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28 Maggio 2024Fornire informazioni sull'epilessia e sull’efficacia delle terapie e dare indicazioni sulla gestione di promemoria sono due aspetti su cui può puntare il farmacista per migliorare l'aderenza alla terapia

Attraverso la consulenza diretta tramite incontri di persona o su piattaforme digitali, i farmacisti possono intervenire efficacemente nel migliorare l’aderenza alla terapia farmacologica tra le persone con epilessia. È quanto osserva una review pubblicata sul Journal of Preventive Medicine & Public Health, curata da un gruppo indonesiano coordinato da Iin Ernawati, dell’Università Gadjah Mada di Yogyakarta. Secondo gli autori, in particolare, a fare la differenza sono le informazioni sulla condizione, in particolare su sintomi, fattori scatenanti delle crisi e farmaci.
L’epilessia: cause molteplici
L'epilessia è un disturbo neurologico caratterizzato dalla comparsa di crisi epilettiche ricorrenti, causate da un’eccessiva attività neuronale nel cervello, che può essere attribuita a molti fattori come trauma cranico, ictus o disturbi metabolici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 50 milioni di persone nel mondo soffrono di epilessia. Tuttavia, il 70% di queste può vivere una vita libera da crisi se adeguatamente diagnosticato e trattato, anche se la prevalenza del fallimento del trattamento ha un’incidenza del 29%.
Ad oggi, la bassa aderenza ai farmaci nelle persone con epilessia è ancora una delle principali cause di crisi incontrollate e può rappresentare un rischio per le recidive, oltre che essere associata ad una maggiore incidenza di ricoveri ospedalieri e ad un impatto sui costi della malattia.
Il trattamento dell’epilessia
La terapia antiepilettica è complessa e può richiedere l’assunzione anche di più farmaci. Come altre terapie farmacologiche, l’uso degli antiepilettici può essere accompagnato da effetti collaterali e interazioni tra farmaci, con conseguente mancanza di aderenza da parte delle persone con epilessia, in particolare di quelle con una conoscenza limitata della malattia e del suo trattamento. Il ruolo dei farmacisti, così, diventa essenziale in termini di formazione e consulenza, andando a migliorare la qualità di vita dei pazienti, tanto che una delle strategie dell’American Epilepsy Society (AES) per la gestione della malattia neurologica prevede l’affiancamento del farmacista ad altri operatori sanitari.
Cosa può fare il farmacista
Tra gli interventi che il farmacista può fornire vi è la distribuzione di materiale informativo, per esempio in forma di volantini e brochure, utile soprattutto per i bambini che soffrono di epilessia. Inoltre, il farmacista può agire su interventi comportamentali, dando indicazioni su come gestire i promemoria sui farmaci, per migliorare ulteriormente l’aderenza ai medicinali e il controllo delle crisi.
Nel complesso, dunque, gli interventi dei farmacisti hanno un ruolo cruciale nell’ottimizzare i risultati terapeutici, attraverso una maggiore conoscenza dell’autogestione, della percezione della malattia e dell’efficacia dei farmaci antiepilettici nel controllo delle crisi e nel miglioramento, in ultimo, della qualità di vita.
J Prev Med (2024); doi: 10.3961/jpmph.23.592
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