Ecm
01 Agosto 2025Il punto sul triennio ECM 2023-2025 e gli obblighi formativi per la copertura assicurative. Modifica al Manuale ECM snellisce le procedure per corsi. Giovanni Zorgno ragioniamo su una profonda riforma del sistema crediti che valorizzi l’autoformazione quotidiana dei farmacisti

Il triennio 2023-2025 della formazione ECM volge verso i mesi finali, i dati sono ancora provvisori, poiché i provider hanno tempo per trasmettere i crediti, ma si registrano spostamenti di crediti da anni precedenti, segno di una crescente consapevolezza da parte dei farmacisti sull’importanza dell’obbligo formativo in funzione delle coperture assicurative. Tra gli strumenti per favorire la certificazione dei professionisti, oltre ai crediti compensativi e bonus, va segnalata un recente modifica al Manuale ECM che eliminando l’obbligo di ripetere interamente i corsi FAD in caso di errore nel test finale alleggerisce le procedure. A fare il punto con Farmacista33 è Giovanni Zorgno, coordinatore del Comitato di Garanzia della Commissione nazionale Ecm.
“I dati attualmente disponibili sul triennio in corso non possono essere considerati significativi, perché i provider hanno a disposizione 90 giorni dalla conclusione degli eventi per trasmettere i crediti al Cogeaps. Si tratta quindi di dati provvisori ma osserviamo già un miglioramento grazie allo spostamento dei crediti relativi agli anni precedenti”.
Ma se da un lato la rilevazione è ancora incompleta, dall’altro gli Ordini professionali devono comunque lanciare messaggi chiari agli iscritti, in particolare sul rischio concreto di non essere in regola con l’assicurazione professionale vincolata all’adempimento del 70% dei crediti formativi.
La Fofi ha infatti inviato agli ordini le indicazioni per i farmacisti: “Gli Ordini hanno l'obbligo di vigilanza e quindi dobbiamo dare segnali agli iscritti, per stimolarli a proseguire sulla strada della formazione per vari motivi. Il primo è che è un obbligo deontologico ma anche morale perché il cittadino deve sempre avere di fronte un farmacista aggiornato e preparato. Ma non va dimenticato che si corre un rischio serio con le assicurazioni perché chi non raggiungerà nel triennio 2023-2025 il 70% del proprio obbligo formativo rischia di non avere copertura dalle assicurazioni su responsabilità verso terzi e questo è un grandissimo pericolo per i professionisti”.
Zorgno evidenzia anche il tema delle sanzioni disciplinari, che rendono necessario un richiamo costante alla responsabilità formativa. Ma qualcosa sembra muoversi: “Al momento i dati disponibili sul triennio 2023-2025 non sono ancora significativi, ma cominciamo a vedere segnali positivi. In particolare, si nota un incremento degli spostamenti di crediti da anni precedenti, il che indica che molti professionisti stanno iniziando a prendere sul serio l’obbligo formativo”.
Ma per la Federazione è in corso anche una riflessione sull’efficacia del sistema Ecm e sulle prospettive di modificarlo: “Riteniamo da sempre che il sistema ECM debba essere totalmente rivisitato e riformato completamente perché è un po' anacronistico. La dimostrazione è la poca affezione da parte di molti iscritti. I farmacisti come tutti gli altri operatori sanitari sono formati ma non sono in regola con le regole del sistema ECM. E l'abbiamo dimostrato durante la pandemia: se non fosse stato un esercito di professionisti sanitari formati e preparati non l'avremmo mai superata”.
Novità Ecm: chiarimenti della Commissione su crediti compensativi e bonus premio e recuperi
Il punto, secondo Zorgno, è che molti farmacisti si aggiornano ma lo fanno fuori dai percorsi accreditati: “La preparazione se la sceglie il farmacista in quello che gli interessa nella sua vita professionale. Purtroppo, spesso e volentieri l’Ecm come strutturato adesso, è una semplice raccolta di crediti. I farmacisti sono preparati, ma non sono in regola col sistema perché si preparano su argomenti che magari non sono accreditati ma che interessano per la propria professionalità”.
In quest’ottica, la strada da seguire passa da una revisione radicale del sistema, in particolare dando più valore alla formazione quotidiana svolta sul campo: “Io penso che bisognerebbe puntare di più sull’autoformazione, cioè quella che il farmacista fa quotidianamente in farmacia. Bisognerebbe premiare la formazione sul campo aumentando l'autoformazione. La percentuale di autoformazione oggi è fissata al 20%, ma si potrebbe portare al 60% al pari di tutte le altre tipologie di formazione individuale, quali attività di ricerca scientifica, tutoraggio individuale, attività di formazione individuale all’estero”.
Zorgno chiarisce che “l'autoformazione è anche quella che si fa realmente sul campo come imparare a utilizzare un macchinario nuovo, come un elettrocardiografo o un holter pressorio”.
Ma c’è anche un altro aspetto su cui intervenire: “Riteniamo che il rapporto che esiste ora tra ore di formazione e numero di crediti acquisiti, ovvero un credito per ogni ora di formazione sia svilente per dei professionisti sanitari e anacronistica, particolarmente in momento in cui scarseggiano i farmacisti e quelli professionalmente occupati sono oberati di lavoro come non mai. Al pari bisognerebbe aumentare l’autoformazione, come detto prima, che risulta essere spesso l’unica vera formazione indispensabile per affrontare la continua richiesta di salute dei cittadini”.
Zorgno infine segnala un recente intervento strutturale va in direzione di un alleggerimento delle procedure richiesto e ottenuto. Il 3 luglio scorso è stata approvata una delibera che modifica il paragrafo 4.10 del Manuale nazionale ECM, su richiesta della stessa Federazione:
“In questo paragrafo c’era un problema importante perché disponeva che ogni volta che in una FAD sbagli questionario, il test finale, dovevi ripetere tutto il materiale didattico vale a dire rifare la lezione. Alcuni corsi hanno una durata di 14-15 ore quindi se si sbaglia devo rifare tutto il corso. Stiamo parlando di professionisti e a volte un errore può essere una semplice svista; quindi, non aveva senso ‘punire’ facendo rifare tutto il corso. E questo vuole dire anche non allontanare i professionisti dalla formazione. Noi siamo più propensi alla premialità e la Federazione è sempre stata per incentivare la premialità e non certo il castigo e continuiamo ad andare verso quella direzione”.
Modifica paragrafo 4.10 del Manuale Nazionale di accreditamento eventi ECM
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