Medicina
21 Febbraio 2024 L’anemia da carenza di ferro può colpire anche bambini e adolescenti. È importante saperla riconoscere e cosa fare per trattarla

L’anemia da carenza di ferro è una patologia che non colpisce solo gli adulti, ma possono soffrirne anche i bambini e gli adolescenti. È fondamentale, quindi, poterla identificare precocemente per poi fornire un intervento e un trattamento personalizzato dove possono essere necessari non solo farmaci e integratori, ma anche un cambiamento dello stile di vita. Ecco, quindi, alcune informazioni utili su cause, sintomi e possibili trattamenti, per il farmacista e i genitori su come affrontare l’anemia da carenza di ferro nei bambini.
Anemia da carenza di ferro può portare a ritardi nello sviluppo motorio e cognitivo
L’anemia da carenza di ferro, come ha condiviso nel manuale la Federazione farmaceutica internazionale (FIP) “Iron deficiency anaemia: Managing symptoms and supporting self-care A handbook for pharmacists” (Farmacista33 14 febbraio) è caratterizzata da alcuni sintomi come stanchezza frequente, minore energia rispetto ai bambini completamente sani, pelle pallida, mancanza di respiro, battito cardiaco veloce. Altri sintomi che possono essere osservati sono: ritardi nello sviluppo motorio e cognitivo e disturbi dell'umore. Nella popolazione pediatrica la concentrazione di emoglobina per cui viene diagnosticata l’anemia è:
• Neonati e bambini piccoli (0,5-5 anni): <11 g/dl
• Bambini (5-12 anni): <11,5 g/dl
• Adolescenti femmine (>12 anni): <12 g/dl
• Adolescenti maschi (12 anni): <13 g/dl
Le cause dell’anemia possono insorgere anche durante la gravidanza
Le possibili cause di anemia pediatrica possono essere diverse. Per quanto riguarda i neonati ci possono essere fattori di rischio specifici: ad esempio neonati di madri con carenza di ferro, condizione che può aumentare il rischio di sottopeso già durante la gestazione; basso peso alla nascita o prematurità; donne che hanno avuto gravidanze multiple; introduzione precoce del latte vaccino (che può ostacolare l'assorbimento del ferro); allattamento esclusivo oltre i sei mesi di età senza integrazione di ferro per neonati. I bambini di età inferiore ai cinque anni, invece, sono vulnerabili all'anemia da carenza di ferro a causa della loro rapida crescita e sviluppo che richiede un aumento di ferro e spesso anche la scarsa varietà alimentare. Negli adolescenti maschi e femmine c’è un rischio più elevato di anemia a causa di un regime alimentare povero di ferro, maggiore suscettibilità a infezioni parassitarie come malaria e vermi, presenza di mestruazioni abbondanti, disturbi gastrointestinali, e attività sportive estreme.
Integratori e modifiche della dieta, ecco come trattare l’anemia
Per correggere l’anemia da carenza di ferro sono disponibili diverse scelte di trattamento che si abbinano a una modifica del regime alimentare in modo da aumentare l'assunzione di ferro da fonti diverse. Informare, quindi, i genitori riguardo l’anemia da carenza di ferro è un punto fondamentale per far in modo che la gestione della patologia e dei trattamenti siano corretti. In questo, il farmacista può essere un punto di riferimento.
Trattamenti farmacologici e integratori
In particolare, nel momento in cui i bambini iniziano ad assumere integratori o farmaci a base di ferro è bene ricordare ai genitori possono presentarsi feci scure e stitichezza. Invece, per prevenire le macchie ai denti, prendere in considerazione l'uso di una cannuccia quando il bambino assume ferro per via orale e suggerire di lavare i denti dopo il consumo.
E se si presentano eventuali problemi legati alla compliance al trattamento, farlo presente al medico perché la non-compliance è la ragione principale del fallimento del trattamento.
È bene, poi, continuare la supplementazione di ferro per almeno tre mesi dopo la correzione dell'anemia per ricostituire le riserve di ferro, monitorando i livelli di emoglobina e ferritina. Per i bambini con anemia grave è necessario pianificare dei follow-up regolari.
Alimentazione
Si consiglia, poi, l'allattamento esclusivo nei primi sei mesi, e i cibi solidi che vengono dati dopo i sei mesi dovrebbero essere ricchi di ferro, zinco, fosforo, magnesio, calcio e vitamina B6. Per neonati e bambini piccoli, le misure per prevenire la carenza di ferro includono: evitare il latte vaccino sotto i 12 mesi, soprattutto se inserito troppo precocemente perché può ostacolare l’assorbimento di ferro, e limitarlo a meno di 500 ml al giorno per i bambini oltre l’anno di età; iniziare la supplementazione di ferro a quattro-sei mesi di età nei neonati allattati al seno poiché il latte materno contiene ferro altamente biodisponibile ma in quantità non sufficienti per soddisfare le esigenze dei neonati di età superiore ai quattro-sei mesi; utilizzare un latte in polvere arricchito di ferro quando non si allatta al seno. Una volta raggiunto l’anno i neonati dovrebbero essere sottoposti a screening per anemia da carenza di ferro. Per quanto riguarda la dieta nei bimbi più grandi, è bene incoraggiarli a mangiare cibi ricchi di ferro. Per qualunque dubbio sull’alimentazione, è bene rivolgersi a professionisti specializzati come un dietologo per una consulenza personalizzata.
Per saperne di più:
https://www.fip.org/file/5751
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