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oncologia

08 Giugno 2026

Farmaci da banco, abitudini di acquisto campanello d’allarme di tumori non diagnosticati

Uno studio britannico analizzerà i dati di acquisto di farmaci da banco raccolti tramite le carte fedeltà di farmacie e grande distribuzione per verificare se alcuni cambiamenti nelle abitudini di consumo possano anticipare la diagnosi di diverse forme tumorali. I primi risultati arrivano dal tumore ovarico.

di Simona Zazzetta


Farmaci da banco, abitudini di acquisto campanello d’allarme di tumori non diagnosticati

Le abitudini di acquisto di farmaci da banco ed eventuali cambiamenti significativi potrebbero contribuire a individuare segnali precoci di alcuni tumori prima della diagnosi clinica. È l'ipotesi alla base del Cancer Loyalty Card Study-2 (Clocs-2), progetto britannico che analizzerà i dati delle carte fedeltà di supermercati e farmacie per verificare se specifici cambiamenti nei consumi precedano la diagnosi di diverse tipologie di tumore. L'iniziativa nasce dai risultati del precedente studio Clocs, che nel tumore dell'ovaio aveva rilevato un aumento degli acquisti di antidolorifici e farmaci utilizzati per disturbi gastrointestinali già 8-9 mesi prima della diagnosi.

Tumore ovarico, i segnali emergono dagli acquisti di farmaci da banco

A richiamare l'attenzione sul progetto è la Fondazione Airc, che sottolinea come l'identificazione di segnali precoci associati all'automedicazione potrebbe, se confermata da ulteriori evidenze, rappresentare un possibile "campanello d'allarme" per anticipare la diagnosi di tumori che oggi vengono spesso individuati in fase avanzata.

I primi dati provengono da uno studio sul tumore dell'ovaio, una neoplasia caratterizzata da sintomi iniziali "generici e spesso confusi con banali problemi digestivi", come dolore addominale, gonfiore e senso di sazietà precoce. I ricercatori hanno analizzato retrospettivamente i dati delle tessere fedeltà di supermercati e farmacie di 1.000 donne, di cui 500 con diagnosi di tumore ovarico e 500 appartenenti al gruppo di controllo. L'analisi ha evidenziato che le donne a cui sarebbe stato successivamente diagnosticato il tumore avevano iniziato a modificare le proprie abitudini di acquisto molti mesi prima della diagnosi. In particolare, è stato osservato un aumento significativo degli acquisti di farmaci per il dolore e per l'indigestione già 8-9 mesi prima dell'identificazione della malattia. Secondo gli autori, il dato riflette la tendenza di molte persone a gestire autonomamente sintomi vaghi e non allarmanti, ricorrendo all'automedicazione, al consiglio del farmacista, di familiari o alle informazioni reperite online, piuttosto che rivolgersi subito al medico. Lo studio ricorda inoltre che sintomi persistenti vengono spesso normalizzati o attribuiti a disturbi comuni e che molti pazienti non considerano il cancro tra le possibili cause finché i disturbi non diventano persistenti o invalidanti.

Clocs-2 amplia l'analisi ad altri nove tumori

Con lo studio Clocs-2 i ricercatori puntano a verificare se i cambiamenti nelle abitudini di acquisto osservati nel tumore dell'ovaio possano rappresentare un segnale precoce anche per altre neoplasie frequentemente diagnosticate in fase avanzata. Oltre al tumore ovarico, l'indagine riguarderà infatti i tumori del colon-retto, pancreas, stomaco, fegato, vescica, vulva, endometrio, il sarcoma uterino e il tumore orofaringeo.

Lo studio adotterà il disegno caso-controllo retrospettivo e prevede il coinvolgimento di 2.900 partecipanti nel Regno Unito: 1.450 persone con una diagnosi di uno dei tumori oggetto dell'indagine e 1.450 controlli senza tumore.
I ricercatori analizzeranno i dati storici delle carte fedeltà dei partecipanti, o dei loro familiari, confrontando i modelli di acquisto dei due gruppi per individuare eventuali variazioni associate alla fase che precede la diagnosi. L'analisi sarà integrata da informazioni raccolte tramite questionari relativi a caratteristiche demografiche, fattori di rischio, stile di vita, anamnesi familiare oncologica e sintomi manifestati prima della diagnosi nei casi o nell'anno precedente all'arruolamento nei controlli. L'obiettivo è verificare se specifici pattern di acquisto possano contribuire a identificare precocemente segnali associati alla presenza di un tumore ancora non diagnosticato.

Fonte:

https://bmjopen.bmj.com/content/16/5/e117937

https://www.airc.it/news/abitudini-di-acquisto-farmaci-primi-segnali-tumore

ph.cr. magnific

TAG: ACCESSO AI FARMACI, AUTOMEDICAZIONE, FARMACI DA BANCO, FARMACIE, DIAGNOSI PRECOCE

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