Creg in Lombardia, Petrosillo: opportunità per farmacie come player
Da un'integrazione delle farmacie nei Creg, i Cronic related group, come player per l'offerta di servizi quali la telemedicina e nella logica di una presa in carico del paziente sul fronte della pharmaceutical care, si potrebbero generare risparmi per il sistema e un miglioramento in termini di salute per il paziente, anche se si tratta di percorsi lunghi e articolati da portare avanti. A lanciare la riflessione Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo, una delle Asl della Lombardia interessate dal modello, che fa anche il punto sugli incontri con medici e Asl per avviare una collaborazione e individuare sinergie. «Una prima osservazione è che non ci sono sovrapposizioni di campo, né in un senso né nell'altro, e anzi credo che i Creg possano rilevarsi, per esempio per quelle realtà che si stanno sviluppando nella direzione dell'offerta di servizi quali telemedicina, un'opportunità. Rispetto ai timori di una sovrapposizione sul fronte dell'assistenza farmaceutica, va detto che obiettivo del Creg è la presa in carico del paziente secondo un percorso diagnostico terapeutico ben definito, che individui per esempio quantità, tempistica, modalità di esami diagnostici, di terapie e via dicendo, nei limiti di un budget a paziente messo a disposizione dall'Asl, mentre per la fornitura dei servizi, che siano esami, visite specialistiche o farmaci, gli erogatori rimangono, almeno per il momento, i soliti: farmacie comprese». In questo quadro, per altro, «nulla vieterebbe un ruolo anche per le farmacie nella direzione di una presa in carico del paziente, nei termini di pharmaceutical care e aderenza alla terapia - aspetti che al momento sono già messi in campo dai medici del Creg ma che le farmacie, già predisposte alla tematica, avrebbero la possibilità di espletare con un risparmio di tempo - oltre che nella fornitura di servizi». E d'altra parte «proprio queste sono le logiche che, per quanto ci riguarda, abbiamo cercato di portare avanti in incontri che abbiamo fatto con medici e Asl». In questi incontri, «abbiamo dato la nostra disponibilità a una collaborazione sul fronte della telemedicina, grazie anche alla piattaforma online da luglio, e, anche se al momento esistono vincoli contrattuali con altri erogatori, una manifestazione di apertura verso una possibile sinergia anche più avanti c'è stata e certamente dovranno esserci ulteriori incontri e poi abbiamo posto le basi per andare verso il supporto delle farmacie nell'assistenza farmaceutica. Certamente si tratta di percorsi lunghi e complessi, con una strada ancora da costruire e un requisito è quello di essere riconosciuti dalla asl come ente erogatore accreditato con un determinato tariffario».
Francesca Giani
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