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30 Ottobre 2024

Farmacisti in audizione. Mandelli: accelerare su semplificazioni del nostro lavoro

Il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, in audizione in Commissione bicamerale d'inchiesta sull'emergenza Covid ha fatto un appello al Parlamento a far proseguire l’iter dei provvedimenti sulla semplificazione del lavoro dei farmacisti e dei medici

di Redazione Farmacista33


andrea mandelli audizione covid

In pandemia i farmacisti hanno risposto in modo concreto ai bisogni di salute del paese, con un impegno oggi riconosciuto e certificato da tutte le agenzie di sondaggi più importanti e che ha portato al conferimento della medaglia d’oro al “merito della sanità pubblica” nell’aprile 2023. Lo ha ricordato il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, nel corso dell'audizione in Commissione bicamerale d'inchiesta sull'emergenza Covid segnalata dalla Federazione durante la quale ha fatto un appello al Parlamento a far proseguire l’iter dei provvedimenti fermi in Camera e Senato sulla semplificazione del lavoro dei farmacisti e dei medici.

Impegno dei farmacisti in pandemia

Mandelli ha ricordato che uno dei primi interventi è stato l’installazione di barriere protettive in plexiglass nelle farmacie, una misura che inizialmente ha suscitato perplessità ma che si è rivelata fondamentale per la sicurezza di professionisti e cittadini. Inoltre, è stato rapidamente diffuso un decalogo con indicazioni operative per garantire la sicurezza durante il servizio. Per ridurre il rischio di contagio, sono stati sospesi i tirocini curriculari obbligatori per gli studenti di farmacia. I farmacisti hanno anche sviluppato procedure per la produzione galenica di gel disinfettanti, rispondendo alla carenza del prodotto sul mercato e offrendo un’alternativa a prezzi calmierati. Un altro aspetto cruciale è stato il ruolo delle farmacie nella gestione dei Green Pass, rilasciati dopo l’effettuazione dei tamponi e la somministrazione e conservazione dei vaccini a temperature estremamente basse.

Infine, la dematerializzazione delle ricette mediche, che ha permesso di gestire le prescrizioni in modo più efficiente, riducendo il rischio di contagi e facilitando l’accesso ai farmaci. Mandelli ha sottolineato come questo insieme di attività abbia evidenziato l’importanza della funzione pubblica delle farmacie italiane, che hanno risposto all’emergenza pandemica, rafforzando il rapporto di fiducia con i cittadini.

“È evidente che la Federazione degli Ordini aveva già cominciato un'evoluzione della nostra figura professionale, affiancando alla tradizionale funzione di dispensatori di farmaco una funzione nuova, quella che noi avevamo descritto già come la farmacia dei servizi. Ora si parla di prossimità, ma il concetto è il medesimo. Avevamo già letto la necessità di cambiare la nostra modalità di essere professionisti. E, nel momento in cui ci è stato chiesto di fare molto di più noi l'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto con grande prontezza”.

“Dopo il Covid, quello che rimane è la percezione, certificata da tutte le agenzie di sondaggi più importanti, l'ultima Ipsos, del farmacista come figura particolarmente fondamentale per il cittadino, tant'è che secondo Ipsos il 93% degli italiani ha un farmacista di riferimento. Un dato di cui non si può non tenere conto e sui cui non si può non ragionare”.

Accelerare sulle semplificazioni e ricetta elettronica

In chiusura di audizione Mandelli ha fatto un appello al Parlamento: “Abbiamo provvedimenti in Camera e Senato sulla semplificazione del nostro lavoro e di quello dei medici (n. 1640 e n. 1184). Prevedono una serie di semplificazioni che possono rendere più facile il lavoro nostro e dei medici e sono pienamente concordati con la Federazione dei Medici. Non hanno costi e sono semplificazioni che riflettono la realtà che stiamo vivendo”. 

Testa diagnostici in farmacia: c’è differenza tra esito di un test e referto

E infine ha voluto chiarire sull’uso dei test diagnostici in farmacie: “I Point of care test sono una realtà su cui in tutto il mondo ci si confronta ed è evidente che c’è una confusione di fondo tra dare un esito di un test e fare un referto. Il referto lo fa il laboratorista, ma dare l’esito con un numero è tutto un altro ragionamento. La Fofi sta facendo una campagna per l’utilizzo delle farmacie della PCR che è un esame col sangue capillare che ti restituisce un dato: se hai un’infezione virale o batterica e quindi prendi o non prendi l’antibiotico. Sarebbe una risposta straordinaria, la prima in Europa contro l’antibiotico resistenza”.

TAG: ANDREA MANDELLI, COVID-19, FOFI, FARMACISTI

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