Concorso, in forme associate se socio recede estremi per causa legale
Iniziano a verificarsi le prime defezioni di soci che, dopo aver presentato domanda al concorso in forma associata per l'apertura di una nuova farmacia, si tirano indietro facendo decadere i/il soci/o dalla graduatoria ma rischiando una causa legale per danni. A segnalare «un fenomeno in crescita» è GiulioSensi, consulente dello Studio Farlorni di Pisa: «Sono sempre più frequenti i casi» spiega «in cui vincitori del concorso in forma associata, facendo una valutazione della situazione attuale e dell'ipotesi futura, si accorgono che l'operazione può presentare dei rischi che probabilmente nella fase iniziale del concorso sono stati sottovalutati o non considerati e che nel primo anno è difficile pensare a uno stipendio per tutti i soci. Non tutti hanno ben valutato l'investimento iniziale, il rischio imprenditoriale e la possibilità di poter rimanere senza stipendio per almeno il primo anno e più si va avanti e più ci sono ripensamenti. Sicuramente, in molti casi, un ripensamento è dovuto anche alla maggiore conoscenza delle sedi a concorso - frutto di sopralluoghi e confronti con i colleghi - comparata con la propria posizione in graduatoria. Ma non senza conseguenze, perché il recesso di un socio fa decadere anche l'altro o gli altri per mancanza di punteggio, creando quindi un danno economico per il quale esistono gli estremi giuridici per una causa legale per il risarcimento». Un'evenienza confermata anche l'avvocato Bruno Riccardo Nicoloso: «La domanda in forma associata rappresenta di per sé un vincolo giuridico con cui il socio si è impegnato per 10 anni. Sarebbe stato opportuno in sede di presentazione della domanda sottoscrivere un accordo preliminare per regolamentar e i rapporti tra i soci da tradurre poi nella costituzione della società». Secondo Attilio Mediatore, consulente esperto nel concorso per nuove sedi farmaceutiche, anche senza scrittura il patto tra soci è già stato fatto: «Il patto non è scritto ma di fatto esiste già» spiega «perché nel momento in cui è stata presentata la domanda di partecipazione insieme, gli associati erano ben consapevoli degli impegni reciproci che stavano prendendo e tutti gli obblighi erano scritti nel bando. Ora in caso di recesso la causa per risarcimento è una certezza anche in assenza di patti preliminari. A mio avviso non andavano previste domande in forma associata perché la marginalità della farmacia è andata calando sempre più in questi anni e alle condizioni attuali può creare reddito per una o al massimo due famiglie».
Simona Zazzetta
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