infezioni
21 Gennaio 2025L'influenza aviaria continua a destare preoccupazione a livello internazionale. La situazione è in evoluzione in diverse regioni del mondo, con implicazioni sanitarie ed economiche rilevanti. I casi in Italia

Resta alta la soglia di attenzione sulla diffusione dell'influenza aviaria (virus A/H5N1) una sfida sanitaria globale, con focolai registrati in Europa, Asia e Nord America. In Italia, il Veneto è la regione più colpita, con un nuovo focolaio che ha coinvolto un allevamento avicolo. Nel frattempo, il primo caso italiano in un gatto solleva interrogativi sulla trasmissione ad altre specie, anche se il rischio per l'uomo e gli animali domestici urbani resta molto basso. Le autorità sanitarie lavorano per contenere il virus e valutano l'introduzione di vaccini, mentre si intensifica il coordinamento internazionale per affrontare l'emergenza.
In Italia, il Veneto ha superato la Lombardia per numero di focolai accertati, raggiungendo quota 24 rispetto ai 23 lombardi. Un recente episodio a Vigasio, nel Veronese, ha coinvolto un allevamento di 800.000 galline ovaiole, portando il totale nazionale a 53 focolai. I dati, presentati da Confagricoltura Veneto durante un incontro a Padova, mostrano l'impatto economico significativo dell'epidemia, che ha comportato l'abbattimento di milioni di capi e l'istituzione delle Zone di ulteriore restrizione (Zur).
Calogero Terregino, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, ha evidenziato un fenomeno preoccupante: "Il virus si sta modificando, adattandosi a nuove specie e ambienti, come ibis e aironi, e colpendo aree tradizionalmente meno esposte come il Trevigiano. Questo richiede una revisione delle misure di biosicurezza e pone l’opportunità di introdurre vaccini, attualmente in sperimentazione tra Italia e Olanda". Il Ministero della Salute sta lavorando per aggiornare le strategie di controllo, con un incontro previsto a Roma per discutere l’adozione di vaccini di nuova generazione.
L'Italia ha inoltre segnalato il primo caso di infezione in un gatto, diagnosticato a Valsamoggia, in provincia di Bologna. Pierluigi Viale, professore di Malattie infettive all’Università di Bologna, invita alla calma: "I gatti sono già descritti dalla letteratura scientifica come animali pronti a contrarre la bird flu, ma si tratta principalmente di randagi in contesti rurali. Per i gatti domestici in città, il rischio è trascurabile".
Per gli animali domestici, l'Istituto Superiore di Sanità raccomanda di evitare contatti con uccelli selvatici, soprattutto in aree a rischio, e di non alimentarli con carne cruda o visceri di provenienza non controllata. Giovanni Tosi, dell’Istituto Zooprofilattico di Forlì, ha ribadito: "Il rischio di infezione per l’uomo e gli animali domestici è estremamente basso, legato esclusivamente a un contatto stretto e prolungato con volatili infetti".
In Germania, a Norimberga, è stato chiuso lo zoo Tiergarten per un focolaio di influenza aviaria. La scoperta di tre cicogne morte positive al virus H5N1 ha portato alla quarantena dello zoo e della filiale agricola Gut Mittelbüg. Successivi test hanno confermato la presenza del virus anche in due pellicani asintomatici. Non è stata registrata nessuna trasmissione a mammiferi. Le autorità hanno adottato misure rigorose: sorveglianza degli uccelli, protocolli igienici per il personale e suddivisione dello zoo in unità di malattia. Lo zoo, che ospita 45 specie di uccelli, ha scelto un approccio precauzionale, mantenendo chiuso anche il santuario di cicogne e rapaci. La chiusura segue di pochi giorni quella dello zoo di Berlino per un focolaio di afta epizootica, evidenziando l’urgenza di piani epidemici rigorosi nei parchi zoologici.
In Cambogia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha segnalato il decesso di un uomo di 28 anni, contagiato dal virus A/H5N1 mentre lavorava in un allevamento infetto. I sintomi sono comparsi all’inizio di gennaio, ma il peggioramento rapido ha portato al decesso il 10 gennaio. Questo caso si aggiunge a un bilancio drammatico: dal 2023 al 2024, l’Oms ha registrato 954 infezioni umane in 24 Paesi, di cui 464 fatali.
Negli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Agricoltura della Georgia ha confermato il primo caso di aviaria in un allevamento commerciale nello stato, situato nella contea di Elbert. L’epidemia, iniziata nel 2022, ha già coinvolto quasi 650 allevamenti e circa 130 milioni di volatili. La Georgia, principale produttore di pollame del Paese, ha immediatamente imposto misure di quarantena su un raggio di 10 chilometri e vietato fiere avicole.
"Si tratta di una minaccia seria per la nostra industria e per i mezzi di sussistenza di migliaia di lavoratori - ha dichiarato il commissario agricolo Tyler Harper. - Cresce l'attenzione anche per gli animali da compagnia, specie gatti e cani. La Food and Drug Administration ha invitato i produttori di alimenti per cani e gatti, che utilizzano materie prime crude o non pastorizzate derivate da pollame o bovini, a rinnovare i piani di sicurezza alimentare inserendo controlli indirizzati specificamente al virus dell'influenza aviaria, considerato ormai un "pericolo noto o ragionevolmente prevedibile".
Nei giorni scorsi, i Centers for Disease Control and Prevention hanno chiesto ai medici e ai laboratori di sottoporre a test i pazienti con sospetta influenza, accelerando gli approfondimenti diagnostici in caso di campioni positivi a virus di tipo A per verificare la presenza dell'agente dell'aviaria H5N1. Un processo che dovrebbe essere ancora più veloce e rigoroso in caso di pazienti ricoverati. Proprio dai test per l'influenza nella scorsa settimana è emerso un nuovo caso di aviaria in un bambino in California, che porta a 38 la conta dei contagi nello stato e a 67 quelli nazionali.
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