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05 Febbraio 2026La nuova Nota N01 sugli inibitori di pompa protonica limita l’uso prolungato a carico del Servizio sanitario nazionale e sposta il costo dei trattamenti di lungo periodo sugli assistiti. Medici di medicina generale e farmacisti segnalano possibili ricadute sui pazienti cronici

La nuova Nota N01 dell’Aifa sugli inibitori di pompa protonica, adottata per contenere la spesa del Servizio sanitario nazionale, comporterà per molti pazienti il pagamento integrale della terapia anche quando sussistono condizioni cliniche che richiedono una protezione gastrica. Sono le riflessioni emerse dalle interviste a medici e farmacisti di Belluno pubblicate dal Corriere delle Alpi.
Per alcune patologie i gastroprotettori come omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo, in varie formulazioni e dosaggi, inclusi nella Nota, vengono assunti per lunghi periodi o per tutta la vita. La nuova indicazione dell’Aifa raccomanda, per esempio per la malattia da reflusso gastroesofageo e l’ulcera peptica l’utilizzo nei casi più gravi per un massimo di otto settimane, al termine delle quali il paziente dovrà essere rivalutato.
Secondo Gianluca Rossi, medico di medicina generale e referente per Belluno dello Snami, la stretta sull’uso prolungato dei gastroprotettori rischi di penalizzare anche i pazienti che ne hanno una reale necessità clinica. “Con la nuova Nota tutti i gastroprotettori saranno a carico dell’assistito nell’assunzione a lungo termine. È un cambiamento rilevante – osserva – perché questi farmaci sono largamente prescritti e talvolta iper-prescritti, anche per medicina difensiva. L’obiettivo dichiarato è limitare le prescrizioni improprie, ma non si comprende perché vengano colpiti anche quei soggetti che necessitano di una protezione gastrica continuativa”.
Secondo Rossi, il problema riguarda in particolare alcune categorie di pazienti cronici. “Si pensi ai soggetti con reflusso legato a un’anomalia anatomica o ai pazienti cardiopatici che devono assumere per tutta la vita l’aspirina, farmaco che nel lungo periodo può danneggiare lo stomaco. Anche per questi pazienti la nuova Nota introduce limiti alla prescrivibilità nel lungo periodo. Di fatto, molti saranno costretti a sostenere direttamente il costo della terapia”.
Anche dal fronte dei farmacisti emerge una lettura legata all’andamento della spesa. Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, sottolinea che i gastroprotettori “non sono farmaci particolarmente costosi, con un prezzo che si aggira generalmente tra i 4 e i 10 euro”. Una spesa contenuta se l’assunzione è occasionale, osserva, motivo per cui in molti casi i medici di medicina generale non prescrivevano la ricetta per i trattamenti brevi, lasciando il costo a carico del paziente. “Tuttavia – aggiunge – l’uso molto diffuso di questi medicinali ha comportato negli anni un aumento significativo della spesa per il Servizio sanitario nazionale, e la decisione dell’Aifa si inserisce in questa prospettiva di contenimento”.
I medici di medicina generale, pur riconoscendo la necessità di contrastare l’uso improprio dei gastroprotettori, evidenziano tuttavia possibili ricadute sui pazienti. “La soluzione di Aifa è mossa dall’intenzione di tagliare il più possibile le spese della farmaceutica – osservano – ma a pagarne le spese saranno ancora una volta i nostri pazienti, persone che hanno bisogno di assumere questo farmaco più a lungo di 4-8 settimane. E poi non dimentichiamo che, se dopo un uso ridotto il paziente deve essere mandato a visita specialistica, si aggiunge un problema a un altro, quello, cioè, di ottenere un appuntamento per la visita”.
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