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14 Gennaio 2025Sull’isola di Linosa a fine 2024 ha chiuso l’unica farmacia presente e i farmaci, ora, devono essere spediti da Lampedusa. IL sindaco ha chiesto all’Ordine un sostituto

A Linosa, una delle più piccole e remote isole italiane di circa 400 abitanti, a metà strada tra la Sicilia e la Tunisia, ha chiuso l’unica farmacia presente e i farmaci, ora, devono essere spediti da Lampedusa, distante 42 chilometri, e il loro arrivo dipende dalle condizioni del mare, spesso avverse. L’ultima consegna, riporta l’edizione siciliana di La Repubblica, è stata possibile solo grazie all’intervento straordinario della Guardia Costiera, sollecitata dal Comune di Lampedusa e Linosa.
La chiusura della farmacia, formalizzata per problemi di salute della titolare aggrava una situazione già precaria in quanto sull’isola non ci sono medici specialisti, e il medico di base è presente solo due giorni a settimana. Nei restanti giorni, i residenti devono affidarsi alla Guardia Medica, un servizio che dovrebbe supportare, non sostituire, il medico di base.
Secondo il medico “le autorità dovrebbero mobilitarsi per far riaprire subito la farmacia sull’isola. Adesso – spiega in un’intervista al quotidiano - ho fornito tutti i farmaci necessari per le terapie croniche con una copertura di due mesi, ma è periodo di influenze e il problema sarà reperire i farmaci da banco”.
La sanità è il punto critico di un’isola dove anche l’approvvigionamento di beni essenziali come cibo, ossigeno e vaccini può interrompersi per giorni, lasciando i residenti in uno stato di emergenza permanente. Durante l’estate, il prefetto di Agrigento aveva incontrato i cittadini per discutere delle carenze, ma la situazione rimane immutata. A fine dicembre l’assessorato alla Salute del Comune ha chiesto all’azienda sanitaria provinciale di Agrigento di trovare una soluzione, spiegando che la chiusura «equivale al rischio concreto di privare la popolazione di farmaci anche salvavita». Mentre le autorità locali lavorano per aprire una nuova farmacia, i tempi sono incerti.
Intanto, i linosani continuano a vivere in una condizione di isolamento e precarietà, che mette a rischio il loro diritto alla salute. Il sindaco, Filippo Mannino ha segnalato il problema della chiusura della farmacia all’Ordine e alla Regione: “Speriamo che si risolva presto con un sostituto per la farmacista. Cerchiamo di rispondere alle esgienze dei cittadini con tutte le difficoltà del caso, ora si tratta di rispondere a un diritto primario, la salute. Nell’attesa i farmaci continueranno a viaggiare”.
La storia di Linosa è un monito sul valore della continuità assistenziale, anche nei luoghi più remoti, e sul ruolo cruciale delle farmacie come presidio sanitario di prossimità.
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