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Formazione

20 Maggio 2020

Opzioni di scelta dei vaccini antinfluenzali: i vantaggi dei vaccini altamente differenziati


L'influenza stagionale colpisce ogni anno milioni di persone in Italia e nel mondo, in particolare nei soggetti anziani o con condizioni di rischio sottostanti può causare l'insorgere di complicanze, a volte anche fatali. Pertanto, data la possibile co-circolazione di virus influenzali e Sars-CoV2 durante la prossima stagione invernale, sarà di fondamentale importanza effettuare la vaccinazione antinfluenzale, in particolare per le categorie più fragili, le stesse che sono state maggiormente colpite dal Coronavirus.

Per proteggere il più efficacemente possibile tutte le fasce di popolazione, è necessario considerare che il ventaglio dei vaccini antinfluenzali è aumentato nel tempo: i vaccini attualmente disponibili non sono tutti uguali e sempre più fonti autorevoli sottolineano l'importanza di scegliere il vaccino più adeguato in relazione all'età e alla condizione di salute della popolazione da vaccinare.
A partire dalla stagione vaccinale 2018-19 le indicazioni fornite annualmente dal Ministero della Salute includono una sezione dedicata alle opzioni per la scelta del vaccino. Per la popolazione pediatrica (6 mesi-9 anni) e nella popolazione adolescente (9-17 anni) considerato il maggior impatto dei ceppi B su queste fascia d'età, viene raccomandato l'uso preferenziale del vaccino quadrivalente.
A partire dai 9 anni di età, è possibile utilizzare anche il nuovo vaccino quadrivalente prodotto su coltura cellulare.
Nella fascia di popolazione compresa fra i 18 e i 64 anni viene raccomandato l'impiego di un vaccino sub unità o split trivalente o quadrivalente con una preferenza per la formulazione quadrivalente (incluso il nuovo quadrivalente prodotto su coltura cellulare) negli operatori sanitari, negli addetti all'assistenza e negli adulti affetti da patologie croniche.
Per gli ultrasessantacinquenni, è possibile utilizzare tutte le tipologie di vaccino trivalente (adiuvato e non) e quadrivalente. Inoltre, la circolare riporta che "dato il peso della malattia influenzale da virus A (H3N2) nei grandi anziani (75+) e l'evidenza di una migliore efficacia in questo gruppo di età, si prevede che, in questa categoria, la formulazione adiuvata del vaccino trivalente dovrebbe fornire una protezione superiore rispetto al vaccino non adiuvato trivalente e quadrivalente". Infatti, l'efficacia del vaccino antinfluenzale tende a essere più bassa nelle persone a partire dai 65 anni, a causa del declino del sistema immunitario correlato all'età, che riduce la capacità dell'organismo di produrre una risposta al vaccino sufficientemente protettiva.

Anche l'innovazione tecnologica influenza i criteri di scelta del vaccino più appropriato. Dallo scorso anno infatti, è disponibile uno strumento innovativo per la lotta all'influenza che si propone di offrire una protezione ancora più significativa grazie alla tecnologia di produzione su coltura cellulare. Il metodo di produzione tradizionale dei vaccini antinfluenzali prevede la crescita su uova embrionate di pollo. Questo metodo parte dal riassortimento fra i ceppi selezionati dall'OMS e i ceppi «master» ad alto rendimento, che nelle uova embrionate crescono bene. Si tratta di un processo standardizzato e sicuro, che presenta però alcuni limiti: per crescere e replicarsi in questo sistema, infatti, alcuni virus - in particolare i ceppi A (H3N2) - possono andare incontro a mutazioni adattative e indurre l'organismo a produrre anticorpi meno efficaci verso i ceppi circolanti.

I mismatch antigenici fra i ceppi vaccinali e quelli circolanti sono frequenti e possono essere determinati dal drift naturale ma anche dalle mutazioni che i ceppi subiscono durante la crescita nelle uova embrionate di pollo. Queste mutazioni dette "egg-adaptive" migliorano la capacità del virus di replicarsi all'interno delle uova, ma possono determinare una minor capacità neutralizzante degli anticorpi prodotti in risposta al vaccino, condizionando negativamente la risposta al virus selvaggio circolante nell'ambiente.
L'efficacia dei vaccini può essere migliorata eliminando le mutazioni egg-adaptive, ovvero la necessità di adattamento dei virus influenzali alla crescita nelle uova.

Per superare questo problema sono stati messi a punto e sono disponibili da qualche anno, vaccini di nuova generazione prodotti utilizzando ceppi virali propagati esclusivamente su coltura cellulare che consentono di evitare la comparsa di mutazioni adattative tipiche della crescita nelle uova.

I vantaggi di questa tipologia di produzione sono molteplici: evitando i passaggi nelle uova, l'antigenicità del virus non risulta alterata, inoltre si ha un migliore match con i ceppi circolanti. Il sistema di produzione chiuso (con bioreattori) riduce drasticamente il rischio di contaminazione ed evita l'utilizzo di antibiotici e il processo produttivo è facilmente riproducibile su larga scala, altamente controllabile e standardizzato. Infine, particolarmente utile nel caso ci sia necessità di ampliare a vaste fasce di popolazione la vaccinazione antinfluenzale, offre la possibilità di soddisfare una maggior richiesta di vaccini antinfluenzale evitando le tempistiche di approvvigionamento di grandi volumi di uova da produzioni certificate e garantite.

Messo a punto da Seqirus, azienda del gruppo australiano CSL Limited, leader nella prevenzione dell'influenza, il nuovo vaccino quadrivalente realizzato con tecniche di coltura cellulare è il primo ad essere stato approvato in Europa ed è stato inserito nella circolare ministeriale per il controllo e la prevenzione dell'influenza a partire dalla stagione 2019-2020.

Fonti:
Vaccines (Basel) 2018; 6 (2): 1-14.
Expert Opin Biol Ther 2018; 18 (1): 1-5.
Eur J Pharm Biopharm 2015; 94: 251-63
Future Microbiol 2011; 6 (2): 143-52.
Circolare Ministeriale - Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020


Articoli realizzati con il contributo non condizionato di SEQIRUS - A CSL Company

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