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25 Marzo 2025Secondo quanto riportato da alcuni ricercatori cinesi sulla rivista Nature, un nuovo antibiotico sperimentale, con principio attivo denominato mandimicina, sarebbe in grado di eliminare alcune pericolose micosi resistenti ai farmaci

Un team di ricercatori della China Pharmaceutical University ha scoperto che un antibiotico sperimentale, denominato mandimicina, è efficace contro un’ampia gamma di patogeni fungini multiresistenti (MDR) , inclusi Candida auris, Cryptococcus neoformans e Aspergillus fumigatus.. La ricerca è stata pubblicata su Nature
Gli antibiotici sono generalmente inefficaci contro le micosi; tuttavia, a differenza di quelli convenzionali, la mandimicina agisce sulla membrana lipidica che racchiude il fungo, interrompendo i suoi processi fisiologici e aggirando i meccanismi di resistenza. Questo antibiotico appartiene alla famiglia dei macrolidi polienici, noti per la loro potente attività antifungina. Tuttavia, ciò che distingue la mandimicina dagli altri antibiotici di questa classe è il suo meccanismo d'azione unico: mentre i tradizionali antifungini, come l'amfotericina B, bersagliano l'ergosterolo nelle membrane cellulari fungine, la mandimicina si lega a vari fosfolipidi presenti nelle membrane cellulari dei funghi. Questo legame provoca il rilascio di ioni essenziali dalle cellule fungine, portando alla loro morte.
Gli studi hanno dimostrato che la mandimicina ha un'attività fungicida robusta e ad ampio spettro contro numerosi patogeni fungini MDR, inclusi Candida auris, Cryptococcus neoformans e Aspergillus fumigatus. Questi patogeni sono noti per la loro resistenza ai trattamenti antifungini convenzionali, rendendo la scoperta della mandimicina particolarmente significativa. Inoltre, la mandimicina ha mostrato la capacità di eludere la resistenza, un problema comune con molti antibiotici esistenti.
Uno degli aspetti più promettenti della mandimicina è la sua tossicità ridotta. Rispetto all'amfotericina B, ha dimostrato una minore tossicità renale e una maggiore solubilità in acqua, il che potrebbe tradursi in un minor rischio di effetti collaterali per i pazienti, rendendola una scelta più sicura per il trattamento delle infezioni fungine.
La mandimicina ha evidenziato la sua efficacia in vari modelli in vivo di infezioni fungine, inclusi modelli di infezioni sistemiche, dei tessuti molli e cutanee. In studi su topi, ha ridotto significativamente il carico fungino nei principali organi infetti, migliorando i tassi di sopravvivenza senza causare danni renali significativi.
Questa scoperta rappresenta un importante avanzamento nella ricerca di nuovi agenti antimicrobici con modalità d'azione distinte. Il suo meccanismo unico e la sua efficacia contro i patogeni MDR offrono una promettente via per lo sviluppo di nuove terapie antifungine. Ulteriori studi saranno necessari per valutare la potenziale efficacia e sicurezza della mandimicina in contesti clinici, ma i risultati finora sono estremamente incoraggianti. Un commento pubblicato insieme al rapporto ha definito la mandimicina "un probabile tesoro di informazioni utilizzabili nella battaglia contro le micosi resistenti ai farmaci".
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