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19 Maggio 2023

Alluvione Emilia-Romagna, farmacie danneggiate cercano di riaprire. Attivate task force locali di medici


In Emilia-Romagna, l'allerta è ancora rossa, il servizio farmaceutico che in alcune zone è molto difficoltoso. Attivate task force locali di medici di famiglia

In Emilia-Romagna, dove l'allerta è ancora rossa, l'emergenza è totale e i danni causati del maltempo che si è abbattuto sulla Regione in questi giorni sono elevatissimi ci sono danni nelle strade, con comuni isolati diverse decine le farmacie allagate e impossibilitate a riprendere il servizio, soprattutto nella zona di Faenza, Forlì-Cesena e Ravenna, dove possibile stanno cercando di riaprire. A riportare la situazione sul territorio colpito dall'alluvione è Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia-Romagna. Ancora allerta rossa in Emilia-Romagna per il maltempo. Sul territorio si sono attivate locali task force di medici di famiglia per assistere malati cronici ed esigenze particolari di salute.


Farmacie invase dal fango. Servizio farmaceutico molto difficile

Nella Regione sale a 14 il bilancio dei morti, e ci sarebbero ancora dispersi. Gli sfollati sono oltre 10mila. Evacuate intere frazioni a Ravenna e danni per miliardi di euro. Il governo, si apprende dalle agenzie, chiederà di attivare il Fondo di solidarietà europeo e il Cdm - previsto per il 23 maggio - e dichiarerà lo stato di calamità. A causa delle pioggia insistente oltre 20 fiumi sono esondati, 280 le frane e oltre 400 le strade interrotte. A causa del maltempo c'è allerta arancione in Lombardia e gialla in Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Piemonte e Toscana.

Le criticità, "hanno colpito buona parte del territorio emiliano-romagnolo - spiega Gallina Toschi in un'intervista rilasciata all'house organ di Federfarma, - con particolare riferimento alla Romagna, dove la situazione è più drammatica, all'appennino emiliano e alla bassa bolognese. L'emergenza è totale e i danni sono elevatissimi. L'acqua ristagna e ha allagato tutte le vallate - prosegue - e anche se non piove, i fiumi stanno esondando, quindi abbiamo molte farmacie invase dal fango, alcune proprio sott'acqua, con il servizio farmaceutico che in alcune zone è molto difficoltoso". C'è inoltre un problema di frane in zone dell'appennino dove "più che alle farmacie, ci sono danni nelle strade, con comuni isolati e difficoltà dei collaboratori di raggiungere il posto di lavoro. Federfarma - sottolinea - sta monitorando la situazione, dando assistenza, e abbiamo attivato la polizza catastrofi. Le farmacie che non hanno avuto danni stanno cercando di compensare, qualcuna è riuscita ad aprire, qualcuna avrà bisogno di più tempo, ma c'è grande determinazione, grande voglia di ripartire nel più breve tempo possibile. Tanta solidarietà è arrivata anche dai colleghi di altre Regioni, che ringraziamo. Ora si tratta di sperare nel bel tempo e di ripartire".


Distribuzione intermedia: Dpc interrotta. Ogni operazione è ancora difficile


Colpita anche la distribuzione intermedia: "L'acqua è entrata anche nel nostro magazzino di Anzola dell'Emilia, nel bolognese, in alcuni punti superando anche i 20 cm. Tutto è successo nell'arco di pochissimo tempo, ma siamo riusciti a intervenire immediatamente per chiudere il collegamento elettrico. La Protezione civile poi ci ha fatto sgomberare la struttura che fino a ieri non è stata più agibile - racconta a Farmacista33 Marco Mariani, direttore generale di Farmacentro. - Abbiamo lavorato tutta la notte per pulire dall'acqua e dal fango e ieri mattina siamo potuti tornare a utilizzare il magazzino, anche se i danni ci sono stati. Nel frangente, abbiamo dirottato gli ordini sui poli di Perugia e Jesi per due giorni, garantendo comunque il servizio alle farmacie socie. La Dpc purtroppo ha dovuto essere interrotta perché è legata al singolo magazzino. Ma ci sono ancora grossi problemi di viabilità, molte strade sono chiuse o bloccate, il traffico è rallentato, ogni operazione è ancora difficile".


Medici di famiglia: attivata task force "modello Faenza"

Anche da parte dei medici di base si sono attivate iniziative di assistenza in particolare per pazienti cronici e con esigenze speciali di salute. La risposta è partita da Faenza, comune tra i più colpiti dall'alluvione dove i medici di famiglia hanno creato una sorta di "task force" in grado di dare di risposta rapida capace di operare di concerto con il distretto sanitario di competenza e con il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale della Protezione civile. Ribattezzato sul campo come "modello Faenza", nasce dall'iniziativa di cinque medici di medicina generale, costretti a chiudere il proprio ambulatorio perché inagibile, visto che la struttura nel quale si trova è stata invasa dall'acqua.

In un'intervista alle agenzie stampa Elena Bazzocchi, una delle dottoresse coinvolte spiega che quando la situazione ha "iniziato ben presto ad andare male, i siamo subito resi conto che non potevamo semplicemente chiudere e aspettare il sereno. Abbiamo deciso di ritrovarci al primo punto di raccolta messo in piedi dal Coc (Centro Operativo Comunale, ndr.) della Protezione Civile e lì abbiamo cercato di dare una risposta alle richieste di salute di quanti erano in arrivo. Ci siamo adoperati per assicurare la prescrizione e la distribuzione, seppur minima, di farmaci necessari per la sera stessa e la mattinata successiva". L'esperienza è stata immediatamente replicata e in breve tempo, i medici di medicina generale sono riusciti a riattivare quella che si configura come un'assistenza territoriale di "ordinaria emergenza", in accordo con l'ASL di competenza.

"Il miglior esempio di come la medicina generale, subordinata solo alla scelta fiduciaria del paziente, sia in grado di offrire risposte di salute efficaci e di adattarsi ad ogni possibile scenario, anche il più drammatico", è il commento del segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti.

TAG: PIANO D'EMERGENZA, FEDERFARMA EMILIA ROMAGNA, GRANDI EMERGENZE, FARMACISTI E EMERGENZE

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