Usa, integratori falsi e pericolosi in Gdo e drugstore
Quattro catene americane di grande distribuzione, Gnc, Target, Walgreens e Walmart, sono state accusate di avere sugli scaffali integratori a base di erbe falsi e potenzialmente pericolosi per la salute. L'accusa è stata mossa dall'ufficio del procuratore generale di New York che ha chiesto la rimozione dei prodotti dai punti vendita. È la prima volta, sottolinea il New York Times che ha diffuso la notizia, che un'autorità giudiziaria minaccia le più grandi catene di vendita al dettaglio e di drugstore con azioni legali per la vendita di prodotti definiti «deliberatamente fuorvianti». Le autorità hanno detto di aver condotto i test sui marchi più venduti scoprendo che quattro su cinque prodotti non contenevano nessuna delle erbe dichiarate in etichetta, e spesso contenevano come riempitivo sostanze non attive. In particolare sono state trovate pillole di ginseng che, promosse per "resistenza fisica e vitalità", contenevano solo estratto in polvere di aglioe di riso. In integratori di ginkgo biloba hanno trovato estratto in polvere di ravanello, di piante da appartamento e grano - nonostante l'etichetta li definisse prodotti senza glutine. Tre di sei prodotti erboristici a base di ginkgo biloba, erba di San Giovanni e la radice di valeriana sono risultati negativi per le erbe indicate sulle etichette mentre contenevano polvere di riso, fagioli, piselli e carote selvatiche. Infine, sono state trovate pillole contenenti sostanze allergeniche come soia e arachidi non dichiarati in etichetta. L'indagine è stata accolta con favore dagli operatori della salute statunitensi che da tempo lamentano la bassa qualità e la sicurezza degli integratori alimentari prodotti esenti dal rigoroso controllo normativo applicato a farmaci da prescrizione. Il procuratore generale Eric Schneiderman ha ricordato che «etichette false, contaminazione di prodotti e pubblicità ingannevole sono pratiche illegali e presentano rischi inaccettabili per i cittadini e in particolare chi soffre di allergie agli ingredienti nascosti». I rappresentanti dell'industria e dei produttori di integratori hanno voluto precisare che tutti i problemi sono causati da una manciata di aziende ai margini del settore. Ma secondo il quotidiano, un'indagine che ha colpito marchi in vendita in catene di drugstore e nei giganti del Gdo, suggerisce che i problemi non sono limitati a New York. A livello normativo, l'Fda richiede alle aziende di verificare che ogni integratore sia prodotto in modo sicuro ed etichettato con precisione, ma con un sistema basato essenzialmente fiducia. Situazione ben diversa da quella europea, dove esiste una normativa recepita dagli stati membri, Italia compresa: all'azienda è richiesta una procedura di notifica dell'etichetta per la commercializzazione, il ministero della Salute ne valuta la conformità e la notifica resta a disposizione per eventuali controlli. In particolare, per i prodotti a base di erbe esiste una lista di piante ammesse e va dichiarata la definizione degli ingredienti la documentazione sul prodotto finito e i criteri di purezza.
Simona Zazzetta
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