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Politica e Sanità

30 Gennaio 2015

Tagli: la filiera dice no, ricetta improduttiva e penalizzante


La prospettiva di un taglio lineare alla spesa sanitaria, avverte Federfarma, avrebbe ripercussioni sull'assistenza farmaceutica, sui cittadini e sul futuro degli operatori più deboli. Una ricetta, quella dei tagli, commenta Assogenerici, che ha già dimostrato di non produrre effetti durevoli. Sono questi i commenti a caldo che si sono susseguiti all'annuncio del rinvio alla prossima settimana delle decisioni sui tagli da parte delle Regioni per mancanza di un punto di incontro. Il sindacato dei titolari delle farmacie private auspica che il rinvio permetta di individuare i settori sui quali le Regioni possono intervenire per ridurre sprechi e inefficienza, senza colpire ancora una volta la spesa farmaceutica». E avverte che «ulteriori tagli al settore si ripercuoterebbero sull'assistenza farmaceutica, penalizzerebbero pesantemente i cittadini, riducendo la qualità del servizio offerto dalle farmacie, compromettendo il futuro degli operatori più deboli che, già oggi in grave difficoltà, faticosamente garantiscono la prossimità del servizio nei centri più piccoli». Preoccupazione anche dal mondo dell'industria: Enrique Häusermann presidente di Assogenerici che definisce «stupefacente» che come risposta delle amministrazioni regionali alle esigenze di riduzione dei bilanci, si prospetti di fatto un taglio lineare alla spesa sanitaria, e se poi le misure si concentreranno sulla spesa farmaceutica, siamo di fronte a una ricetta che ha già dimostrato di non produrre effetti durevoli. E aggiune: «Non si può non tenere conto di alcuni dati obiettivi» ha aggiunto «a cominciare dalla sostanziale stasi delle risorse destinate alla tutela della salute negli ultimi anni a fronte però del costante aumento della cronicità e degli oneri che comporta. Se poi le misure di compensazione si concentreranno, come pare, sulla spesa farmaceutica, siamo di fronte alla riproposizione di una ricetta che ha già dimostrato di non produrre effetti durevoli». Secondo le previsioni di Häusermann «alla fine di questo percorso c'è sempre il meccanismo del pay-back, nel quale è la filiera a pagare il superamento di tetti di spesa sempre meno realistici, ma questa dinamica sta diventando dirompente per il comparto vorrei ricordare che dal 2001 il prezzo dei farmaci in Italia è calato del 31% rispetto a una media dei principali paesi UE di circa il 15%». E conclude ricordando quanto rilevato dall'Euro Health Consumer Index: «Anche le indagini internazionali segnalano una sempre maggiore insoddisfazione dei cittadini nei confronti dell'Ssn rilevando in particolare le difformità regionali e la necessità sempre maggiore di ricorrere al pagamento diretto».

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