Cittadinanzattiva, compliance terapeutica ridotta nei pazienti cronici
Il 36,7% delle associazioni segnala interruzioni di terapia farmacologica nei pazienti cronici, determinata per oltre il 70% dei casi da problemi di budget dell'ospedale o della Asl; in un caso su due si verifica inoltre un problema di aderenza alla terapia, generato dalla difficoltà di ricordare la posologia (60%) o dagli effetti avversi (44,4%). Sono alcuni dei dati emersi dal XIII Rapporto sulle politiche della cronicità, presentato ieri a Roma dal Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (Cnamc) di Cittadinanzattiva. Ettore Saffi Giustini, responsabile area farmaco della Simg, ricorda che «per malati cronici come gli ipertesi o i diabetici, le conseguenze delle interruzioni della terapia sono drammatiche», ma ritiene che nella maggior parte dei casi i problemi di aderenza alla terapia siano dovuti alle troppe medicine prese dagli anziani: è dunque necessario che il medico di base, in accordo con lo specialista, stabilisca delle priorità e dia solo i farmaci strettamente indispensabili. Saffi Giustini non rileva invece difficoltà di approvvigionamento da parte delle farmacie ospedaliere: «Ci può essere una selezione nell'ambito di una classe di farmaci e, a differenza di quello che si faceva prima, se ne danno solo un paio e non tutti quelli in commercio, mentre per gli altri si paga la differenza; ma il problema di mancanza di aderenza non deriva dall'impossibilità di procurarsi il farmaco, che oggi in Italia per fortuna si trova sempre». Secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva, un altro motivo di rinuncia è la difficoltà di farsi prescrivere il farmaco su ricetta rossa, per la quale specialista e medico di famiglia si rimpallerebbero la responsabilità. «In base alla mia esperienza, questo non risulta - dice l'esponente Simg - e anche il rapporto Osmed segnala un aumento del numero di ricette». Saffi Giustini conferma invece un altro problema segnalato dal Rapporto, in base al quale 4 malati cronici su 10 rinunciano a esami per colpa del ticket: «per gli esami di laboratorio c'è ancora un gap di prezzo con il privato, ma nella diagnostica per immagini spesso i pazienti si rivolgono al privato, dove pagano più o meno lo stesso con liste d'attesa più brevi».
Renato Torlaschi
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