Private label, Profar: mercato regge grazie a medicazione ed elettromedicali
Nonostante la crisi che ha investito il Private label in generale, l'anno di attività della linea Profar di prodotti a marchio di Federfarmaco, si è concluso sostanzialmente in linea con il 2013, chiudendosi con un fatturato di quasi 10 milioni di euro, grazie, in particolare, allo slancio di alcuni mercati quali medicazione tradizionale ed elettromedicali. E per il futuro gli obiettivi sono di raddoppiare il fatturato nel 2017, con alcuni mercati che sembrano essere promettenti, tra cui oral care, hair care, antipediculosi e i prodotti legati alle punture di zanzare e insetti. Sono questi alcuni numeri che ha fatto registrare nel 2014 la linea Profar - Professione Farmacia, i prodotti a marchio di Federfarmaco, distribuiti esclusivamente in farmacia, secondo quanto racconta a Farmacista33 Massimo Massa, direttore generale della società costituita da 26 cooperative di farmacisti. «Per la private label è stato un anno difficile che ha visto una contrazione del settore soprattutto all'interno del mass market, dovuto principalmente a un aumento della promozionalità della industria di marca, attraverso una politica di prezzi più bassi. Per quanto riguarda la nostra linea, Profar, marchio distribuito esclusivamente nel canale farmacia, abbiamo registrato una maggiore sofferenza nei due mercati che storicamente sono i nostri punti di forza, i pannolini per l'infanzia - prima categoria di vendita con oltre 2 milioni di euro di fatturato - e le salviettine umidificate, proprio a causa della competizione delle aziende leader, ma tale flessione è stata compensata dalla crescita di altri prodotti. Particolarmente bene sono andati medicazione tradizionale, vale a dire cerotti, bende, garze - categoria con i migliori tassi di crescita (circa il 20%) e circa 1,7 milioni di fatturato - e gli elettromedicali che, con solo 3 referenze, fatturano oltre mezzo milione di euro. Ma anche i test di gravidanza e i contenitori per analisi, già leader di mercato nelle rispettive categorie, hanno registrato un'ulteriore crescita. In generale per quanto riguarda la nostra linea possiamo dire che si articola in circa 300 prodotti presenti in una dozzina di grandi mercati di cui, come abbiamo visto, quello dell'infanzia rappresenta il mercato prioritario, con quasi 3 milioni di euro di fatturato, ma nel corso dell'anno abbiamo iniziato a presidiare alcuni mercati con grandi potenzialità di sviluppo, quali oral care, hair care, antipediculosi e i prodotti legati alle punture di zanzare e insetti. In particolare per esempio l'antipediculosi ha mostrato una crescita di quasi il 40%». E per il futuro, «a tendere, oltre a consolidare la nostra posizione nei mercati ad alta rotazione in cui siamo già presenti e dove c'è spazio per il private label, attenzione verrà data anche al target senior, particolarmente importante per la farmacia, per il quale è in preparazione una linea di prodotti specifica». Tra gli obiettivi complessivi c'è quello di «raddoppiare il fatturato entro il 2017, anche perché al momento serviamo 8mila farmacie ma di queste quelle che effettivamente spingono il prodotto, raggiungendo fatturati importanti, pari in media a circa 5mila euro, sono una quota che si aggira intorno al 10%».
Francesca Giani
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