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11 Giugno 2026

Infezioni urinarie e contraccezione orale, studi confermano efficacia della gestione in farmacia

Due ampi studi condotti in oltre 1.000 farmacie in Nuovo Galles e in Australia mostrano elevata soddisfazione delle pazienti, aderenza ai protocolli clinici superiore al 99% e possibili risparmi per il sistema sanitari con la gestione delle infezioni urinarie non complicate e il rinnovo della contraccezione orale in farmacia.

di Redazione Farmacista33


farmacista paziente bancone donna

Le infezioni urinarie non complicate e il rinnovo della contraccezione orale possono essere gestiti in farmacia in modo sicuro, efficace e apprezzato dalle pazienti. È quanto emerge dai risultati finali degli studi PATH-UTI e PATH-OC, due sperimentazioni condotte in Australia che hanno coinvolto oltre 19.000 consultazioni in più di 1.000 farmacie del Nuovo Galles del Sud (NSW) e dell'Australian Capital Territory (ACT). I dati, presentati dall'Università di Newcastle e dall'Hunter Medical Research Institute (HMRI), forniscono nuove evidenze sull'impatto dei servizi clinici erogati dai farmacisti nell'ambito della salute femminile.

Oltre 17.000 donne coinvolte nello studio sulle infezioni urinarie

Lo studio PATH-UTI ha valutato la gestione da parte dei farmacisti delle infezioni urinarie non complicate in donne di età compresa tra 18 e 65 anni. Hanno partecipato oltre 17.000 donne. Secondo i risultati, il 79,4% delle partecipanti ha riferito una completa risoluzione dei sintomi entro sette giorni dalla consulenza in farmacia. Nove donne su dieci si sono dichiarate soddisfatte o molto soddisfatte del servizio ricevuto.

Il ricorso ai livelli assistenziali superiori è risultato contenuto: il 7,3% delle pazienti è stato indirizzato al medico di medicina generale o al pronto soccorso sulla base dei criteri previsti dai protocolli clinici. L'aderenza dei farmacisti alle procedure stabilite è risultata pari al 99% delle consultazioni.
Sul fronte della sicurezza, circa il 5% delle partecipanti ha riportato effetti indesiderati comuni, mentre gli eventi avversi gravi sono stati segnalati dallo 0,3% delle donne, percentuali giudicate coerenti con quelle osservate nella letteratura scientifica. I ricercatori riferiscono inoltre che non è stato rilevato alcun incremento inatteso della resistenza antimicrobica dopo l'introduzione del servizio.

Contraccezione orale: elevata soddisfazione e pochi effetti indesiderati

Lo studio PATH-OC ha coinvolto 1.946 donne che si sono rivolte alle farmacie di comunità per il rinnovo della contraccezione orale. La fascia d'età più rappresentata è stata quella compresa tra 18 e 25 anni. Anche in questo caso i risultati mostrano un elevato gradimento del servizio: le partecipanti hanno attribuito un punteggio medio di soddisfazione di 91,6 punti su 100. Il 99,7% delle consultazioni ha rispettato i protocolli clinici previsti.

Al follow-up effettuato dopo sette giorni, il 99% delle donne non ha riferito effetti collaterali. Non sono stati registrati ricoveri ospedalieri né accessi al pronto soccorso correlati a eventi avversi associati alla contraccezione orale. Il 6,9% delle partecipanti è stato inviato al medico di medicina generale e circa il 7% ha consultato un altro professionista sanitario nelle quattro settimane successive alla visita in farmacia.

Accessibilità del servizio e aree rurali

I dati evidenziano anche la capacità delle farmacie di raggiungere popolazioni distribuite su territori diversi. Nel PATH-UTI il 71% delle consulenze è stato effettuato in aree metropolitane e il 26% in centri rurali. L'85% delle donne coinvolte nello studio sulle infezioni urinarie e il 77,8% delle partecipanti allo studio sulla contraccezione orale hanno dichiarato che il costo del servizio non rappresenterebbe un ostacolo a un futuro utilizzo.

Le valutazioni qualitative hanno mostrato un apprezzamento particolare da parte delle comunità indigene per la rapidità e la comodità di accesso al servizio. Allo stesso tempo è stata evidenziata la necessità di garantire continuità assistenziale, integrazione con i percorsi sanitari esistenti e supporti adeguati alle specificità culturali delle comunità.

Possibili risparmi per il sistema sanitario

Accanto agli esiti clinici, i ricercatori hanno valutato anche l'impatto economico del modello assistenziale. Secondo le simulazioni, il trasferimento della gestione delle infezioni urinarie non complicate dagli studi dei medici di medicina generale e dai pronto soccorso alle farmacie di comunità potrebbe generare risparmi compresi tra 2,2 e 2,3 milioni di dollari australiani all'anno per il sistema sanitario.
Inoltre, sottolineano che i risultati supportano il ruolo dei farmacisti nella gestione di condizioni a bassa complessità clinica all'interno di percorsi strutturati e regolati da protocolli condivisi. I rapporti finali evidenziano tuttavia l'importanza di mantenere una stretta collaborazione con i medici di medicina generale, garantire la continuità delle cure e predisporre adeguati sistemi di monitoraggio e governance dei servizi.

Con la prosecuzione dei servizi per le infezioni urinarie e per il rinnovo della contraccezione orale nelle farmacie del Nuovo Galles del Sud dopo la conclusione delle sperimentazioni, i risultati degli studi PATH-UTI e PATH-OC forniscono una delle più ampie basi di evidenza disponibili a livello internazionale sull'assistenza guidata dal farmacista nell'ambito della salute femminile.

Fonte:

https://hmri.org.au/news-and-stories/pharmacist-led-womens-health-trials-show-safe-effective-care-model-across-nsw-and-act/

ph.cr.magnific

TAG: INFEZIONI DELLE VIE URINARIE, PILLOLA ANTICONCEZIONALE, CONSIGLIO, FARMACISTI

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