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Politica e Sanità

28 Gennaio 2015

Sondaggio Ue boccia sanità italiana, Garattini: dai pazienti percezione negativa


Nonostante l'assistenza sanitaria fornita dal nostro Paese sia ritenuta buona ed è erogata ad un prezzo contenuto, pari a 3.027 dollari pro capite secondo gli ultimi dati Ocse, un nuovo studio presentato a Bruxelles ci declassifica di molto rispetto agli altri Paesi europei. Se nel 2009 l'Italia era al quindicesimo posto, nel 2013 al ventesimo, scende al ventunesimo nel 2014, subito prima di Irlanda, Croazia e Cipro. Sul podio per la quinta volta è l'Olanda, seguita da Svizzera e Norvegia. A stilare la classifica è l'Euro Health Consumer Index, che riunisce 48 indicatori su 35 Paesi europei basati su statistiche pubbliche, sondaggi presso i pazienti e ricerche indipendenti. Abbiamo chiesto al professor Silvio Garattini (foto), direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", il perché di queste discrepanze tra lo "stato dell'arte" del Ssn e la percezione che ne hanno gli italiani.

Professor Garattini, come mai l'Ocse promuove l'Italia mentre l'Euro Health Consumer Index ci posiziona al 21esimo posto in classifica?
Bisogna fare una differenziazione tra gli indicatori oggettivi e la percezione che invece hanno i pazienti e la popolazione in generale. L'Euro Health Consumer Index, studio presentato a Bruxelles e che riunisce 48 indicatori su 35 Paesi europei basati su statistiche pubbliche, sondaggi presso i pazienti e ricerche indipendenti, non si basa su dati oggettivi ma soggettivi. Da qui, la caduta in posizione più bassa dell'Italia.

Significa che in Italia il sistema sanitario nazionale ha problemi di "comunicazione"?
Significa che probabilmente nel nostro Paese, benché si sia raggiunto un livello di cure e di prestazioni molto molto elevate, nel momento della fruizione l'incantesimo si rompe. I tempi di attesa biblici sia per interventi che visite specialistiche, i pronto soccorsi affollati per via anche del fatto che i pazienti ci si recano spesso per delle sciocchezze, l'esistenza della formula intramoenia che nega il concetto di servizio sanitario universale gratuito, ad esempio, fanno sì che i pazienti abbiano un giudizio negativo delle prestazioni erogate. Un conto è se la possibilità di accedere alle cure mediche risulta uguale per tutti, un conto è se pagare presuppone un servizio diverso.

Quali sono invece gli indicatori di cui il nostro sistema sanitario deve andar fiero?
Aspettativa di vita, tasso di mortalità infantile sono solo due aspetti di come il nostro Paese sia in testa alle classifiche mondiali. Secondo l'ultimo Rapporto di Meridiano Sanità, per esempio, siamo ad un buon posizionamento per quanto concerne l'offerta sanitaria globale. E questo è un buon risultato. Certo, bisogna fare sempre di più affinché i pazienti non debbano ogni giorno combattere con la burocrazia e le falle del sistema.

Rossella Gemma

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