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02 Marzo 2026

Sanità, solo il 47% degli italiani la promuove. Si consolida ruolo delle farmacie

Da un sondaggio del Sole24Ore emerge che solo il 47% degli italiani promuove il Servizio sanitario nazionale, dato più basso rispetto ai principali Paesi europei. Pesano tempi di attesa e accesso alle prestazioni. Si rafforza però il ruolo della farmacia dei servizi, con prenotazioni ed esami in linea o superiori al contesto europeo

di Redazione Farmacista33


Sanità, Ssn sotto la sufficienza per un italiano su due. Si consolida ruolo delle farmacie

Per oltre la metà degli italiani (53%) la sanità pubblica non raggiunge la sufficienza a differenza di quanto accade negli altri grandi Paesi europei, dove la maggioranza dei cittadini promuove il proprio sistema sanitario. Gli italiani risultano più severi anche sulla professionalità dei medici, valutata positivamente dal 72% degli intervistati, e degli infermieri (71%), percentuali inferiori a quelle registrate in Europa, dove queste voci superano l’80% dei giudizi positivi.

In questo quadro, si consolida però il ruolo delle farmacie come presidio di prossimità: una quota di cittadini, in linea o leggermente superiore rispetto agli altri Paesi, dichiara di essersi rivolta alla farmacia per prenotare visite, effettuare un elettrocardiogramma o un holter. I dati sono quelli pubblicati da Il Sole 24 Ore del Lunedì, emersi dall’indagine realizzata da Noto Sondaggi sull’opinione dei cittadini italiani ed europei sui servizi sanitari nazionali.

Tempi d'attesa e rinuncia alle cure

L’indagine rileva che il 47% degli italiani esprime un giudizio positivo sul Servizio sanitario nazionale, dato che colloca l’Italia all’ultimo posto tra i grandi Paesi europei considerati dall’indagine, con un divario marcato rispetto a Spagna (79%), Regno Unito (77%), Francia (73%) e Germania (68%). 

Il confronto europeo si fa particolarmente critico sui tempi di attesa. Nel 2025 solo il 45% ha utilizzato il Servizio sanitario nazionale per visite specialistiche o esami diagnostici. E su queste prestazioni emergono le maggiori difficoltà: il 33% ha atteso oltre tre mesi per un esame di diagnostica, contro l’11% dei tedeschi, il 12% dei francesi, il 14% degli inglesi e il 18% degli spagnoli. Per le visite specialistiche il 27% ha aspettato più di un trimestre e, sommando chi ha atteso tra due e tre mesi e oltre tre mesi, si arriva al 69% in Italia, a fronte del 49% in Spagna e percentuali inferiori al 20% in Francia, Germania e Regno Unito; solo il 13% è stato visitato entro una settimana. 
Tempi che si traducono in rinunce: il 28% ha rinunciato a una visita specialistica e il 21% a un esame diagnostico, percentuali più elevate rispetto agli altri Paesi.

Tra le note positive spicca il capitolo prevenzione: il 69% degli italiani dichiara di essere stato invitato dal servizio sanitario pubblico a effettuare gratuitamente screening o test diagnostici per la diagnosi precoce di tumori o altre patologie, una quota superiore a quella registrata in Spagna (63%) e in Germania e Regno Unito (entrambe al 58%).

Prossimità: si consolida accesso ai servizi in farmacia

Il confronto europeo investe anche la medicina di prossimità e il modello organizzativo territoriale. La professionalità del medico di medicina generale è valutata positivamente dal 76% degli italiani, ma il dato resta inferiore a quello registrato in Spagna (88%), Francia (92%), Germania (89%) e Regno Unito (88%). Il giudizio si riduce ulteriormente quando si guarda alla disponibilità: solo il 43% esprime una valutazione positiva, che scende al 21% per le visite domiciliari, percentuali più basse rispetto a tutti gli altri Paesi considerati. Tra le note favorevoli spicca invece il capitolo prevenzione: il 69% degli italiani dichiara di essere stato invitato dal servizio sanitario pubblico a effettuare gratuitamente screening o test diagnostici, una quota superiore a Spagna (63%), Germania e Regno Unito (entrambe al 58%).

Si consolida inoltre il ruolo delle farmacie: il 24% degli italiani ha prenotato visite in farmacia (contro il 15% in Spagna, il 16% in Francia, il 17% in Germania e il 21% nel Regno Unito), il 14% ha effettuato un elettrocardiogramma (13% Spagna, 11% Francia, 13% Germania e Regno Unito) e il 12% un holter (11% Spagna, 7% Francia, 6% Germania e Regno Unito), dati che confermano la farmacia come presidio di accesso ai servizi sanitari in linea con il contesto europeo.

 Fofi: opportunità di prevenzione offerte dai farmacisti sul territorio

“I dati dell’indagine restituiscono un quadro che merita grande attenzione rispetto alla percezione e alle aspettative degli italiani sul Servizio Sanitario Nazionale, ma al tempo stesso confermano quanto i cittadini considerino centrali la prossimità dei servizi e le iniziative di prevenzione, riconoscendone il valore concreto nella tutela della salute. In particolare, la fiducia che gli italiani continuano a riporre nei farmacisti - testimoniata anche dalla crescita della richiesta di servizi di telemedicina come elettrocardiogramma e holter - evidenzia come la Farmacia dei servizi sia una realtà ormai consolidata. Portare la prevenzione sotto casa significa intercettare precocemente i bisogni di salute, facilitare l’adesione agli screening, rafforzare la prevenzione cardiovascolare e diffondere una cultura della salute più consapevole e responsabile”, dichiara Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, commentando l’indagine.

“L’auspicio è che sempre più persone possano cogliere le opportunità di prevenzione offerte dai farmacisti sul territorio, e che si continui a investire con convinzione nella sanità di prossimità e nella valorizzazione dei suoi professionisti. I cittadini chiedono facilità di accesso ai servizi, competenza e affidabilità. I farmacisti italiani sono orgogliosi di rappresentare un punto di riferimento vicino ai bisogni reali delle persone, contribuendo a rafforzare la fiducia nel sistema sanitario e la cultura della prevenzione”.

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI

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