni farmacologiche di nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid®) - Regione Emilia Romagna) che indica una serie di principi attivi la cui assunzione non può essere interrotta e in cui la somministrazione contemporanea di Paxlovid risulta controindicata o non raccomandata. Nell'elenco sono compresi gli anticoagulanti orali, gli antiaritmici, alcuni antiaggreganti, alcuni antiepilettici, un antipsicotico come la quetiapina (3).
Altri farmaci che i pazienti cui viene prescritto Paxlovid devono evitare includono gli antiemicranici derivati dall'ergotamina e le statine, in entrambi i casi deve essere raccomandato di sospendere l'assunzione del farmaco nel corso della terapia con Paxlovid. Un'analoga cautela deve essere adottata anche nel caso degli alfa-litici impiegati come sintomatici nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna. Sono, infine, descritte interazioni di Paxlovid anche con integratori a base di preparati erboristici, in particolare l'erba di San Giovanni. In questo caso il ruolo del farmacista è particolarmente importante in quanto non è raro che l'assunzione di preparati di questo tipo non venga riferita al medico. Viceversa, il farmacista che ha dispensato il preparato è nella posizione migliore per cogliere la possibile interazione. Si tratta di una serie di compiti svolti dal farmacista che promuovono una volta di più il suo ruolo quale supporto della tutela della salute del cittadino. Il fatto di contribuire alla rapida disponibilità del farmaco, aiutando a prevenire l'evoluzione del Covid verso una forma severa, è un ulteriore contributo che si aggiunge a quanto già fatto finora grazie alla disponibilità delle farmacie a eseguire presso le loro sedi i tamponi covid e la stessa vaccinazione.
Articolo tratto dallo Speciale Covid e Antivirali
Bibliografia
15/04/2026
14/04/2026
13/04/2026
10/04/2026
10/04/2026
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