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22 Agosto 2023

Alimentazione. Miele: antitussivo e cardioprotettivo. Ecco gli studi

Dagli effetti a livello cardiometabolico e antitussivo alla protezione contro le infezioni, fino alla più rapida guarigione delle ferite. Tanti i benefici per chi consuma regolarmente miele raccolti in una review

di Sabina Mastrangelo


Alimentazione. Miele: antitussivo e cardioprotettivo. Ecco gli studi

Il miele può ridurre i livelli di trigliceridi e colesterolo, sia totale che LDL, e aumentare i livelli di quello HDL, prevenendo malattie cardiovascolari. Inoltre, consumare miele in modo regolare può ridurre la gravità delle mucositi e la frequenza e la gravità della tosse e migliorare la guarigione delle ferite. A mostrarlo è una review pubblicata su Nutrients e da un team dell’Università di Granada, in Spagna, coordinato da Marta Palma-Morales.  

Il miele, un prodotto naturale che varia in base alla provenienza geografica

 Il miele è un prodotto naturale delle api da miele, Apis mellifera, che ha componenti con elevata diversità in base alla provenienza geografica. In generale, comunque, il miele è composto principalmente di diversi zuccheri, per l’80-85%, acqua, per il 15-17%, e proteine, per lo 0,10 e lo 0,40%. Tuttavia, la composizione del miele comprende anche acidi organici, enzimi, minerali, composti fenolici e vitamine che contribuiscono alle sue proprietà. Il consumo di miele è stato correlato a effetti antiinfiammatori, antiossidanti, antivirali e antibatterici, che hanno portato a un aumento nella popolarità di questo cibo. I benefici di questo prodotto naturale sono ascrivibili all’alto contenuto di fenoli e di acidi fenolici come l’acido gallico, l’acido vanillico, l’acido mandelico, l’acido cinnamico e l’acido rosmarinico. Il miele, in più, contiene flavonoidi come luteolina, quercetina e miricetina.  

Proprietà del miele a livello cardiometabolico

 Per avere un quadro complessivo degli effetti benefici del miele sull’uomo, i ricercatori spagnoli hanno preso in considerazione 48 studi clinici, per un totale di 3.655 persone di età media pari a 30 anni. Gli studi prendevano in considerazione diversi tipi di miele, assunti sia per via orale che utilizzati per via topica, non combinati con altre sostanze. Questi prodotti sono stati valutati, quindi, rispetto ad outcome anticancro, cardiovascolare, antimicrobico, antidiabetico, antivirale, antiossidante e antiobesità. Dall’analisi è emerso che tra gli adulti, un consumo di 70 grammi al giorno per un mese di miele naturale, non sottoposto a processi industriali, riduce i livelli di trigliceridi, di colesterolo totale, del colesterolo LDL e di glucosio a digiuno e aumenta i livelli di colesterolo HDL, rispetto al saccarosio. Tra le persone con obesità, inoltre, consumare miele in modo regolare porta agli stessi risultati a livello di colesterolo e trigliceridi e in più determinerebbe una riduzione dei livelli di proteina C-reattiva, di peso corporeo, di grasso corporeo e di indice di massa corporea.  

Altri benefici del miele: riduzione della candida orale e del tasso alcolico

 In base alla provenienza del miele, questo prodotto ha altri benefici. Una varietà di miele della regione del delta del fiume Niger, per esempio, ha mostrato di ridurre i tassi di alcool nel sangue e il tempo e la misura di intossicazione da questa sostanza, ma può anche aumentare la pressione sanguigna e i livelli di trigliceridi. Gli sciacqui della bocca con il miele, invece, possono ridurre la colonizzazione di Candida, la secchezza orale e la disfagia. Il miele, poi, può aumentare la conta di neutrofili e trombociti e i livelli di emoglobina tra i pazienti con neutropenia. Tra i bambini con leucemia linfoblastica acuta, 2,50 grammi/Kg due volte a settimana di miele hanno ridotto gli episodi di neutropenia, il numero di ricoveri, la durata del ricovero e migliorato i livelli di emoglobina. Infine, l’utilizzo di miele può ridurre la frequenza e la gravità della tosse, migliorando la qualità del sonno, e il tempo di recupero da gastroenteriti batteriche e migliorare la guarigione delle ferite.

Bibliografia:
Nutrients (2023) doi: 10.3390/nu15133056

TAG: CARDIOLOGIA, TOSSE, NUTRIZIONE

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