endometriosi
04 Novembre 2025Presentato il “Manifesto per il miglioramento del patient journey dell’endometriosi”, nell’ambito del progetto Endovision con clinici, istituzioni e associazioni di pazienti
Ridurre il ritardo diagnostico dell’endometriosi, garantire equità di accesso ai percorsi di cura e rafforzare un approccio multidisciplinare che includa anche supporto psicologico e riabilitativo: sono gli obiettivi centrali del “Manifesto per il miglioramento del patient journey dell’endometriosi”, presentato a Roma nel corso dell’evento “Endovision: accelerare la diagnosi e migliorare il futuro” realizzato da Edra con il contributo incondizionato di Gedeon Richter, alla presenza di clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti delle istituzioni. Il documento, elaborato da clinici, rappresentanti istituzionali e associazioni di pazienti, risponde alla necessità di promuovere una cultura della consapevolezza e di raccogliere dati epidemiologici affidabili, con l’intento di rendere i percorsi di presa in carico più tempestivi e omogenei sul territorio.
Il Manifesto nasce dall’esigenza di affrontare in modo sistemico l’endometriosi, una patologia cronica e invalidante che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia, ancora oggi segnata da un ritardo diagnostico che può superare i 10 anni, da un accesso disomogeneo alle cure e da un profondo impatto psicologico e sociale.
Tra i principali ambiti di intervento individuati dal documento vi sono il potenziamento della diagnosi precoce, attraverso la formazione dei ginecologi territoriali e dei medici di medicina generale, e la creazione di una rete nazionale di centri specialistici, omogeneamente distribuiti sul territorio.
Il Manifesto prevede inoltre l’introduzione dell’educazione sanitaria sull’endometriosi nelle scuole, per promuovere una cultura della consapevolezza e del riconoscimento dei sintomi, e il rafforzamento dell’approccio multidisciplinare, con l’inclusione del supporto psicologico e riabilitativo nei PDTA. Infine, il documento valorizza l’utilizzo di strumenti digitali per facilitare l’orientamento delle pazienti e raccogliere dati epidemiologici affidabili.
L’evento di presentazione si è aperto con i saluti istituzionali di Sara Terenzi, Dirigente Medico dell’ufficio 2 Prevenzione e Profilassi delle malattie trasmissibili – Direzione Generale delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, e di Vito Trojano, Presidente SIGO. È seguita una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di esperti di rilievo come Annamaria Colao, Luca Mencaglia, Silvia Vannuccini e Alessandra De Cicco Nardone.
Un momento centrale è stato dedicato alle associazioni di pazienti, che hanno contribuito in modo determinante alla stesura del Manifesto: Sonia Manente (Associazione Endometriosi FVG), Francesca Fasolino Forcione (A.L.I.C.E. Odv), Monica Santagostini (AENDO) e Vania Mento (La voce di una è la voce di tutte Odv). Le loro testimonianze hanno offerto una prospettiva concreta sul vissuto delle donne con endometriosi e sull’urgenza di rendere i percorsi di cura più equi, integrati e centrati sulla persona.
Endovision è un progetto nazionale dedicato all’endometriosi che ha l’obiettivo di migliorare il percorso diagnostico e terapeutico delle pazienti e di ridurre il ritardo diagnostico, ancora oggi spesso superiore ai dieci anni e ha rappresentato un punto di svolta culturale e istituzionale: un momento di ascolto e di proposta per tradurre le evidenze scientifiche e le esperienze delle pazienti in politiche sanitarie reali e misurabili.
“Endovision – ha dichiarato Maria Giovanna Labbate, Amministratrice Delegata di Gedeon Richter Italia – rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nell’endometriosi, uniti da una visione e da un obiettivo comuni: le pazienti, i clinici e le istituzioni. La nostra azienda, da sempre impegnata nello sviluppo di terapie innovative per la Salute della Donna, è orgogliosa di sostenere questa iniziativa che mira a percorsi di presa in carico più tempestivi, di qualità e accessibili in ogni regione. Perché ogni donna possa ricevere la cura che merita e preservare ciò che ha di più prezioso: il suo benessere e la sua fertilità”.
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