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03 Dicembre 2025A Roma, nella Giornata mondiale per la lotta all’Aids, FarmaCrea ha messo al centro il contributo del farmacista nella prevenzione dell’Hiv. Presentato il nuovo progetto di Fenagifar

Combattere stigma, paura e fake news e intercettare persone che non sanno di essere positive all’Hiv sono le strategie di prevenzione per la lotta all’Aids in cui il farmacista può svolgere un ruolo funzionale grazie a informazione, orientamento e counselling dei pazienti. Il tema è stato al centro della seconda edizione FarmaCrea che si è tenuta a Roma al MAXXI nella Giornata Mondiale per la lotta all’Aids.
Il format, ideato da MondoFarmacia, unisce rigore scientifico e arte, creatività e cultura, confermandosi un modello innovativo per raccontare la prevenzione in modo più vicino, umano e immediato. Al centro dell’evento il convegno “Malattie sessualmente trasmissibili: il ruolo del farmacista in prevenzione e terapia”, patrocinato dall’Ordine dei Farmacisti di Roma e moderato Antonino Annetta, consigliere provinciale dell’Ordine e introdotto dal presidente Giuseppe Guaglianone. Nel suo intervento Carla Bruschelli, medico e docente alla Sapienza, ha offerto una panoramica chiara sull’HPV e sui vantaggi della vaccinazione, sottolineando l’importanza di un’informazione semplice e capillare, mentre la ginecologa e divulgatrice digitale Monica Calcagni ha voluto ribadire la centralità dei vaccini e i rischi legati alla diffusione di fake news. Giusi Giupponi presidente dell’associazione Lila ha ricordato come la lotta all’Hiv passi anche dalla capacità di abbattere stigma, paura e silenzi.
Durante il convegno sono stati mostrati brevi video prodotti dai farmacisti della Commissione scientifica MondoFarmacia: pillole visive su PrEP, casi reali di farmacia, e un focus su FarmaEdu, il programma educativo dell’associazione rivolto alle scuole, che nel 2026 introdurrà un nuovo modulo dedicato alle malattie sessualmente trasmissibili.
Durante la serata è stato anche presentato da Vladimiro Grieco, presidente Fenagifar, un nuovo progetto integrato Fenagifar–MondoFarmacia dedicato alla prevenzione dell’HIV che prevede 3 direttrici: la comunicazione chiara e continua nelle farmacie, la formazione dedicata ai farmacisti per insegnare loro a parlare in modo competente e non giudicante e infine giornate, per ora locali e regionali, in cui la farmacia può diventare un vero e proprio punto di orientamento al test. Tra gli obiettivi dell’iniziativa anche quello di intercettare quella quota di popolazione – circa il 20% – che non sa di essere positiva all’Hiv.
Oltre al convegno, è stato presentato un percorso artistico che ha raccontato il corpo, la cura e la vulnerabilità con un linguaggio emotivo e immediato. La serata si è, infatti, aperta con la performance “Principio attivo” di Viola Pantano, su soggetto di Claudio Papetti, con il performer Lorenzo Caldarozzi: un flusso di coscienza che trasforma le parole in cura, invitando a riflettere sul potere del linguaggio contro stigma e silenzi. Exibart, rivista d’arte, ha dedicato un servizio a FarmaCrea, riconoscendone il merito di fare prevenzione anche attraverso arte e cultura, mettendo in dialogo discipline diverse.
Questi gli artisti e le opere presentate.
Claudio Papetti – “Опіка (Tutela)”. Video sul bombardamento delle farmacie in Ucraina, dove la distruzione dei luoghi di cura diventa metafora della fragilità della tutela in tempo di guerra. Un racconto visivo sul valore sociale della cura.
Mattia Viselli – “Possibilità alternative”. Video‐loop in quattro riquadri che esplorano gesti di protezione e guarigione. L’immagine diventa spazio d’azione, non semplice osservazione. Sperimentazione tra tecnologia, narrazione e terapia simbolica.
Massimo Scognamiglio – “Inside I’m free” e “C21 H23 NO5”. Figure sospese tra psiche e corpo, identità e trauma. Le tele di Scognamiglio trasformano strappi e memorie in materia viva, evocando fragilità e possibilità di rinascita.
Elena Ketra – “Utereyes”. Dalla riflessione di un utero sull’altro si crea un occhio che rappresenta simbolicamente il risveglio, la presa di coscienza. Il progetto artistico riguarda la libertà di scegliere delle donne, sia del proprio corpo che della propria sessualità. Un lavoro che intreccia estetica pop, empowerment femminile e cultura queer.
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