influenza
08 Gennaio 2026Nel Lazio, grazie a una copertura più elevata e al potenziamento del canale farmacia, il picco è stato raggiunto durante le festività con effetti mitigati. In Sicilia, dove è stato utilizzato poco più del 52% delle dosi acquistate, l’incidenza dell’influenza è la più alta a livello nazionale e cresce la pressione sui pronto soccorso

Il diverso andamento della campagna vaccinale antinfluenzale si riflette sull’intensità dell’epidemia nelle regioni. Nel Lazio il picco dell’influenza è stato raggiunto durante le festività natalizie in un contesto di copertura vaccinale più elevata, con 25 mila dosi somministrate in più rispetto allo scorso anno. In Sicilia, dove è stato utilizzato poco più del 52% delle dosi acquistate, l’incidenza influenzale è la più alta a livello nazionale, con una crescente pressione sui pronto soccorso.
Nel Lazio, stando a quanto riporta l’edizione di Roma di La Repubblica, il picco influenzale si è concentrato tra Natale ed Epifania, con un aumento degli accessi ospedalieri alla ripresa delle attività dopo le festività, ma in un quadro mitigato dalla maggiore adesione alla campagna vaccinale. Al 4 gennaio 2026 risultano 1,2 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale somministrate, con 25 mila dosi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Tra le misure adottate dalla Regione anche il potenziamento del canale farmacia, con un incremento delle dosi destinate alla rete che ha ricevuto 80mila dosi rispetto alle 60mila previste. Una scelta che, secondo Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, conferma “la centralità delle farmacie come presidio di prossimità e il loro ruolo nel garantire un accesso capillare alla vaccinazione antinfluenzale, soprattutto nelle fasi più critiche della stagione”.
In Sicilia il quadro appare più critico, con una copertura vaccinale parziale che si accompagna a un’intensa circolazione del virus influenzale.
Al 4 gennaio 2026 le dosi somministrate sono 655.384 su 1.254.500 acquistate, pari al 52,24%, mentre nella settimana 22-28 dicembre sono stati registrati 2.700 casi di influenza, in aumento rispetto ai 2.200 della settimana precedente, con un’incidenza di 20 casi per mille abitanti.
I dati mostrano anche forti differenze territoriali. Siracusa è la provincia con la percentuale più alta di dosi somministrate, pari a 66,6% (55.919 vaccinazioni), seguita da Enna con il 63,6% e Trapani con il 62,2%. Valori intermedi si registrano a Ragusa (56,4%), Agrigento (55,8%) e Palermo (52,2%), che resta la provincia con il maggior numero assoluto di dosi acquistate e somministrate. Più bassa la copertura in Caltanissetta (47,5%), Catania (46,8%) e soprattutto Messina, ferma al 42,2%.
Un andamento disomogeneo che, secondo Giacomo Scalzo dirigente generale del Dasoe - Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, contribuisce a spiegare l’elevata incidenza dell’influenza e la pressione sui pronto soccorso, accentuata nelle aree con minore adesione alla vaccinazione.
Secondo i dati del Dasoe, la maggior parte dei vaccini, 573.357, sono stati somministrati dai medici di base, mentre i pediatri sono ad oltre 30 mila dosi. Il dato più basso riguarda le farmacie, con 15.186 dosi, mentre altri operatori toccano quota 36.686. Secondo Scalzo l’aumento dei casi “era prevedibile e avrebbe avuto un rilievo minore con una maggiore adesione alla campagna vaccinale”, sottolineando come la crescita dell’incidenza tra adulti e anziani non vaccinati, spesso con patologie concomitanti, stia incidendo in modo diretto sugli accessi ospedalieri. Scalzo ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la sensibilizzazione verso anziani, pazienti cronici e bambini, ricordando che la mancata vaccinazione individuale può tradursi in ricadute collettive, soprattutto per le persone più fragili.
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