Stabilita in Senato, novità per i farmacisti. Attesi emendamenti Regioni
È la legge degli 80 euro in busta paga, ma è anche la Finanziaria che incamera le novità del Patto salute: la legge di Stabilità approvata definitivamente alla Camera è ora attesa in Senato ma prima ancora da emendamenti delle Regioni. Però dai 269 commi dell'articolo 2 in cui si declina tutta la tematica Pubblica Amministrazione trapelano indirizzi irreversibili. Sui tagli, per esempio. Si conferma il finanziamento Ssn del Patto Salute, 112 miliardi per il 2015 e 115,4 per il 2016, ma le regioni devono conferire 4 miliardi quale contributo alla finanza pubblica nel triennio 2015-18. Senza un'intesa sarà lo stato a intervenire, anche toccando i Livelli essenziali di assistenza. Anche le province dovranno assicurare un miliardo nel 2015, due l'anno dopo e tre nel 2017 (mentre per i comuni ci si ferma a 1,2 miliardi di euro dal 2015) ma le regioni in aggiunta sono obbligate al pareggio, ed ogni 31 marzo devono certificare al ministero dell'Economia i risultati conseguiti: se vanno in deficit lo Stato potrebbe prelevare un terzo del loro scostamento dal conto che ogni regione tiene aperto nella Tesoreria statale. Se la regione è commissariata il governatore non potrà essere commissario; e se non consegue il pareggio, potrà spendere per la sanità come nel più "magro" dei tre anni precedenti senza poter né chiedere prestiti per investimenti né assumere personale, nemmeno a rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. I governatori possono autorizzare alcune Asl a "peggiorare i loro saldi" pur di investire, "purché sia garantito l'obiettivo complessivo a livello regionale mediante un contestuale miglioramento, di pari importo, dei saldi dei restanti enti locali della regione ovvero dell'obiettivo di saldo tra entrate finali e spese finali in termini di cassa della regione stessa" (comma 181). Cura dimagrante anche per i ministeri: l'Istruzione nel 2015 rinuncia a 150 milioni circa che poi scendono sotto i 140 negli anni successivi. Dieci milioni soli i risparmi chiesti al Ministero della Salute. Sul fronte farmaci è previsto che entro il 31 dicembre 2015 l'Agenzia del Farmaco rivedrà il Prontuario sulla base del criterio costo/beneficio ed efficacia terapeutica; il nuovo prezzo di riferimento pagato dal Ssn potrà essere ridefinito non sulla base del prodotto a minor prezzo a base dello stesso principio attivo ma del principio meno costoso all'interno della stessa categoria terapeutica. Negli ospedali potranno arrivare i farmaci monodose previsti al comma 260 per ridurre la spesa. Sulla base del Patto per la Salute nascerà una rete di Dispositivo-vigilanza per sorvegliare le reazioni avverse da dispositivi medici e Ministero e Agenas daranno vita ad una rete di valutazione dell'innovazione tecnologica (Health Technology Assessment). Sui farmaci, l'innovazione sarà valutata da Ministero della Salute e Aifa a livello nazionale, ma avvalendosi di gruppi di Hta regionali. Per definire le priorità assistenziali Ministero della Salute, Aifa e Agenas creeranno una "cabina di regia". Alt al limite d'età a 65 anni per i titolari di farmacia, che fu imposto tre anni fa all'articolo 11 del decreto legge sulle liberalizzazioni del governo Monti (24 gennaio 2012): il comma 258 della bozza di Finanziaria approvata alla Camera abroga la misura, con sollievo di quel quarto circa di esercenti che in assenza della norma sarebbero costretti a trovarsi un direttore. Ma la legge di stabilità, nuovo nome della Finanziaria 2015 raggruppata in tre maxiarticoli, il secondo da 269 commi, contiene altre novità relative ai farmaci.
Mauro Miserendino
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