difese immunitarie
21 Ottobre 2026La distinzione tra immunostimolanti e immunomodulanti, le informazioni da raccogliere al banco e gli approcci della medicina integrata: dalla fitoterapia alla micoterapia, fino all’omeopatia e ai sali di Schüssler.

Con l’arrivo dei mesi più freddi, il farmacista è chiamato a orientare le richieste di consiglio sulla prevenzione dei malanni stagionali e sul sostegno alle difese immunitarie. Distinguere tra immunostimolazione e immunomodulazione e raccogliere informazioni sulle condizioni di salute e sulle terapie in corso sono i primi passaggi per valutare le esigenze del cliente/paziente e l’eventuale necessità di indirizzarlo al medico.
L’autunno, con le sue temperature miti e una sorta di prolungamento dell’estate che lascia gradualmente spazio all’inverno, è una stagione da non sottovalutare. In questo periodo si presentano i cosiddetti “malanni di stagione”, prevalentemente forme respiratorie dovute alla circolazione di diversi agenti patogeni, tra cui i virus parainfluenzali, appartenenti alla famiglia dei Paramyxoviridae. Diventa quindi fondamentale rinforzare il sistema immunitario, affinché possa sostenere le difese e proteggerci da forme virali più numerose e diversificate.
Nel linguaggio comune, immunostimolante e immunomodulante vengono utilizzati quasi come sinonimi, ma dal punto di vista medico-scientifico rappresentano due approcci molto diversi.
Gli immunostimolanti sono sostanze che hanno lo scopo di attivare il sistema immunitario, aumentandone la reattività. Possono agire in maniera specifica, come avviene con i vaccini, che stimolano la produzione di anticorpi contro un determinato agente patogeno, oppure in modo aspecifico, potenziando globalmente l’attività delle cellule immunitarie senza un bersaglio definito. Uno stimolo indiscriminato, tuttavia, può non essere sempre vantaggioso: se non viene regolato, rischia di innescare risposte eccessive, come processi infiammatori sproporzionati.
Gli immunomodulanti non si limitano invece a stimolare il sistema immunitario, ma ne modulano la risposta, adattandola alla situazione specifica. A seconda delle necessità, possono quindi potenziare una difesa carente oppure contenere un eccesso di reattività che potrebbe diventare dannoso.
Un sistema immunitario ben regolato non impedisce il contatto con i virus, ma ne riduce l’impatto clinico, la durata dei sintomi e la persistenza nell’organismo.
Per orientare il consiglio è dunque determinante chiedere al cliente/paziente se sia affetto da patologie autoimmuni, se soffra di forme infiammatorie croniche nelle quali è coinvolto il sistema immunitario e se segua terapie per altre patologie. Queste informazioni consentono di valutare, in primo luogo, se sia possibile intervenire al banco o se occorra indirizzare la persona al medico. Permettono inoltre di scegliere il rimedio più adatto alle sue esigenze tra le diverse branche della medicina integrata, con l’obiettivo di proteggere e minimizzare eventuali danni.
L’uncaria è una pianta originaria del Sud America. La corteccia e la radice vengono utilizzate in fitoterapia per ricavare preparati con riconosciute proprietà immunomodulanti, attraverso la stimolazione della produzione di anticorpi, oltre che antinfiammatorie e antidolorifiche.
L’echinacea è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee. In particolare, la tipologia angustifolia agisce sull’organismo potenziando l’azione dei globuli bianchi nella difesa e nella lotta a batteri e virus. Particolarmente utile per contrastare sindromi influenzali o febbrili, soprattutto quando sono coinvolte le vie respiratorie superiori, l’echinacea presenta inoltre proprietà antiossidanti, ricostituenti, antinfiammatorie, antifungine, cicatrizzanti per uso esterno e vulnerarie.
La rosa canina è una pianta officinale dalle spiccate proprietà toniche per l’organismo, immunomodulanti e antiossidanti. I frutti sono una ricca fonte di vitamina C, in quantità superiore a quella degli agrumi più noti, e contengono anche vitamine B1, B2, K, PP ed E. Sono inoltre presenti ferro, zinco, manganese, calcio e acidi oleico e linoleico.
L’astragalo è uno dei più antichi alleati per il benessere del corpo e della mente. La parte più utilizzata in fitoterapia è costituita dalle radici, essiccate e preparate in diverse forme, tra le quali le compresse sono le più comuni. È conosciuto come adattogeno, ossia una sostanza che aiuta il corpo ad adattarsi allo stress e a rispondervi nel modo più naturale ed equilibrato possibile, sia sul piano fisico sia su quello mentale. Il suo impiego riguarda in particolare i soggetti con un sistema immunitario deficitario che, per questo, si ammalano spesso di infezioni respiratorie, come raffreddori e bronchiti, intestinali, come le enteriti, e urinarie, come le cistiti.
Reishi (Ganoderma lucidum), Maitake (Grifola frondosa), Agaricus (Agaricus blazei Murill), Cordyceps (Cordyceps sinensis) e Shiitake (Lentinula edodes) sono funghi medicinali caratterizzati dalla ricchezza e dall’abbondanza di principi attivi. Due categorie, in particolare, sono implicate nel rafforzamento del sistema immunitario: i beta-glucani e i terpeni.
I beta-glucani sono importanti molecole in grado di potenziare le difese immunitarie costituite dai linfociti CD4 e CD8; si tratta di polisaccaridi dotati di un’interessante azione immunostimolante di tipo aspecifico, ossia rivolta ad incrementare l’azione delle cellule immunocompetenti e non la produzione di anticorpi. Sono inoltre ricchi di vitamina B, fibre e proteine. I terpeni sono le piccole molecole odorose, in gergo, oli essenziali, contenute all’interno dei Funghi Medicinali, e sono in grado di rafforzare le difese immunitarie
L’omeopatia offre un approccio naturale e personalizzato per sostenere il sistema immunitario attraverso una prevenzione omeopatica aspecifica. Il punto di partenza è l’unicità di ogni individuo, con le sue peculiarità fisiche e psicologiche.
Esistono tuttavia farmaci omeopatici complessi che tengono conto di questa individualità e che possono essere utilizzati da tutti i membri di una stessa famiglia grazie ai ceppi presenti nella formulazione, tra cui Anas barbarie, Influenzinum, Aviaire, Vincetoxicum, Serum de Yersin e Streptococcinum.
Tra i sali di Schüssler, Ferrum phosphoricum D12 è il primo sale dell’infiammazione, ma può essere consigliato anche come profilattico, poiché il ferro prende parte a numerose reazioni enzimatiche ed è indispensabile per la prevenzione delle infezioni. Può essere consigliato anche ai lattanti e nella prima infanzia, riducendo le dosi in base all’età, e ai primi sintomi.
Una corretta informazione sulle misure igieniche necessarie e sulla dieta completa il consiglio del farmacista, per offrire al cliente/paziente una strategia preventiva integrata, capace di fare la differenza nella tutela della salute della comunità.
ph.cr.magnific
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