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Politica e Sanità

13 Dicembre 2014

Londra, nuova sospensione di farmacista per vendita farmaci senza ricetta


L'inchiesta realizzata da un reporter della Bbc, che nel 2012 aveva ottenuto senza ricetta farmaci come benzodiazepine, morfina e antibiotici, ha portato a una nuova sospensione - questa volta per dodici mesi - dall'albo dei farmacisti inglese. Si tratta di Paul Edward Healy, supervisore di una farmacia londinese che era stato filmato mentre passava amoxicillina a un suo assistente che poi l'aveva venduta, in aggiunta a confezioni di Viagra, al finto cliente sprovvisto di qualunque prescrizione.
Healy aveva ammesso al comitato del General pharmaceutical council di aver consegnato il farmaco al proprio assistente dichiarando però di non sapere che sarebbe stata venduta. Il video ha però smentito la sua versione dei fatti, mostrando inoltre la mancata supervisione quando l'assistente si era messo - a due passi da lui -  a cercare il Viagra in un'area della farmacia riservata ai farmaci da dispensare solo sotto prescrizione.
La difesa del farmacista ha esposto alcune circostanze attenuanti: Healy è un farmacista giovane e relativamente inesperto; inoltre si è sentito probabilmente "intimidito e culturalmente isolato", in quanto la maggior parte dello staff della farmacia, così come dei clienti, parlavano in arabo. Il comitato ne ha tenuto conto e la sospensione è stata "solo" di un anno ma, al di là del caso personale, l'inchiesta della televisione britannica ha sollevato il velo su una situazione più generale: erano state ben nove le farmacie in cui non era stata chiesta la ricetta per farmaci che invece non avrebbero potuto essere dispensati senza. Il caso ha avuto molta eco in Gran Bretagna suscitando accese reazioni.
Geraldine Flavell, del Centre for pharmacy postgraduate education (Cppe) ha manifestato la propria perplessità per l'accostamento dei termini "supervisore" e "giovane e relativamente inesperto" riferiti a Healy. Sullo stesso tono, Kim Blyth, insegnante alla University of East Anglia, ha dichiarato che, per preservare l'integrità professionale, ciascuno deve lavorare solo nel contesto in cui si sente preparato per farlo.

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