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18 Giugno 2025Presentato a Roma in conferenza stampa il rapporto del Centro Studi Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) dal titolo “Spesa per beni e servizi sanitari: il finanziamento da sempre ibrido del sistema salute

Oltre 25 miliardi di euro l’anno, più della metà dell’intera spesa sanitaria privata in Italia, finiscono in cure non garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. A trainare questa spesa sono soprattutto due voci: i farmaci non rimborsabili e le cure odontoiatriche. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Centro Studi Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) dal titolo “Spesa per beni e servizi sanitari: il finanziamento da sempre ibrido del sistema salute”, presentato a Roma in conferenza stampa.
Nel dettaglio, il 33,5% della spesa privata – pari a circa 15 miliardi di euro – è destinato all’acquisto di farmaci e presidi medici che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza. A questa cifra si somma il 21% circa per le cure dentistiche, vale a dire altri 10 miliardi. Da soli, farmaci e dentista assorbono oltre il 54% della spesa sanitaria privata complessiva. È un dato strutturale, che si conferma anno dopo anno, e che testimonia quanto questi bisogni di cura siano sostenuti direttamente dalle famiglie, senza possibilità di rimborso da parte del sistema pubblico.
“Le famiglie italiane – osserva Aiop – continuano da anni a sostenere in prima persona gran parte dei costi sanitari non coperti dal SSN, ma non è una fuga dalla sanità pubblica”. Una precisazione che trova eco anche nelle parole del presidente Aiop, Gabriele Pellissero: “Una parte consistente di queste prestazioni nasce anche da scelte individuali di consumo, come la preferenza per un professionista specifico. In altri casi, è dettato da trattamenti innovativi ancora esclusi dai Livelli essenziali di assistenza”.
La spesa sanitaria privata complessiva nel 2023 si è attestata a 45,9 miliardi di euro, pari al 26% del totale. Di questa cifra, oltre 25 miliardi riguardano prestazioni completamente extra-Lea – come farmaci e cure odontoiatriche – mentre altri 4,1 miliardi coprono la quota a carico dell’utente per prestazioni parzialmente garantite (come nella Long Term Care). Complessivamente, circa il 60% della spesa privata sanitaria non è riconducibile ai Lea. I restanti 17,7 miliardi circa coprono prestazioni comprese nei Livelli Essenziali, inclusi i ticket.
Altro dato centrale del rapporto è la stabilità della spesa privata in rapporto al Pil: pur crescendo in termini assoluti, questa voce resta da anni ancorata attorno al 2% del Prodotto interno lordo. Nel 2024, sottolinea Aiop, si è registrato “il livello più contenuto degli ultimi 15 anni”, con un lieve calo al di sotto di questa soglia. “La spesa privata – ha spiegato Pellissero – va di pari passo al potere d'acquisto delle famiglie: cresce quando cresce il Pil, da cui la stabilità del rapporto spesa privata/Pil nel tempo”.
Tra il 2019 e il 2024, la spesa sanitaria pubblica è aumentata del 20,4%, quella privata dell’11,9%. Ma in entrambi i casi l’incremento è stato più lento rispetto alla crescita del Pil. “Rispetto al Pil – evidenzia Aiop – la spesa pubblica riporta nel 2023 uno dei valori più bassi di sempre, anche se lievemente in ripresa nel 2024”.
La conclusione è netta: “Non c'è alcuna compensazione tra la spesa delle famiglie e il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, ma al contrario la spesa privata non riesce a compensare la riduzione degli spazi della tutela pubblica”. In altre parole, non si può chiedere ai bilanci familiari di colmare le lacune di un sistema pubblico in affanno. Ma i dati dimostrano che farmaci e dentista sono ormai diventati una voce fissa – e in larga parte inevitabile – nei bilanci sanitari dei cittadini italiani.
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