carenza di farmacisti
14 Maggio 2026Il Coordinamento farmacisti dipendenti Centro Italia segnala carenza di personale, retribuzioni non adeguate e difficoltà nel sostenere l’espansione della Farmacia dei servizi e chiede un confronto nazionale sul futuro della professione.

Nei prossimi 15-20 anni il modello della Farmacia dei servizi rischia di scontrarsi con un problema strutturale: la carenza di farmacisti disponibili a lavorare nelle condizioni attuali. A sollevare il tema è il Coordinamento farmacisti dipendenti Centro Italia, che ha diffuso una lettera aperta rivolta alle istituzioni e alle organizzazioni di categoria chiedendo l’apertura di un confronto nazionale sul futuro della professione.
Secondo il Coordinamento, mentre la sanità territoriale punta sempre di più sull’espansione dei servizi erogati in farmacia, cresce la difficoltà di reperire professionisti laureati disponibili a lavorare nelle farmacie italiane.
La lettera richiama le criticità della categoria, composta da 70 mila professionisti che lavorano quotidianamente nelle farmacie italiane e “definita durante la pandemia, “presidio sanitario di prossimità”, ma che oggi continua a vivere una crescente marginalizzazione professionale ed economica”.
In particolare, si fa riferimento alle “trasformazioni normative del settore hanno progressivamente modificato il ruolo della farmacia, favorendo processi di concentrazione economica e modelli organizzativi sempre più orientati alla logica commerciale”. Ma Parallelamente, secondo il Coordinamento, le condizioni lavorative dei farmacisti dipendenti sono peggiorate in modo significativo: “retribuzioni non adeguate alle responsabilità richieste, carichi di lavoro sempre più elevati, carenza cronica di personale, ampliamento continuo delle mansioni, assenza di reali prospettive di crescita professionale, scarsa attenzione all'innovazione farmaceutica e formazione professionale inadeguata sulle nuove molecole”.
La situazione sta generando un fenomeno ormai evidente: “sempre più professionisti abbandonano il settore e sempre meno giovani scelgono di intraprenderlo”. Eppure, nello stesso momento, il modello della Farmacia dei Servizi continua a espandersi, con la previsione di erogare vaccinazioni, screening, analisi diagnostiche, elettrocardiogrammi, holter cardiaci e pressori, spirometrie, telemedicina e ulteriori prestazioni sanitarie di crescente complessità. Il punto centrale, secondo il Coordinamento, è: “chi garantirà questi servizi nei prossimi 15-20 anni, se già oggi è estremamente difficile reperire farmacisti laureati disponibili a lavorare nelle condizioni attuali? Riteniamo che questa domanda non possa più essere ignorata”.
Il rischio, sottolineano, è “costruire un modello sanitario territoriale basato su una progressiva svalutazione delle competenze professionali, dove la qualità dell’assistenza venga subordinata alla sostenibilità economica e alle logiche di mercato”. La sanità territoriale “non può reggersi esclusivamente sull’aumento delle prestazioni richieste senza un parallelo investimento sulle persone che quelle prestazioni devono garantire ogni giorno ai cittadini”.
Su queste premesse il gruppo avanza cinque richieste: l'avvio di un confronto nazionale trasparente sul futuro della professione, una riflessione sul modello di sanità territoriale, maggiori tutele per i lavoratori del settore, una programmazione sostenibile delle nuove funzioni attribuite alle farmacie e il coinvolgimento diretto dei professionisti nei processi decisionali che li riguardano.
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