Formazione
30 Settembre 2022
Nonostante la documentata efficacia di Paxlovid nel prevenire l'evoluzione della malattia verso forme severe di COVID-19, questo farmaco è largamente sottoutilizzato nel nostro Paese. Se nelle prime settimane successive alla sua introduzione si poteva pensare che parte delle difficoltà fossero riconducibili al fatto che inizialmente la sua prescrizione era riservata unicamente ai medici operanti nelle strutture riconosciute dalle regioni, dallo scorso aprile Paxlovid può essere prescritto direttamente dal medico di medicina generale. Questa figura professionale si trova nella posizione migliore per individuare tempestivamente i pazienti in cui il farmaco potrebbe essere indicato, sia perché viene subito a conoscenza della positivizzazione del tampone, sia perché conosce in maniera dettagliata il profilo clinico dei propri pazienti. Eppure, anche dopo la determina AIFA che ha esteso la possibilità di prescrivere Paxlovid da parte dei medici di medicina generale le prescrizioni non hanno subito particolare variazioni. Fanno fede i report Aifa sull'uso degli antivirali che fotografano l'impiego di questi farmaci nelle diverse settimane. Di fatto la percentuale di pazienti in cui è stato prescritto Paxlovid non ha mai superato il 4 per mille dei pazienti infettatisi. Per esempio, nella settimana dal 6 al 12 aprile (precedente la "liberalizzazione" della prescrizione ai medici di famiglia) il numero di pazienti trattati è stato pari allo 0,32% (1), mentre nell'ultima settimana di cui sono disponibili i dati, quella dal 15 al 21 settembre, la percentuale si è attestata allo 0,28% (2). Per confronto, nella stessa settimana la prescrizione di molnupiravir era allo 0,32% (ma era dello 0,51% nella seconda settimana di aprile, fatto un po' sorprendente se si considera che le linee guida NIH ne raccomandano l'uso solo quando non siano disponibili né Paxlovid, né remdesivir), mentre i dati relativi a remdesivir riferiti alla settimana dal 14 al 20 settembre indicano uno 0,22%. Complessivamente, dunque, si può dire che, considerati tutti insieme, gli antivirali vengono impiegati in non più dell'un per cento dei pazienti, un numero enormemente inferiore a quello dei pazienti in cui sarebbero indicati.
Articolo tratto dallo Speciale Covid e Antivirali
Bibliografia
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