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Formazione

03 Dicembre 2020

Malattie da raffreddamento, opzione terapeutica a disposizione di farmacista e medico


Avere a disposizione un'opzione terapeutica in più nel trattamento delle malattie da raffreddamento - la cui incidenza aumenta notevolmente nel periodo autunnale e invernale -costituisce senza dubbio un vantaggio per gli operatori sanitari in prima linea nella gestione di queste patologie (come i medici di medicina generale e i farmacisti) i quali devono far fronte alle necessità e alle richieste di un gran numero di pazienti.
«Nella stagione fredda (da fine ottobre a inizio gennaio, soprattutto), i consulti e le visite per sintomi da malattie da raffreddamento presso lo studio di un medico di medicina generale assommano a circa il 50/60% del numero degli accessi, cioè un paziente su due che si presenta ha problemi di questa natura» afferma Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie). «Il consulto avviene solitamente tramite telefonata, con richiesta di un appuntamento per recarsi in studio, perché le persone in genere sono molto preoccupate. L'afflusso di pazienti giornaliero in questi periodi può anche raddoppiare. I motivi di richiesta di una visita sono vari: innanzitutto le forme respiratorie sono fastidiose, che siano alte (riniti, faringiti o più raramente sinusiti, tonsilliti -rare negli adulti) sia che siano basse (bronchiti o polmoniti) oppure forme influenzali (o malattia respiratoria acuta) che danno febbre e dolori muscolari e ossei».

Una volta inquadrato il paziente sotto il profilo diagnostico, prosegue Brignoli, «riguardo al tema dell'influenza la prima cosa che suggeriamo alla popolazione a rischio è la vaccinazione (in particolare negli anziani, in cui la profilassi è molto efficace). In caso di infezione si offrono consigli comportamentali (riposo di una settimana dall'attività lavorativa, alimentazione adeguata, evitamento del freddo) e, per i disturbi, farmaci sintomatici: per febbre e dolori è efficace il paracetamolo (e un'adeguata idratazione) oppure l'acido acetilsalicilico o gli antinfiammatori non steroidei; nel caso di secrezioni si possono considerare i mucolitici - in forma sia di sciroppo, sia bustine, sia di pastiglie - che possono migliorare l'aspetto respiratorio sia nasale che delle prime vie aeree. Inoltre, come terapia adiuvante, sono efficaci prodotti locali per il naso chiuso, specie nei bambini». Esistono però cose che occorre non fare, ammonisce Brignoli «come utilizzare indiscriminatamente gli antibiotici quando siamo di fronte a un problema virale: se anche i sintomi possono essere simili sotto il criterio clinico, nel periodo dell'influenza (malattia invernale respiratoria, con molti altri pazienti con gli stessi sintomi) per porre la diagnosi usiamo il criterio epidemiologico».

«Sicuramente i prodotti per la gestione dei sintomi correlati al raffreddamento hanno una crescita esponenziale nel periodo compreso da settembre a marzo» dichiara Rachele Aspesi, farmacista, vicepresidente dell'Ordine dei Farmacisti di Varese. «L'aumento dei prodotti riguarda la ricerca sia di rimedi per la fase acuta, quando cioè il soggetto manifesta il sintomo (soprattutto mucolitici), sia per la gestione di altri sintomi come il mal di gola, o associati alle infezioni delle prime vie aeree (quindi il raffreddamento, il sintomo del naso chiuso, la sensazione di cerchio alla testa correlata eventualmente a una condizione di sinusite con aumento di muco nella zona frontale), se non per febbre o sintomi influenzali o parainfluenzali, con dolori ossei o malessere generalizzato. Da notare, di recente, anche un aumentata richiesta di prodotti preventivi, basati su vitamine specifiche (come la vit.C) o pool di immunostimolanti atti a proteggere dall'attacco sia batterico che virale». Normalmente, in farmacia, il paziente tende a richiedere prodotti per uso locale oppure sistemico, spiega Aspesi. «Con la richiesta di prodotti per uso locale, specifica la farmacista «certamente il paziente cerca qualcosa che garantisca un'eliminazione del sintomo nella maniera più veloce possibile, come uno spray boccale ad azione locale con azione antinfiammatoria e anestetica, o magari caramelle gola con azione emolliente nel cavo orale da usare più volte nell'arco della giornata, spray nasali (sicuramente i più richiesti quando si ha il sintomo da raffreddamento, con naso chiuso e quindi difficoltà nel dormire) mentre più raramente viene richiesto l'aerosol, più impegnativo per la necessità dell'apparecchio e il tempo necessario all'utilizzo».

Anche per i prodotti per uso sistemico, quindi per bocca e mirati ad alleviare la causa di questi sintomi, continua Aspesi, «è richiesto ciò che è di più immediato utilizzo e che risolva rapidamente il sintomo: principalmente sciroppi in monodose giornaliera o antipiretici (come il paracetamolo in formulazione orosolubile)». In tutti i casi, nel counseling il primo passaggio è l'ascolto, sottolinea. «Occorre far parlare il paziente in modo che possa esprimere al meglio la propria problematica. A quel punto occorre riproporre al paziente la sintomatologia, ossia ripetergli quanto ha esposto ponendo domande di conferma. Quindi il farmacista si focalizza sul sintomo o il problema maggiore (catarro, muco, raffreddore, tosse persistente, mal di gola) e identifica il 'target', verificando l'età del paziente (se è un soggetto pediatrico o una persona anziana) e la presenza di condizioni particolari (come una gravidanza) o patologiche per possibili interazioni farmacologiche (ipertensione, in cui sono da usare con attenzione i decongestionanti, o diabete, in cui può essere controindicato uno sciroppo zuccherino). Da appurare infine la compliance (problemi di deglutizione o con il sapore di un prodotto, verifica di una via di somministrazione preferita) e a quel punto si può fare del cross selling con integrazione naturale o fitoterapica o omeopatica, anche per evitare che il problema si ripresenti» conclude Aspesi.

Da quanto riportano Brignoli e Aspesi c'è la conferma che, nella stagione fredda, si ha da parte dei pazienti uno spiccato aumento delle richieste, rispettivamente, di visite e prodotti per sintomi correlati al raffreddore, dovuto principalmente al rhinovirus. Un'infezione, come detto, che causa molti disagi: non solo per i disturbi fastidiosi nei pazienti affetti ma, come accennato, per l'impatto socio-economico e, non ultimo, per la possibilità di sovraffollamenti nelle sale d'attesa degli ambulatori medici, eventualità che attualmente andrebbe evitata. Per tutti questi motivi è da accogliere con interesse uno spray orale (vantaggioso rispetto a uno nasale), basato sulla protezione viscosa della mucosa orofaringea, in grado di proteggere la mucosa stessa dal legame del rhinovirus e quindi dall'infezione. L'elevata efficacia preventiva evidenziata negli studi rafforza l'importanza della disponibilità di un dispositivo medico che non si limita a trattare i sintomi del raffreddore, ma a frenare sul nascere l'insorgenza della patologia.

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