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11 Marzo 2025Il vaccino è l’unico mezzo efficace contro il morbillo, mentre la vitamina A può mitigare alcune complicazioni nei bambini malnutriti, ma non previene l’infezione. La Fnomceo e l’Istituto superiore di sanità chiariscono così alcune dichiarazioni del neoeletto responsabile della sanità degli Stati Uniti

L’unico modo efficace per proteggersi dal morbillo è il vaccino mentre la carenza di vitamina A può aumentare il rischio di complicazioni gravi, soprattutto nei bambini malnutriti. Ma assumere vitamina A quando si è sani non riduce il rischio di contrarre il morbillo, può essere invece utile per mitigare alcuni effetti della malattia nei soggetti vulnerabili o malnutriti. Con queste affermazioni la Fnomceo e l’Istituto superiore di sanità chiariscono alcuni aspetti facilmente equivocabili delle dichiarazioni del responsabile della sanità degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., appena nominato dal governo Trump, sulla vitamina A.
La vitamina A, o retinolo, è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario, della vista e delle mucose. Si assume attraverso l'alimentazione, sia direttamente da fonti animali come fegato, latticini e uova, sia sotto forma di carotenoidi presenti in alimenti vegetali come carote, spinaci e patate dolci. La Federazione dei medici chiarisce che la vitamina A non può prevenire il contagio da morbillo, la sua carenza è riconosciuta come un fattore di rischio per lo sviluppo di complicazioni gravi, specialmente nei bambini malnutriti: “Il vaccino è l’unico strumento in grado di prevenire il morbillo”. Tuttavia, esiste un tema di malnutrizione nei Paesi a basso e medio reddito dove la carenza di vitamina A può aumentare la gravità del morbillo e il rischio di complicazioni, specialmente nei bambini. Questo accade, ad esempio, in Asia, dove l’alimentazione è spesso povera di questa vitamina. Anche in Europa, alcune comunità svantaggiate possono essere a rischio.
Anche l’Iss ricorda che “una carenza di vitamina A può aumentare il rischio di andare incontro a complicanze gravi una volta che si è contratta l’infezione e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda la somministrazione di vitamina A a tutti i bambini con morbillo che abitano in aree dove il deficit di vitamina A è un problema riconosciuto.
Il vaccino resta il mezzo più sicuro ed efficace per proteggersi dal morbillo. Le due dosi raccomandate garantiscono una protezione del 97%.
Il deficit di vitamina A, quindi, è un fattore di rischio per le complicazioni del morbillo ma l’integrazione in persone sane non offre protezione contro il morbillo.
Tuttavia, ricorda Fnomceo, l’efficacia di questa misura è ancora dibattuta: Una revisione Cochrane non ha trovato prove di una riduzione della mortalità nei bambini trattati con vitamina A, tranne nei casi di bambini molto piccoli (sotto i due anni), per i quali si è osservato un lieve beneficio. Uno studio italiano del 2021, condotto su bambini ospedalizzati per morbillo a Napoli, non ha mostrato miglioramenti nei soggetti trattati rispetto al gruppo di controllo. L’OMS continua a raccomandarne l’uso per prevenire il rischio di cecità nei bambini con carenza di vitamina A, piuttosto che per il trattamento del morbillo in sé.
Il basso costo e la semplicità della somministrazione fanno sì che la vitamina A venga ancora prescritta nei Paesi a rischio. Anche il “Red Book” dell’American Academy of Pediatrics e la Società Italiana di Pediatria ne raccomandano l’uso nei bambini ricoverati per morbillo. Tuttavia, è bene sottolineare che l’integrazione di vitamina A non previene la malattia e non sostituisce il vaccino.
Dosi eccessive di vitamina A possono avere effetti indesiderati, come nausea, vertigini e tossicità epatica; quindi, devono essere assunte solo sotto controllo medico.
Fonti:
https://dottoremaeveroche.it/vitamina-a-protegge-dal-morbillo/
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