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Formazione

15 Settembre 2016

Nessuna distinzione in base a età e genere: impatto costante nel tempo e sulla qualità della vita



I primi dati che sono stati ricavati dall'indagine sono di tipo epidemiologico, con indicazioni sul genere e sulle fasce d'età più colpiti dal dismicrobismo intestinale. Al termine del corso formativo sono stati raccolti complessivamente 1.840 questionari, dei quali 820 relativi a uomini (44,5%) e i restanti 1.020 a donne (55,5%), evidenziando una buona rappresentatività della ripartizione della popolazione generale in base al genere.

Quasi un quinto dei questionari si riferivano alla fascia d'età compresa tra i 31 e i 45 anni (24%). In ogni caso anche le altre decadi hanno evidenziato una ripartizione abbastanza simile, già a partire dai 20 anni. Più in dettaglio, le restanti sezioni erano così rappresentate: 19% dai 20 ai 30 anni, 22% dai 46 ai 55 anni, 18% dai 56 ai 65 anni, 17% oltre i 65 anni.

Il dato più rilevante che emerge da questi numeri risiede nel fatto che i disturbi intestinali hanno un impatto costante nel corso della vita. Occorre infatti sottolineare che le cifre citate non sono tanto espressione della prevalenza dei disturbi intestinali quanto piuttosto del disagio causato dai sintomi al cittadino/paziente, con considerevoli ripercussioni sulla sua qualità di vita. È proprio quest'ultimo fattore a indurre la persona con dismicrobismo intestinale a consultare il farmacista.

Qualità della vita a rischio
Va ribadito, infatti, che una caratteristica dei disturbi intestinali è sì quella di manifestarsi con diverse modalità e di influire in modo rilevante su funzioni fisiologiche (come la digestione e la motilità del tubo enterico), ma è anche quella di incidere negativamente sul normale svolgimento delle attività della vita quotidiana. Inoltre, se pure le cause primarie di tali disturbi possono essere molteplici, l'aspetto però che deve essere sempre valutato con attenzione è il dismicrobismo, in quanto può essere al tempo stesso causa ed effetto dei problemi lamentati, così come elemento di innesco e insieme fattore di mantenimento nel tempo degli stessi.

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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico

 
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