Medicina
20 Dicembre 2024La diabesità è patologia complessa che tra le altre cose ha anche una forte componente legata agli stili di vita

La diabesità è patologia complessa che tra le altre cose ha anche una forte componente legata agli stili di vita. Una sfida crescente per la sanità pubblica che richiede interventi farmacologici mirati. Sempre di più, anche alla luce del DM77, la farmacia rappresenta un luogo di servizi e anche presidio di educazione sanitaria. Il farmacista, tra gli operatori sanitari, è una figura estremante importante per il suo contributo sia nella prevenzione della diabesità che nella gestione delle terapie.
“Attualmente la figura del farmacista risulta ormai concatenata all'interno del perfetto servizio di prevenzione e benessere del paziente che sia già in terapia o sia uno di quei pazienti borderline e che invece noi possiamo riconoscere grazie all’ascolto, all'empatia, al riconoscimento di alcuni sintomi specifici come coloro che presentano queste due grandi patologie, il diabete tipo II e l'obesità”, sottolinea la dottoressa Rachele Aspesi, farmacista specializzata in Educazione Alimentare.
L’educazione sanitaria è fondamentale per tutte le malattie, ma in patologie come la diabesità il farmacista può avere un ruolo su più parti di una filiera legata al riconoscimento del paziente al suo benessere. Se si soffre di diabesità, il controllo del peso è un imperativo così come l’aderenza terapeutica, proprio per una migliore gestione della patologia.
“Il paziente si fida del proprio farmacista e questo ci permette sicuramente un ruolo di monitoraggio del paziente. Siamo la figura di riferimento per quella che viene definita l'aderenza terapeutica e non solo un'aderenza terapeutica farmacologica perché il paziente può ovviamente essere seguito nell'utilizzo corretto o meno di una terapia dallo specialista o dal medico di base, ma per un’aderenza terapeutica non farmacologica che riguarda l'attenzione a quelle indicazioni che sono state date riguardante lo stile di vita, l'alimentazione, l'attività fisica, l'interruzione di alcune abitudini. In questi casi il nostro ruolo è di cercare di capire se questo tipo di percorso viene effettivamente seguito dal paziente perché è un ruolo chiave per la risoluzione, per il controllo del paziente, per il suo benessere generale, la sua qualità della vita in generale”, spiega la dottoressa Aspesi che aggiunge “possiamo anche garantire al paziente stesso il reminder riguardante non solo la terapia, ma anche tutto il corollario di quello che gli è stato dato, controlli compresi”.
La diabesità, oltre a fattori ormonali come l’insulino resistenza, ha un forte legame con gli stili di vita: i dati Istat rilevano che la prevalenza di diabete nel nostro Paese è pari al 15,1% tra le persone obese e solo il 3,6% tra i normopeso e all’8,6% tra chi non pratica attività fisica, rispetto al 1,7% tra coloro che praticano abitualmente una attività sportiva.
Una malattia che necessita di un approccio multifattoriale ma anche multiprofessionale in cui il farmacista, come evidenzia Aspesi, è importantissimo: “Fare rete sul territorio, soprattutto quando mancano figure di riferimento per mancanza numerica dei professionisti o per distanza fisica, è necessario per una presa in carico il paziente sotto più aspetti”.
20/12/2024
20/12/2024
20/12/2024
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)