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29 Aprile 2026

Farmacia di fiducia e farmacista consulente punti di riferimento per i cittadini

L'ottavo Rapporto Annuale sulla Farmacia evidenzia una relazione fiduciaria stabile tra cittadini e farmacisti, una diffusione ormai strutturale dei servizi e un ruolo consulenziale sempre più rilevante. Ora passaggio da fase sperimentale a un accesso uniforme e stabile alle prestazioni sul territorio

di Simona Zazzetta


Farmacia di fiducia e farmacista consulente punti di riferimento per i cittadini

Il rapporto fiduciario con la farmacia e con il farmacista, il rafforzamento del ruolo consulenziale e la necessità di passare dalla sperimentazione alla garanzia di accesso uniforme ai servizi sono tra gli elementi principali emersi dall’VIII Rapporto Annuale sulla Farmacia, realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma. Il documento, che analizza l’evoluzione della farmacia di comunità e il rapporto con i cittadini, si basa su un’indagine civica che nel 2025 ha coinvolto 1.976 farmacisti e 1.034 cittadini, di cui il 54% affetto da patologie croniche, offrendo una lettura integrata tra offerta dei servizi e utilizzo effettivo.
Il Rapporto evidenzia come la trasformazione della farmacia non riguardi più l’estensione delle funzioni, ma il suo pieno inserimento nel sistema sanitario: una prospettiva che richiede stabilità organizzativa, integrazione nei percorsi di cura e uniformità territoriale nell’accesso ai servizi.

Relazione fiduciaria e scelta della farmacia

La scelta della farmacia continua a essere fortemente centrata sulla relazione fiduciaria con il farmacista, che resta il principale elemento di stabilizzazione del rapporto con il cittadino. L’81,7% degli utenti dichiara infatti di scegliere sempre la stessa farmacia, mentre il 13,7% non ha una preferenza stabile e solo il 4,6% orienta la scelta sulla base dell’offerta di prodotti o servizi.
Dal lato dei professionisti, il 72% ritiene che la farmacia venga scelta soprattutto perché il farmacista conosce le esigenze del cittadino, mentre il 19,9% richiama la prossimità territoriale e quote marginali indicano servizi (5,4%) o prodotti (2,7%) come fattori determinanti.
La fidelizzazione cresce con l’età e con la presenza di patologie croniche, confermando la funzione della farmacia come presidio di riferimento nella gestione continuativa della salute. Come sottolinea il Rapporto, "la continuità relazionale rappresenta il principale fattore di stabilizzazione del rapporto, con una farmacia percepita come riferimento abituale nella gestione della salute".

Servizi in farmacia: diffusione consolidata ma utilizzo ancora selettivo

Sul piano organizzativo, la farmacia dei servizi mostra un livello di maturità ormai consolidato. Il 74,6% delle farmacie dispone di locali separati per l’erogazione dei servizi, il 12,8% utilizza spazi dedicati nello stesso ambiente e l’11,8% non eroga servizi.
Gli esami e i test di prima istanza rappresentano uno dei pilastri dell’offerta: il 78,9% delle farmacie eroga servizi di Point of Care Test, ma solo il 19,4% dei cittadini dichiara di averne fatto uso, mentre il 74,3% non vi ha mai fatto ricorso.
Il Rapporto evidenzia un disallineamento tra disponibilità e utilizzo dei servizi, osservando che "l’utilizzo dei servizi è legato a bisogni clinici già definiti" e che la sfida principale riguarda l’integrazione delle prestazioni nei percorsi ordinari di cura e prevenzione.

Screening e vaccinazioni: prevenzione diffusa 

Nell’ambito della prevenzione, il 76,8% delle farmacie partecipa allo screening del colon-retto, mentre le iniziative per l’individuazione dei fattori di rischio cardiovascolare e metabolico coinvolgono rispettivamente il 45,2% e il 40,4% delle strutture.
Dal lato dei cittadini, il 27,7% dichiara di essere stato coinvolto in campagne di screening in farmacia, con livelli più elevati nelle fasce di età adulte e anziane.
Per quanto riguarda le vaccinazioni, l’offerta appare più disomogenea: il 48,8% delle farmacie eroga l’antinfluenzale e il 34,3% il vaccino anti-Covid, mentre le altre vaccinazioni restano limitate all’8,9%.
Il documento sottolinea la necessità di consolidare queste attività come servizi strutturali di prossimità, evidenziando che la prevenzione in farmacia rappresenta una componente sempre più rilevante della sanità territoriale.

Telemedicina: uno dei servizi più maturi della farmacia dei servizi

La telemedicina si conferma tra gli ambiti più sviluppati dell’offerta. L’elettrocardiogramma è disponibile nel 77,4% delle farmacie, l’holter cardiaco nel 73,4% e quello pressorio nel 72,4%, con differenze territoriali contenute.
Sul versante dei cittadini, il 21,4% ha effettuato un ECG in farmacia, il 19,1% un holter pressorio e il 12,9% un holter cardiaco, mentre oltre il 70% non ha mai fatto ricorso a questi servizi.
Il Rapporto evidenzia che la telemedicina rappresenta un’infrastruttura ormai consolidata e tecnicamente matura, ma che richiede un maggiore inserimento nei percorsi assistenziali per esprimere pienamente il proprio potenziale.

Equivalenti, automedicazione e ruolo consulenziale del farmacista

L’automedicazione si conferma una pratica diffusa e strutturata, caratterizzata da un equilibrio tra autonomia del cittadino e intervento professionale. Oltre il 70% dei cittadini dichiara di rivolgersi frequentemente al farmacista per un consiglio, mentre il 66,2% dei farmacisti svolge attività di counseling e il 26,4% utilizza materiali informativi.
Parallelamente, il capitolo sui farmaci equivalenti evidenzia un sistema consolidato ma ancora segnato da barriere culturali. Gli equivalenti rappresentano il 31,6% dei consumi e il 23,5% della spesa farmaceutica, mentre la differenza di prezzo tra farmaci originator ed equivalenti genera un onere di circa 1,06 miliardi di euro per i cittadini.
Dal lato dei cittadini, il 46,6% utilizza abitualmente equivalenti e il 47,1% occasionalmente, mentre il livello di fiducia nel farmacista che propone l’alternativa terapeutica raggiunge l’88,6%.
Il documento evidenzia tuttavia la necessità di rafforzare la comunicazione tra i diversi attori del sistema sanitario, osservando che "la scelta dell’equivalente dipende fortemente dalla coerenza comunicativa tra medico, farmacista e cittadino".

Carenza di farmaci: fenomeno strutturale e gestione territoriale

La carenza di medicinali emerge come una criticità ricorrente e non più episodica. Il 95% dei farmacisti dichiara di aver sperimentato indisponibilità di farmaci negli ultimi dodici mesi, mentre tra i cittadini il 26,6% segnala attese superiori al normale e il 10,6% ritardi incompatibili con le proprie esigenze terapeutiche.
Il Rapporto sottolinea il ruolo della farmacia come punto di compensazione delle criticità della filiera, evidenziando che "la farmacia di comunità emerge come un vero e proprio ammortizzatore del sistema, capace di garantire nella maggior parte dei casi la continuità terapeutica".

Aderenza terapeutica: ruolo diffuso ma ancora poco strutturato
Il supporto all’aderenza terapeutica rappresenta un’attività già diffusa ma non pienamente formalizzata. Il 34,4% delle farmacie offre servizi di ricognizione farmacologica, mentre il 53,6% segnala l’impossibilità di attivare servizi strutturati per carenza di risorse, spazi o autorizzazioni.
Il 43,4% dei farmacisti dichiara di occuparsi regolarmente di aderenza terapeutica e, tra questi, l’81,6% garantisce un supporto continuativo ai pazienti.
Tra i principali limiti organizzativi emergono lo scarso coordinamento multiprofessionale (65,5%), la limitata comunicazione tra ospedale e territorio (57,4%) e il sovraccarico burocratico (42,1%).
Il Rapporto evidenzia che la farmacia è già riconosciuta come attore attivo nel supporto all’aderenza, ma che la sfida consiste nel passaggio "da pratica diffusa a modello strutturato".

Dalla sperimentazione all’integrazione stabile nel sistema sanitario

Nelle conclusioni del Rapporto emerge con chiarezza che la trasformazione della farmacia di comunità ha ormai superato la fase di espansione delle funzioni e si colloca in una fase di riposizionamento nel sistema sanitario, in cui la priorità diventa la stabilità organizzativa e l’integrazione nei percorsi assistenziali. Il documento sottolinea infatti che "la trasformazione della farmacia non riguarda più l’estensione delle funzioni, ma il suo riposizionamento nel sistema sanitario", evidenziando la necessità di superare disomogeneità territoriali e fragilità organizzative per garantire un accesso reale ed equo ai servizi.
In questa prospettiva, il Rapporto individua una serie di priorità operative rivolte ai decisori istituzionali, a partire dal passaggio "dalla sperimentazione alla garanzia di accesso uniforme ai servizi", considerato il presupposto per rendere strutturale il modello della farmacia dei servizi. Tra le proposte vengono indicate anche la necessità di sviluppare una prevenzione accessibile e continuativa, consolidare le vaccinazioni come servizio di prossimità, affrontare le carenze di farmaci come problema di accesso ai diritti e rafforzare il supporto ai pazienti cronici e all’aderenza terapeutica, con particolare attenzione all’equità nelle aree interne e nei territori più fragili.

Sul piano delle implicazioni di sistema, il Rapporto richiama esplicitamente la necessità di un cambio di prospettiva nelle politiche sanitarie. "Non si tratta più solo di aggiungere nuovi compiti alle farmacie, ma di cambiare il modo in cui le consideriamo dentro il nostro sistema sanitario. I dati dicono chiaramente che le farmacie fanno già molto di più rispetto al passato; adesso la vera sfida è fare in modo che lo Stato e le Regioni le integrino per davvero, eliminando le differenze tra città e zone isolate. La vera svolta ci sarà solo quando ogni cittadino potrà accedere a questi servizi in modo facile, uguale per tutti e consapevole. Dobbiamo spingere la politica a creare un modello che metta la farmacia al centro del territorio per proteggere davvero il diritto alla salute di ognuno", dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.

Una prospettiva condivisa anche dal versante professionale e organizzativo. "Con Cittadinanzattiva, attraverso una collaborazione ormai storica, condividiamo un approccio comune che ha l’obiettivo di leggere in modo concreto i bisogni dei cittadini e l’evoluzione della farmacia sul territorio. I dati di questa edizione confermano che la farmacia dei servizi è oggi una realtà riconosciuta sia a livello istituzionale, sia dai cittadini, che sempre più ne utilizzano le prestazioni. Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale, rafforzando la collaborazione soprattutto con i medici di medicina generale, per garantire un accesso equo e una risposta sempre più efficace ai bisogni di salute di tutti i cittadini, compresi coloro che vivono nelle aree più remote del paese", dichiara Marco Cossolo, Presidente di Federfarma Nazionale.

TAG: FARMACIE, FARMACISTI, CITTADINANZATTIVA

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