veterinaria
21 Gennaio 2026Il Governo intende intervenire sui costi dei farmaci veterinari per renderli economicamente sostenibili. In zootecnia, grazie alla ricetta veterinaria elettronica, l’Italia ha già ridotto del 46% i consumi di antibiotici, in linea con gli obiettivi europei di contrasto all’antimicrobico-resistenza

Il costo dei farmaci veterinari, in particolare di alcuni principi attivi che risultano sensibilmente più cari rispetto agli equivalenti per uso umano, è al centro dell’attenzione del Governo. A ribadirlo è il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che intervenendo sul tema, all’evento ‘Antimicrobico-resistenza: evidenze scientifiche, sostenibilità del SSN e nuovi modelli di sanità territoriale’, organizzato da Fenagifar e tenutosi oggi al Ministero della Salute, ha assicurato l’impegno dell’esecutivo a rendere economicamente sostenibili le cure per gli animali, sia da compagnia sia da allevamento.
“Il nostro Governo intende intervenire, ma l’abbiamo già fatto per la FIP, autorizzando il rendez-vous e quindi facendo in modo che i gatti si potessero salvare”, citando l’autorizzazione all’impiego di remdesivir in deroga per la peritonite infettiva felina. Sulla sostenibilità economica delle terapie veterinarie, Gemmato ha aggiunto che “l’ultimo step oggi è quello di poter compendiare economicamente, quindi rendere sostenibile, il lavoro dei nostri animali”, sottolineando come si tratti di un impegno che l’esecutivo “può e deve prendere”. Diverse misure, ha aggiunto, sono già state adottate, ma ora è necessario dare maggiore organicità all’insieme degli interventi, così da costruire una strategia strutturata sul fronte dei farmaci veterinari.
Il sottosegretario ha anche toccato il tema dell’uso degli antibiotici nella filiera zootecnica, osservando come negli ultimi anni abbia compiuto “passi avanti importanti” sul fronte dell’uso appropriato dei medicinali. Gli antibiotici veterinari, ha chiarito, non vengono acquistati nelle farmacie territoriali ma attraverso depositi dedicati, all’interno di un sistema che prevede sempre un meccanismo di tracciamento. Proprio grazie a questi strumenti, e in particolare alla ricetta veterinaria elettronica, l’Italia ha registrato un dato che il sottosegretario ha definito positivo: una riduzione del 46% dell’utilizzo di antibiotici nella filiera zootecnica. Un risultato in linea con gli obiettivi del progetto europeo “Farm to Fork”, ai quali il Paese ha aderito puntualmente. La tracciabilità elettronica dell’uso dei farmaci veterinari, ha concluso Gemmato, “contribuisce anche a ridurre il rischio legato all’antibiotico-resistenza”, tema strettamente connesso alla salute umana oltre che animale, dal momento che gli antibiotici possono essere assunti non solo direttamente, ma anche indirettamente attraverso la catena alimentare.
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