Asma
03 Agosto 2026Nei pazienti con asma, un modello di gestione della terapia guidato dal farmacista e adattato al livello di rischio individuale può migliorare il controllo della malattia, l’aderenza al trattamento e il corretto utilizzo dei dispositivi inalatori.

Un percorso di presa in carico personalizzato, nel quale la frequenza del counselling del farmacista viene modulata in base al rischio clinico del paziente, può migliorare il controllo dell'asma, l'aderenza alla terapia e il corretto utilizzo dei dispositivi inalatori. È quanto emerge da uno studio randomizzato pubblicato su Frontiers in Pharmacology, che ha coinvolto 126 pazienti seguiti per 12 mesi.
Nello studio, 126 pazienti ambulatoriali con asma sono stati assegnati in modo casuale a due differenti modelli assistenziali della durata di 12 mesi. Nel gruppo di controllo tutti i partecipanti ricevevano un'assistenza tradizionale, basata su incontri mensili.
Nel gruppo sperimentale, invece, frequenza dei controlli e intensità del counselling del farmacista venivano adattate al livello di rischio individuale. La stratificazione prendeva in considerazione il grado di controllo dell'asma, la presenza di comorbidità, il numero di farmaci assunti, la funzionalità epatica e renale e l'aderenza alla terapia inalatoria. In base a questi elementi, i pazienti a rischio elevato venivano seguiti ogni mese, quelli a rischio intermedio ogni due mesi e quelli a basso rischio ogni tre mesi.
Al termine dei 12 mesi, il controllo dell’asma è migliorato in entrambi i gruppi, ma l’incremento è risultato più marcato tra i pazienti inseriti nel percorso personalizzato. In questo gruppo, il punteggio medio dell’Asthma Control Test è passato da 18,16 a 23,21, con un aumento di 5,05 punti, mentre nei pazienti assistiti secondo il modello tradizionale il miglioramento è stato di 2,89 punti. Soltanto nel gruppo sperimentale è stata, quindi, superata la variazione di tre punti considerata clinicamente significativa, indicando un beneficio rilevante anche dal punto di vista della percezione dei sintomi e della gestione quotidiana della malattia.
Una differenza significativa è emersa anche sul piano dell’aderenza al trattamento: al termine dei 12 mesi, il 67,2% dei pazienti seguiti con il percorso personalizzato mostrava una buona aderenza alla terapia, rispetto al 43,5% di quelli assistiti secondo il modello tradizionale. Il percorso personalizzato ha determinato, anche, una maggiore conoscenza dell’asma e delle modalità con cui gestirla nella vita quotidiana. Nel gruppo sperimentale, il 67,2% dei partecipanti ha raggiunto un livello elevato di conoscenza della malattia, rispetto al 46,8% osservato nel gruppo di confronto.
I risultati suggeriscono che modulare la frequenza degli incontri e le modalità dell’assistenza in base alle esigenze del singolo paziente consenta di concentrare l’intervento professionale sulle persone che presentano maggiori difficoltà nel controllo dell’asma, nell’assunzione regolare dei medicinali o nell’utilizzo dei dispositivi inalatori. Nei pazienti clinicamente stabili, controlli meno frequenti, accompagnati da un’adeguata attività educativa, possono invece favorire una gestione più autonoma e consapevole della terapia, evitando incontri mensili non sempre necessari. L’intensità dell’assistenza può così essere adeguata nel tempo, aumentando nei periodi di maggiore fragilità e riducendosi quando la malattia risulta sotto controllo.
Lo studio presenta alcuni limiti, tra cui il numero contenuto di partecipanti e la mancata valutazione di esiti clinici rilevanti, come le riacutizzazioni, i ricoveri e le variazioni della funzionalità respiratoria. Saranno quindi necessari studi più ampi e prolungati per confermare i risultati.
I dati rafforzano comunque il ruolo che il farmacista può svolgere nella gestione dell’asma, sostenendo l’aderenza al trattamento, verificando la corretta tecnica di inalazione, migliorando la conoscenza della malattia e accompagnando il paziente verso una gestione quotidiana più autonoma e consapevole.
Fonte:
Front. Pharmacol. 17:1848325. doi: 10.3389/fphar.2026.1848325
ph.cr.magnific
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