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oncologia

15 Dicembre 2025

Vaccinazione influenza e pneumococco, intervento del farmacista aumenta copertura nei pazienti oncologici

Uno studio che ha coinvolto medici, infermieri e farmacisti in un setting ambulatoriale evidenzia come il farmacista, adeguatamente formato, sia nella posizione ideale per migliorare l’accesso e l’adesione alle vaccinazioni nei pazienti in trattamento oncologico

di Sabina Mastrangelo


Vaccinazione influenza e pneumococco, intervento del farmacista aumenta copertura nei pazienti oncologici

Le basse coperture vaccinali contro influenza e pneumococco nei pazienti oncologici restano una criticità, nonostante il riconosciuto beneficio clinico. Un recente studio pubblicato sull’International Journal of Clinical Pharmacy evidenzia come l’estensione del ruolo del farmacista ospedaliero alla somministrazione delle vaccinazioni in ambito oncologico ambulatoriale sia considerata una soluzione praticabile e condivisa dai professionisti sanitari, a patto di superare ambiguità di responsabilità e limiti organizzativi. Lo studio, coordinato da Kristoffer Johnstone della James Cook University di Townsville, in Australia, dimostra l’opportunità di integrare i farmacisti in modo più completo nell’assistenza oncologica.

Pazienti oncologici tra terapie e basse coperture vaccinali

Le terapie antitumorali mettono a rischio di immunosoppressione i pazienti oncologici che possono, così, andare incontro più facilmente allo sviluppo di malattie prevenibili con la vaccinazione, come la malattia pneumococcica e l’influenza, e alle gravi conseguenze che queste infezioni possono causare, che vanno dal ricovero al decesso. 

Tra i fattori che contribuiscono alle basse coperture registrate tra i pazienti oncologici, vi sono la complessità dei programmi di trattamento, i problemi di sicurezza ed efficacia dei vaccini nei soggetti immunocompromessi e l’accesso limitato a servizi vaccinali adeguati. Un altro ostacolo fondamentale è la mancanza di chiarezza su chi sia responsabile delle vaccinazioni in ambito oncologico. Nel post-pandemia, però, i farmacisti hanno acquisito ruoli più ampi nei servizi di immunizzazione e questi professionisti potrebbero contribuire a colmare il divario che molti pazienti riscontrano nel sottoporsi a vaccinazione.

Il ruolo del farmacista, dalla sensibilizzazione alla somministrazione dei vaccini

Per approfondire cosa ne pensassero gli operatori sanitari in merito al ruolo del farmacista nella vaccinazione, il team ha intervistato 19 professionisti, di cui sei infermieri, sei medici e sette farmacisti. I partecipanti hanno evidenziato la necessità di migliorare l’erogazione dei vaccini, pur ritenendo che il servizio non faccia parte delle attività dell’oncologia ambulatoriale. Inoltre, gli operatori hanno riscontrato un’ambiguità di ruolo riguardo a quali medici siano responsabili del servizio, con gli specialisti che hanno riferito come la vaccinazione debba essere a carico dell’assistenza primaria.

In questo contesto si inserisce la figura del farmacista, la cui identità come vaccinatore è risultata essere fortemente legata al territorio, più che all’ospedale. Tuttavia, gli operatori coinvolti hanno osservato come i farmacisti clinici specializzati in oncologia possano ampliare il loro ruolo e fornire servizi di vaccinazione, oltre che educare i pazienti e contrastare l’esitazione vaccinale a livello ambulatoriale. E in questo senso, la comunicazione interprofessionale è emersa come essenziale per supportare il coordinamento dell’assistenza.

Il ruolo del farmacista di comunità

Anche i farmacisti di comunità possono avere un ruolo chiave, essendo spesso gli operatori sanitari più accessibili. In particolare, possono fornire vaccinazione senza appuntamento o comunque nei pressi del luogo di residenza dei pazienti, riducendo gli spostamenti per persone che già si sottopongono a trattamenti intensivi. I farmacisti di comunità, poi, possono identificare le esigenze vaccinali durante il ritiro delle prescrizioni di routine e offrire consulenza per affrontare i dubbi sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini. Colmando il divario tra l’assistenza oncologica specialistica, i farmacisti di comunità, insomma, possono contribuire a garantire vaccinazioni e ridurre le infezioni prevenibili in questa popolazione vulnerabile; un ruolo ancor più importante se si considera che un numero sempre maggiore di pazienti oncologici vive più a lungo.

Fonte: 

Johnstone K. et al., Int J Clin Pharm (2025); doi: 10.1007/s11096-025-01945-9

TAG: VACCINAZIONE, ANTINFLUENZALE, VACCINI PNEUMOCOCCICI

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