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Politica e Sanità

29 Gennaio 2015

Osmed, ricorso alla distribuzione diretta pesa quattro volte la Dpc


Nell'ambito di una spesa territoriale che cala dell'1,7% nei primi nove mesi del 2014 rispetto all'anno precedente, c'è una spesa per la distribuzione diretta e la distribuzione per conto di fascia A che aumenta, con un +3,3%, anche se con una crescita più bassa rispetto al periodo 2013-2012, dove aveva segnato +5,5%, e tale voce è compensata da una convenzionata netta che scende del 3,3%. Nella ripartizione percentuale, poi, della spesa farmaceutica tra diretta in senso stretto e distribuzione per conto, il rapporto risulta circa di quattro a uno. A mettere in luce l'andamento il Rapporto Osmed sull'uso dei Farmaci in Italia presentato dall'Aifa che fa il punto: «Nei primi mesi del 2014» si legge infatti nel rapporto «la spesa per i farmaci erogati attraverso la distribuzione diretta e per conto è stata pari a 4 miliardi di euro, a sua volta composta per 3,2 miliardi di euro dalla spesa diretta in senso stretto (per ogni classe di rimborsabilità) e per 861 milioni di euro dai medicinali erogati in distribuzione per conto. La spesa è costituita per il 56,3% dai farmaci di classe A, per il 42,6% dai farmaci di classe H e per il rimanente 1,1% dai farmaci di classe C». Scendendo nel dettaglio, «i primi tre principi attivi a maggior spesa erogati in distribuzione diretta sono rappresentati dall'adalimumab (165,8 milioni di euro), dall'etanarcept (148,3 milioni di euro), e dall'interferone beta (122,5 milioni di euro)». Va detto che la «spesa dei farmaci erogati in distribuzione diretta e per conto e in ambito ospedaliero, trasmessa dalle regioni e registrata attraverso i flussi NSIS, presenta un variabile grado di completezza ed in ogni caso è soggetto ad un consolidamento progressivo in corso d'anno». Per quanto riguarda il livello regionale, «nel 2014 tutte le regioni hanno adottato la distribuzione diretta, mentre l'Abruzzo è l'unica regione che non utilizza la distribuzione per conto. La Sicilia l'ha avviata nel 2014». Per quanto riguarda la ripartizione percentuale della spesa farmaceutica tra distribuzione diretta in senso stretto e distribuzione per conto, «a livello nazionale è pari rispettivamente al 78,7% e al 21,3%; tuttavia vi sono rilevanti differenze regionali, in quanto vi sono regioni che ricorrono in modo più esteso alla distribuzione diretta (Emilia Romagna, Sicilia e Lombardia) rispetto ad altre regioni nelle quali tale canale alternativo è relativamente meno utilizzato (Molise, Valle d'Aosta e Calabria)». Per fare qualche esempio, l'Emilia Romagna presenta una percentuale di distribuzione diretta del 92,9%, la Sicilia del 88,5%, la Lombardia del 84,9%, la Liguria del 84,8%. Mentre per esempio il Molise ha una percentuale di distribuzione per conto di 43,2%, la Vda, che ha appena rinnovato l'intesa, del 43,1%, la Calabria del 41,0% e il Lazio del 39,3%. Inoltre «relativamente all'assistenza farmaceutica ospedaliera, le regioni che registrano la maggior spesa per consumo di medicinali in ambito ospedaliero - in valore assoluto - sono la Lombardia (222,1 milioni di euro), seguita dalla Toscana (213,3 milioni di euro) e dal Veneto (205,8 milioni di euro)».

Francesca Giani

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