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Integratori alimentari

01 Luglio 2024

Vitamina D. Il dosaggio non è standard: misurare carenza per modulare integrazione. La Consensus Statement on Vitamin D

In caso di ipovitaminosi D è necessario misurare i valori circolanti di Vitamina D per impostare la terapia più adatta: non esiste una terapia standard, la supplementazione va modulata in base alla severità. Le indicazioni del Consensus Statement on Vitamin D

di Redazione Farmacista33


Vitamina D. Il dosaggio non è standard: misurare carenza per modulare integrazione. La Consensus Statement on Vitamin D

Misurare i valori circolanti di Vitamina D è fondamentale per effettuare correttamente la diagnosi di carenza (ipovitaminosi) e impostare la terapia più adatta poiché non esiste una terapia standard in caso di ipovitaminosi D e la supplementazione va modulata in base alla severità. Lo afferma Andrea Giustina, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all'Università Vita-Salute San Raffaele e primario dell'Unità di Endocrinologia all'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano che ha coordinato la Consensus Conference che ha prodotto documento di consenso “Consensus Statement on Vitamin D Status Assessment and Supplementation: Whys, Whens, and Hows” che raccoglie le raccomandazioni cliniche aggiornate su perché, quando e come misurare e integrare la Vitamina D. 

Conclusioni da sesta International Conference on Controversies in Vitamin D
Il lavoro, riporta una nota stampa, riassume le conclusioni della sesta International Conference on Controversies in Vitamin D, che si è tenuta nell'autunno 2022 a Firenze “La pubblicazione – spiega Giustina - è il frutto del grande impegno e delle grandi competenze di uno straordinario gruppo di lavoro durante e dopo l'ultima Consensus Conference. Amalgamare i diversi punti di vista e le variegate esperienze, per trovare un consenso su tematiche dibattute e sintetizzare gli esiti di un confronto che ha toccato moltissimi aspetti, è stato un lavoro lungo ma di grande soddisfazione, facilitato da tutti i componenti del gruppo, consapevoli di doversi impegnare in modo coeso per il bene dei nostri pazienti, e il risultato che abbiamo ottenuto è di massima autorevolezza”.

Perché, quando e come valutare stato/carenza della Vitamina D
“È fondamentale misurare i valori circolanti di Vitamina D (più precisamente di 25-idrossivitamina D (25-(OH)D)). Questo permette di effettuare correttamente la diagnosi di ipovitaminosi D e di impostarne la terapia più adatta – spiega Giustina – poiché non esiste una terapia standard in caso di ipovitaminosi D: la supplementazione va modulata in base alla severità della carenza. Il dosaggio della Vitamina D è raccomandato in tutte le categorie a rischio deficit, un elenco piuttosto lungo che sicuramente include chi ha l'osteoporosi, gli anziani, chi è sovrappeso o obeso e chi fa uso di farmaci o ha malattie che riducono l'assorbimento della Vitamina D. Sul "come" misurarla il consenso clinico è ampio, cioè attraverso i livelli ematici della 25-idrossivitamina D. Più controversa la definizione dei livelli desiderabili. Sostanzialmente, 20 ng/mL e 12 ng/mL rappresentano le soglie al di sotto delle quali si parla rispettivamente di carenza e di carenza severa nella popolazione generale. Ma in caso di patologie preesistenti, come l'osteoporosi, la soglia sale a 30 ng/mL”.

Quando e come integrare la Vitamina D
“La supplementazione di Vitamina D – continua Giustina – è necessaria quando l'organismo non ne produce a sufficienza, per tenere sotto controllo i rischi di tipo scheletrico ed extrascheletrico che l'ipovitaminosi D comporta, considerando, inoltre, che non stiamo parlando di una vitamina in senso stretto, ma di un ormone, e che dunque non basta una dieta equilibrata per soddisfarne il fabbisogno. È lo specialista che cura la prescrizione e il follow-up della terapia, fino al raggiungimento dei valori ottimali di Vitamina D. La forma più utilizzata di Vitamina D, nella supplementazione orale, è il colecalciferolo, la molecola sintetizzata dalla pelle con l'esposizione ai raggi solari. Ci sono poi condizioni specifiche, quali l'insufficienza renale ed epatica, in cui forme più attive di Vitamina D (calcifediolo e calcitriolo) possono essere maggiormente indicate. E situazioni nelle quali è preferibile la somministrazione parenterale (chirurgia bariatrica associata a malassorbimento per via orale)».

Il prossimo appuntamento per un nuovo confronto di opinioni su misurazione e integrazione della Vitamina D è a Roma, dal 1° al 4 settembre 2024. «Il pregio di queste Consensus internazionali sta proprio nella capacità di tenere costantemente aggiornate le linee guida e raccomandazioni che ne derivano, integrando le evidenze che progressivamente vengono prodotte in seno alla comunità scientifica internazionale, in modo da fornire ai clinici, ai pazienti, alle Istituzioni e alle Autorità regolatorie un punto di riferimento costante, equilibrato e autorevole”, conclude Giustina.

https://academic.oup.com/edrv/advance-article/doi/10.1210/endrev/bnae009/7659127 

TAG: INTEGRATORI ALIMENTARI, CARENZA DI VITAMINA D, 25 IDROSSIVITAMINA D (25OH-D) 1

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