Politica e Sanità
08 Gennaio 2015Ognuno ha un compito e una missione e quello della farmacia è assicurare sul territorio su cui insiste il presidio la disponibilità di farmaci per i cittadini. Ben venga l'ordine del giorno approvato dalla Camera in occasione dell'ultimo ok alla legge di stabilità 2015 con cui la Camera impegna il governo a «valutare l'opportunità di prevedere ogni iniziativa volta ad apportare le modifiche normative, ripristinando l'incompatibilità tra le attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia». Il commento è di Ettore Novellino, presidente dell'Ordine di Avellino e il riferimento è all'ordine del giorno che era stato presentato dai deputati di Forza Italia Carlo Sarro e Paolo Russo. Finalità della proposta, come si legge nel documento, «potenziare la disponibilità dei farmaci per i cittadini presso le farmacie territoriali, e a sopperire alla carenza di alcuni particolari medicinali» con una «soluzione che va ricercata principalmente riducendo l'emorragia di autorizzazioni a pioggia ad operatori pseudo-grossisti, quasi sempre farmacie che si dotano anche di autorizzazione alla distribuzione all'ingrosso, che però essenzialmente non viene utilizzata per rifornire le altre farmacie, bensì per cedere medicinali a «grossisti esportatori» o per inviarli direttamente all'estero». In Italia, continua il documento, «ci sono diciottomila farmacie e solo circa quattrocento hanno l'autorizzazione alla distribuzione e operano come distribuzione all'ingrosso, rastrellando sul territorio quei medicinali molto ambiti all'estero in considerazione del loro prezzo vantaggioso». Per questo «la Camera impegna il Governo a valutare l'opportunità di prevedere ogni iniziativa volta ad apportare le modifiche normative richiamate in premessa, ripristinando l'incompatibilità tra le attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia».
«Una disposizione» continua Novellino «che dovrebbe essere facilmente realizzabile dato anche l'appoggio che gode da parte di Federfarma, che rappresenta il volere delle farmacie. Si tratta di un fenomeno non particolarmente esteso e da quel che risulta localizzato in determinati territori, ma sul quale occorre intervenire visto anche l'impatto per la popolazione. Chi vuole fare attività di distribuzione intermedia lo deve fare assumendosi tutti gli oneri, i costi, gli impegni e nel rispetto della normativa, compreso per esempio l'apertura di un deposito diverso dalla farmacia, le previsioni in merito all'approvvigionamento o alla messa in essere del sistema di allerta e di ritiro rapido dei lotti. Non bisogna dimenticare che ognuno ha un determinato compito e una determinata missione e utilizzare la farmacia per secondi fini credo non sia eticamente corretto anche nei limiti concessi dalla normativa. Si tratterà quindi di trovare una modalità per andare a colpire in particolare quelle situazioni speculative».
Francesca Giani
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