La gestione del dismicrobismo e dei disturbi intestinali in farmacia: il ruolo del farmacista
Frequenti disturbi intestinali, quali gonfiore e dolore addominale, meteorismo e flatulenza, alterata motilità intestinale (a sua volta causa di episodi diarroici o stipsi), trovano la loro origine nel dismicrobismo intestinale, ovvero nell'alterazione quali-quantitativa della microflora enterica. Questi sintomi sono molto spesso motivo di richiesta di consiglio al farmacista, il quale deve essere adeguatamente aggiornato sui molteplici fattori che possono modificare l'equilibrio fisiologico dei componenti del "microbiota" intestinale (insieme di virus, batteri e organismi eucarioti), così da poter svolgere in modo ottimale un'opera di counselling per chi si presenta in farmacia per tali problematiche.
L'indagine Proprio a questo scopo è stato svolto di recente un "progetto di formazione sul campo - attività di ricerca" che ha coinvolto circa 220 farmacisti territoriali appartenenti ad altrettante farmacie distribuite sull'intero territorio nazionale. Obiettivo dell'iniziativa: aumentare le conoscenze dei farmacisti su cause e fattori di rischio che condizionano l'insorgenza del dismicrobismo e dei disturbi correlati; migliorare le conoscenze sulle opzioni disponibili in farmacia per prevenire, controllare e curare i disturbi intestinali da dismicrobismo; sviluppare le capacità del farmacista nell'individuare - mediante una breve intervista (questionario di ricerca) - e nel trasferire al cittadino i consigli utili a una corretta prevenzione del dismicrobismo e alle più idonee modalità di gestione del problema.
L'intervento del farmacista È importante ricordare che, tra le principali cause di dismicrobismo e disturbi intestinali, vanno annoverate patologie infiammatorie, infettive, sistemiche, intestinali, terapie farmacologiche protratte, uno scorretto stile di vita ma, soprattutto, una dieta non equilibrata. In particolare un'alimentazione eccessivamente ricca in carboidrati a catena corta - denominati nell'insieme FodMap (Fermentable Oligo Di and Mono-saccharides) - caratterizzati da scarso assorbimento nel tenue, elevato potere osmotico e rapida fermentazione intestinale - facilitano la comparsa di flatulenza, crampi e diarrea, oltre a poter aggravare i sintomi di patologie infiammatorie intestinali (Ibd) e della sindrome del colon irritabile (Ibs). Di qui deriva il ruolo del farmacista nel consigliare comportamenti in grado di prevenire l'insorgenza del dismicrobismo e considerare la somministrazione di microrganismi vivi e biochimicamente attivi, resistenti all'azione dell'acido gastrico e in grado di ripristinare l'equilibrio della microflora intestinale, contrastare le tossine, aderire all'epitelio intestinale e favorire il ripristino della superficie mucosale.
Metodo della ricerca I dati contenuti nei questionari raccolti durante il programma formativo sono stati successivamente analizzati, consentendo la realizzazione della presente indagine. Quest'ultima ha permesso di identificare le domande fondamentali da porre al paziente (relative per esempio alla familiarità per tali disturbi, alle misure solitamente usate per risolverli o al livello di conoscenza sui diversi tipi di probiotici). Nell'insieme un'utile fonte di nozioni per perfezionare, sulla scorta di dati raccolti nella pratica professionale quotidiana, le modalità più adeguate di counselling in farmacia in favore del cittadino con dismicrobismo e disturbi intestinali.
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